.jpg)
Cronaca
Minacce di vendetta dopo l'omicidio Scavo: «Ce li mangeremo tutti senza pietà»
Tensione altissima dopo l'uccisione del pregiudicato di Carbonara nella discoteca Divine Club. Il post è poi stato rimosso
Bari - martedì 21 aprile 2026
9.33
Un post social, postato a poche ore dall'assassinio del padre, e poi rimosso. «Si è vero papà, ora non ci sei più ma appena sapremo chi è stato ce li mangeremo tutti quanti senza pietà», le parole dal figlio minorenne di Filippo Scavo, il 43enne ucciso nel Divine Club di Bisceglie da un killer che ha sparato tra tanti giovani.
Il messaggio carico di rancore e che ha fatto molto discutere, soprattutto perché scritto da un bambino ma commentato dai "grandi", il che lo rende un elemento di interesse investigativo su quanto avvenuto nel locale da ballo, è stato rimosso ieri in tarda mattinata e sostituito con una frase d'amore. «Papà ti hanno portato via da me fisicamente - si legge -. Ma so che con la tua anima mi proteggerai sempre, non lasciarmi mai... ti dedicherò ogni mio traguardo ti amo infinitamente».
Il post aveva attirato molti commenti, alcuni dai toni minacciosi nei confronti del killer. Segnale dell'alta tensione che si vive in queste ore a Bari. Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, dirette dal pubblico ministero antimafia Bruna Manganelli, si stanno concentrando proprio sul passato di Scavo, 42enne pregiudicato barese affiliato al clan Strisciuglio e uno dei referenti nel quartiere Carbonara: il suo nome, inoltre, compare in diversi ed assai recenti atti giudiziari.
Il nome di Scavo, condannato a 7 anni e 4 mesi nel processo "Agorà" (2015) e coinvolto nell'operazione "Eclissi" del 2006 per cui aveva riportato una condanna a 4 anni, 2 mesi e a 29 giorni, compare in atti giudiziari relativi a gruppi composti da esponenti di clan baresi che sono soliti fronteggiarsi in locali e discoteche. L'uomo è considerato uno spacciatore - in tasca aveva un numero cospicuo di contanti - e sono note le ramificazioni territoriali degli Strisciuglio nel nord barese.
L'ipotesi investigativa che nella notte tra sabato e domenica ci sia stata una violenta lite con gli esponenti di due clan avversari, dunque, è tutt'altro che campata in aria. Soprattutto considerando i precedenti. E così prende sempre più corpo l'ipotesi che a Bisceglie sia stata portata a termine una vendetta da parte del clan rivale dei Capriati. Non è chiaro se il ferimento di un 21enne incensurato del San Paolo, Kevin Ciocca, alle porte di Bari vecchia, sia collegato al fatto di Bisceglie.
Il ragazzo ha qualche segnalazione come assuntore di stupefacenti, ma ha frequentazioni che lo avvicinano al mondo dei clan del borgo antico di Bari. Chi indaga è più propenso a collegare l'episodio di Bari vecchia con le fibrillazioni tra i pusher esplose dopo la gambizzazione del 10 aprile in viale Unità d'Italia, a Carrassi.
Il messaggio carico di rancore e che ha fatto molto discutere, soprattutto perché scritto da un bambino ma commentato dai "grandi", il che lo rende un elemento di interesse investigativo su quanto avvenuto nel locale da ballo, è stato rimosso ieri in tarda mattinata e sostituito con una frase d'amore. «Papà ti hanno portato via da me fisicamente - si legge -. Ma so che con la tua anima mi proteggerai sempre, non lasciarmi mai... ti dedicherò ogni mio traguardo ti amo infinitamente».
Il post aveva attirato molti commenti, alcuni dai toni minacciosi nei confronti del killer. Segnale dell'alta tensione che si vive in queste ore a Bari. Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, dirette dal pubblico ministero antimafia Bruna Manganelli, si stanno concentrando proprio sul passato di Scavo, 42enne pregiudicato barese affiliato al clan Strisciuglio e uno dei referenti nel quartiere Carbonara: il suo nome, inoltre, compare in diversi ed assai recenti atti giudiziari.
Il nome di Scavo, condannato a 7 anni e 4 mesi nel processo "Agorà" (2015) e coinvolto nell'operazione "Eclissi" del 2006 per cui aveva riportato una condanna a 4 anni, 2 mesi e a 29 giorni, compare in atti giudiziari relativi a gruppi composti da esponenti di clan baresi che sono soliti fronteggiarsi in locali e discoteche. L'uomo è considerato uno spacciatore - in tasca aveva un numero cospicuo di contanti - e sono note le ramificazioni territoriali degli Strisciuglio nel nord barese.
L'ipotesi investigativa che nella notte tra sabato e domenica ci sia stata una violenta lite con gli esponenti di due clan avversari, dunque, è tutt'altro che campata in aria. Soprattutto considerando i precedenti. E così prende sempre più corpo l'ipotesi che a Bisceglie sia stata portata a termine una vendetta da parte del clan rivale dei Capriati. Non è chiaro se il ferimento di un 21enne incensurato del San Paolo, Kevin Ciocca, alle porte di Bari vecchia, sia collegato al fatto di Bisceglie.
Il ragazzo ha qualche segnalazione come assuntore di stupefacenti, ma ha frequentazioni che lo avvicinano al mondo dei clan del borgo antico di Bari. Chi indaga è più propenso a collegare l'episodio di Bari vecchia con le fibrillazioni tra i pusher esplose dopo la gambizzazione del 10 aprile in viale Unità d'Italia, a Carrassi.



Ricevi aggiornamenti e contenuti da Bari 
.jpg)



.jpg)
j.jpg)
