Demiro Pozzebon
Demiro Pozzebon
Calcio

SSC Bari, parla Pozzebon: «Qui per fare goal promozione. Con Simeri non c'è dualismo»

Il centravanti: «All'inizio mi è mancata continuità. Mi sto trovando bene; mia moglie ha parenti a Cassano delle Murge»

Dopo un impiego iniziale a intermittenza, Demiro Pozzebon si sta ritagliando uno spazio sempre più importante nelle scelte di Cornacchini e nell'economia del suo Bari, segnando goal pesanti, da vera prima punta.

«Il 4231 l'avevo già fatto prima in carriera - spiega Pozzebon nella conferenza stampa di metà settimana. Col trequartista esalto le mie qualità, soprattutto se si tratta di Ciccio Brienza». A inizio stagione spesso finiva per fare la riserva di Simeri, prima di contendergli il posto da titolare e, in alcune occasioni, fare coppia con il numero 9 al centro dell'attacco. «Con Simeri non c'è dualismo né invidia - spiega l'attaccante romano. C'è concorrenza com'è giusto che sia, ma siamo un grande gruppo. Io e Simeri possiamo coesistere ma abbiamo giocato ancora poco insieme; abbiamo caratteristiche simili, però ma dobbiamo approfondire la conoscenza. A inizio stagione avrei voluto più continuità ma il mister ha tante soluzioni. Nel complesso sono contento di come sta andando la stagione. Cambiamo diversi moduli ed è un vantaggio, ma siamo più predisposti per 4231 e 433. Il mister finora le ha azzeccate tutte».

Domenica in casa contro la Palmese c'è stato bisogno di un goal a tempo scaduto di un difensore per portare a casa la posta piena, in una partita dominata. Gioiscono gli attaccanti anche se non hanno timbrato il cartellino: «La Palmese - spiega Pozzebon - si è chiusa molto bene. Domenica era difficile trovare soluzioni centrali, e per noi attaccanti il compito era più complesso. Siamo stati comunque bravi a portarla a casa».

Lo sviluppo del gioco voluto da Cornacchini per il suo Bari fa sì che i biancorossi non abbiano bisogno del classico attaccante d'area di rigore per trovare la via del goal, esaltando le caratteristiche di due centravanti mobili come Simeri e Pozzebon, che dice: «Noi da attaccanti stiamo lì per finalizzare. Abbiamo sempre colto le occasioni. Non c'è una punta statica in area di rigore, ma il calcio è cambiato; due punte come noi fanno comodo. A Castrovillari abbiamo agito da attaccanti centrali nel 442; è stata una partita confusionaria a livello di gioco ma nel complesso abbiamo fatto una buona gara. Io posso dare un contributo in più sulle palle alte perché rispetto a Simeri sono avvantaggiato dalla struttura fisica, ma le nostre caratteristiche in generale sono di giocare la palla e partecipare alla manovra. Cornacchini ci dà consigli su come attaccare la profondità e rubare il tempo ai difensori. Il mio obiettivo è sicuramente arrivare in doppia cifra, ma spero che i miei goal portino punti promozione».

Domenica un'altra sfida probante per il Bari a caccia di un ulteriore allungo: «Ci stiamo preparando per Gela - dice Pozzebon. So che stanno bene, sono terzi in classifica. Abbiamo lavorato per metterli in difficoltà nei loro punti deboli». Ad Acireale un piccolo giallo sulla paternità del goal del vantaggio biancorosso, ma Pozzebon ci tiene a precisare: «L'ho toccata io e il gol è mio».

Già dalla prima partita stagionale, in casa del Messina, avevamo avuto modo di conoscere Pozzebon come uno dal temperamento focoso: «Non sono uno che si nasconde, faccio quello che mi passa per la testa - dice l'attaccante raccontandosi. A Messina ho ricevuto indulti, sputi e provocazioni; la mia esultanza è stata in risposta».

Una riflessione conclusiva sull'ambientamento a Bari, facilitato dal fatto che «Mia moglie ha i parenti di Cassano delle Murge - racconta il bomber col 99 sulle spalle. Un caso che però ha aiutato ad ambientarmi molto bene. Qui mi vogliono bene la sto vivendo con molta positività, mi auguro di restare più a lungo possibile qui a Bari, anche perché di società come questa ce ne sono poche. Spero di arrivare lontano in biancorosso».
  • ssc bari
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