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Eventi e cultura

Flash-mob della CIA a difesa del grano duro italiano: produttori al porto di Bari

La manifestazione in programma venerdì 12 giugno

Un grande flash-mob a difesa del grano duro italiano, con produttori provenienti non solo da tutte le province pugliesi, ma anche da Marche, Basilicata, Molise e tutto il Centro Sud: venerdì 12 giugno, alle 10.30, CIA Agricoltori Italiani di Puglia, in pieno accordo e sinergia con il livello nazionale dell'organizzazione presieduta da Cristiano Fini, riunirà al "Varco della Vittoria" del porto di Bari tutto il popolo e le città del grano.

Alla manifestazione sono stati invitati a partecipare anche i parlamentari e i sindaci pugliesi, il presidente Antonio Decaro, l'assessore regionale all'Agricoltura Francesco Paolicelli e l'intero consiglio regionale pugliese. Sono state invitate, inoltre, le associazioni dei consumatori, tra cui Konsumer Italia, presieduta da Fabrizio Premuti che ha accolto con favore la manifestazione.

La questione al centro dell'iniziativa è la battaglia che la CIA sta conducendo ormai da anni, con una mobilitazione che si è ulteriormente intensificata dal 2023, un anno che ha segnato uno spartiacque per il comparto cerealicolo, affossato dal crollo dei prezzi al produttore e da una crisi inarrestabile caratterizzata da alcune costanti: aumento dei costi di produzione, crescita delle importazioni dall'estero, decremento in Puglia e nelle altre principali regioni cerealicole delle superfici coltivate a grano, fortissima e negativa incidenza delle conseguenze inerenti ai cambiamenti climatici.

«Chiamiamo a raccolta non solo i produttori e le istituzioni, ma anche i consumatori», ha dichiarato Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani. «Nei nostri porti, continuano ad arrivare tonnellate di grano duro dall'estero, spesso è difficile anche risalire alla reale origine di quei carichi e non sempre si è in grado di valutare la sicurezza alimentare e i parametri qualitativi e di salubrità di quanto arriva», ha aggiunto Sicolo.

«La questione, dunque, assume un'importanza capitale almeno rispetto a tre fondamentali elementi: il crollo del settore con l'impoverimento e la scomparsa di centinaia di aziende cerealicole; il rischio sempre più concreto di perdere la nostra sovranità alimentare in un comparto strategico del made in Italy; la tutela della salute dei consumatori di pane e pasta, ai quali in etichetta ancora non sono fornite in modo chiaro e inequivocabile tutte le informazioni necessarie a essere pienamente consapevoli dell'origine del grano utilizzato per i prodotti che acquistano».

CIA Agricoltori Italiani negli scorsi mesi ha promosso una petizione nazionale a difesa del grano duro italiano che ha totalizzato circa 100mila firme; in Puglia, 45 amministrazioni comunali hanno sottoscritto le proposte CIA per la tutela e il rilancio del comparto cerealicolo; a Foggia, Bari e Roma sono state organizzate mobilitazioni che hanno coinvolto migliaia di produttori.

TUTELA E RILANCIO IN 6 PUNTI.
A Bari, la CIA chiederà alle istituzioni la tutela e il rilancio del comparto cerealicolo in 6 punti: la piena attuazione della legge sulle pratiche sleali, che vieta prezzi al produttore inferiori ai costi di produzione; il divieto per la CUN Commissione Unica sul grano duro di quotare prezzi inferiori ai costi di produzione; una nuova legge che preveda una cera contrattazione interprofessionale a partire dai costi di produzione e dal giusto reddito per i cerealicoltori; una svolta nei controlli portuali, dove tutte le navi che scaricano grano duro devono essere controllate da NAS, Guardia di Finanza, Sanità Marittima e Osservatorio Fitosanitario regionale; il rispetto rigoroso degli standard sanitari, ambientali e merceologici del grano duro importato e della pasta da esso ottenuta.

La CIA, inoltre, chiede la corretta applicazione della pratica del "perfezionamento attivo", vale a dire l'esenzione della tassa doganale agevolata sul grano duro importato. "Gli agricoltori non possono continuare a essere l'anello debole della filiera. Rinnoviamo l'appello ai consumatori italiani: scegliete solo e soltanto la pasta fatta con il 100% di grano italiano: per il benessere e la salute, da una parte, e per la salvaguardia di una concreta sovranità alimentare e sostenibilità economica della cerealicoltura italiana", ha concluso Sicolo.
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