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Calcio
Pierpaolo Marino, è lui il plenipotenziario per la risalita del Bari
La famiglia De Laurentiis lo ha scelto, confermando le indiscrezioni nella lettera inviata al sindaco
Bari - martedì 16 giugno 2026
1.15
In mezzo al bailamme delle scadenze per l'iscrizione della SSC Bari al campionato di serie C, è quasi passata in secondo piano l'ufficialità di Pierpaolo Marino quale direttore generale del club, figura finora non prevista, ma necessaria per una società che intendesse un minimo programmare il futuro a medio raggio, in attesa della vendita (si spera).
Marino, avellinese di nascita, 71 anni, è un fedelissimo della prima ora di Aurelio De Laurentiis e fu l'uomo insieme a cui costruì la scalata del Napoli dalla C a alla A e fu colui grazie al quale l'Atalanta dei Percassi pose le basi per diventare un club di respiro europeo. 1846 giorni da dg dei partenopei, 1503 da direttore tecnico e poi da direttore generale dei bergamaschi.
Quindi la parentesi all'Udinese, con la famiglia Pozzo, per diventare l'uomo che scovava talenti in giro per il mondo e riusciva a fare buonissime plusvalenze. Dal 2019 al 2023 Pierpaolo Marino è riuscito a mantenere i friulani in serie A, con alcuni picchi e poi stagioni con salvezze.
LDL ha deciso col padre che si ripartirà da lui, da qualche tempo fermo ma uomo che conosce bene il calcio e sa far fruttare parco giocatori, scovando giovani interessanti. Sarà Marino a rapportarsi col Comitato di garanzia i cui componenti saranno individuati dal sindaco e sarà Marino l'uomo incaricato di tenere rapporti con eventuali acquirenti del pacchetto societario.
Ai baresi sembra interessare poco, tanta è la distanza dai De Laurentiis e la delusione per essersi ritrovati, dopo otto lunghi anni, ancora in serie C, una sola categoria sopra quella maledetta estate del 2018. Lo stesso Marino nominerà a breve un direttore sportivo con cui imbastire il mercato.
Intanto è allo studio dei tifosi, organizzati e non, un possibile boicottaggio del club almeno nelle gare interne. Un modo civile per lasciare soli i De Laurentiis, sempre più soli nella cattedrale del San Nicola. Per Marino la strada è tutta in salita sin dall'inizio.
Marino, avellinese di nascita, 71 anni, è un fedelissimo della prima ora di Aurelio De Laurentiis e fu l'uomo insieme a cui costruì la scalata del Napoli dalla C a alla A e fu colui grazie al quale l'Atalanta dei Percassi pose le basi per diventare un club di respiro europeo. 1846 giorni da dg dei partenopei, 1503 da direttore tecnico e poi da direttore generale dei bergamaschi.
Quindi la parentesi all'Udinese, con la famiglia Pozzo, per diventare l'uomo che scovava talenti in giro per il mondo e riusciva a fare buonissime plusvalenze. Dal 2019 al 2023 Pierpaolo Marino è riuscito a mantenere i friulani in serie A, con alcuni picchi e poi stagioni con salvezze.
LDL ha deciso col padre che si ripartirà da lui, da qualche tempo fermo ma uomo che conosce bene il calcio e sa far fruttare parco giocatori, scovando giovani interessanti. Sarà Marino a rapportarsi col Comitato di garanzia i cui componenti saranno individuati dal sindaco e sarà Marino l'uomo incaricato di tenere rapporti con eventuali acquirenti del pacchetto societario.
Ai baresi sembra interessare poco, tanta è la distanza dai De Laurentiis e la delusione per essersi ritrovati, dopo otto lunghi anni, ancora in serie C, una sola categoria sopra quella maledetta estate del 2018. Lo stesso Marino nominerà a breve un direttore sportivo con cui imbastire il mercato.
Intanto è allo studio dei tifosi, organizzati e non, un possibile boicottaggio del club almeno nelle gare interne. Un modo civile per lasciare soli i De Laurentiis, sempre più soli nella cattedrale del San Nicola. Per Marino la strada è tutta in salita sin dall'inizio.
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