La Polizia di Stato e, nel riquadro, Kevin Ciocca
La Polizia di Stato e, nel riquadro, Kevin Ciocca
Cronaca

Dopo l'omicidio Scavo la risposta armata nel cuore della città vecchia di Bari

Il ferimento di Kevin Ciocca è ancora oggetto di indagini, ma nel provvedimento viene indicato come verosimile immediata risposta del clan Strisciuglio

Poche ore dopo l'omicidio di Filippo Scavo nella discoteca Divine Club di Bisceglie, la guerra tra clan avrebbe prodotto una prima risposta armata nel cuore della città vecchia di Bari. È quanto emerge dagli atti dell'Antimafia che collegano al delitto di Bisceglie il ferimento di Kevin Ciocca, di 20 anni, gambizzato il 19 aprile.

Ciocca è stato accompagnato da ignoti al pronto soccorso del Policlinico di Bari e non era in pericolo di vita. Sul luogo del ferimento, personale della Questura ha trovato tre bossoli. L'episodio è ancora oggetto di alcune indagini, ma nel provvedimento viene indicato come verosimile immediata risposta del clan Strisciuglio all'omicidio di Scavo, perché diretto contro un soggetto ritenuto vicino al clan Capriati ed operativo nel centro storico accanto ai giovani di spicco del sodalizio.

Secondo gli atti, Ciocca ha un curriculum criminale caratterizzato da reati in materia di droga ed armi e da controlli in compagnia di soggetti dell'area Capriati. Gli investigatori lo collocano vicino agli eredi del gruppo del borgo: Sabino, Christian Dylan e Vito Capriati, Onofrio Lorusso, Michele Schiavone, Christian Patruno e Ivan Barbetta. Viene evidenziato che Ciocca è stato sottoposto ai domiciliari in Corte Annunziata, in un'abitazione dove Sabino Capriati aveva avuto la residenza.

A rafforzare l'inquadramento di Ciocca nei Capriati sono anche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Sabino Pace, interrogato l'8 aprile 2026, ha indicato Ciocca come uno di quei soggetti affiliati o gravitanti intorno a Sabino Capriati. Leonardo Mercoledisanto, in un interrogatorio del giugno 2025, ha riconosciuto Ciocca come persona che si accompagnava stabilmente a Christian Capriati, riferendo di averlo visto armato e di averlo incontrato più volte insieme a Christian.

Il ferimento assume per questo un significato che va oltre il singolo episodio. Non sarebbe un fatto isolato, ma un segnale di ritorsione in una dinamica di clan. L'omicidio di Scavo, ritenuto un esponente dell'area Strisciuglio del quartiere Carbonara, sarebbe stato seguito a poche ore di distanza da un agguato contro un giovane ritenuto vicino ai Capriati. La successione temporale è uno degli elementi valorizzati dagli investigatori per collocare il fatto nella stessa scia di sangue.

Nel quadro dell'Antimafia, il ferimento di Ciocca conferma la rapidità con cui la notizia dell'omicidio di Bisceglie avrebbe prodotto reazioni. Da una parte i Capriati, indicati come beneficiario dell'uccisione di Scavo; dall'altra gli Strisciuglio, interessati a mostrare una risposta immediata colpendo un giovane dell'area avversa.
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