Il carcere di Bari
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Cronaca

Faida tra clan a Bari, gli interrogatori nel giorno di San Nicola

Undici sono stati arrestati per l’omicidio di Lello Capriati. Tre ventenni, invece, sono stati fermati per il delitto di Filippo Scavo

Scatta l'ora dei faccia a faccia con gli inquirenti. Inizieranno questa mattina gli interrogatori di garanzia delle 14 persone finite in carcere, a seguito del maxi-blitz che ha inferto un durissimo colpo ai clan rivali Capriati e Strisciuglio. Le indagini mirano a far luce sulla spietata guerra di mafia che ha visto contrapposti i clan.

I provvedimenti restrittivi eseguiti martedì si dividono in due filoni principali: l'omicidio di Raffaele Capriati, in cui 11 persone sono state arrestate in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare legata all'assassinio del 41enne Lello, e il delitto di Filippo Scavo, in cui tre soggetti, identificati in Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Nicola Morelli, sono stati invece sottoposti a fermo in relazione all'omicidio del 43enne, esponente del gruppo Strisciuglio ucciso lo scorso 19 aprile a Bisceglie.

Una faida brutale che, secondo gli investigatori, non si è fermata ai regolamenti di conti interni alla malavita, ma ha fatto vittime innocenti. Si inserirebbe infatti in questa stessa guerra di mafia anche il tragico agguato dello scorso 30 aprile a Bisceglie. A perdere la vita è stato Angelo Pizzi, 62enne cameriere. L'uomo è stato ucciso per un clamoroso errore: il vero bersaglio dei killer, secondo le ricostruzioni, sarebbe stato il titolare del locale, ritenuto attiguo agli ambienti dei Capriati.

Il pubblico ministero antimafia Bruna Manganelli, intanto, conferirà formalmente al professor Francesco Introna, dell'Istituto di Medicina Legale di Bari, l'incarico per eseguire l'esame autoptico sul corpo di Scavo. L'autopsia, utile a chiarire l'esatta dinamica balistica del delitto avvenuto a Bisceglie, sarà eseguita martedì.
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