
Calcio
Il Bari giocherà al San Nicola. De Laurentiis accetta i tre punti posti dal Comune
Leccese: «Abbiamo avviato un nuovo percorso», ma la piazza è stanca. La montagna ha partorito il topolino
Bari - lunedì 15 giugno 2026
17.40
Pierpaolo Marino sarà il nuovo direttore generale del Bari con pieni poteri anche relativamente alla vendita della società; sarà creata una data room con dati disponibili e trasparenti per possibili gruppi interessati all'acquisto del club; il sindaco Vito Leccese nominerà un comitato di garanzia formato da esperti e tifosi di spicco per avere continui contatti con il dg sulle trattative in corso per la vendita. Quasi certa la presenza - unico nome fatto - di Franco Cassano, già presidente della Corte d'Appello di Bari.
Questi i tre punti su cui Luigi De Laurentiis, con una PEC inviata al primo cittadino barese questa mattina, 15 giugno, ha inteso addivenire alle richieste formulate dall'amministrazione comunale barese, coadiuvata in questo caso anche dalle opposizioni. Nessun muro contro muro e quindi il sindaco Leccese firmerà la lettera con cui l'ente si impegna ad affidare la gestione dello stadio San Nicola alla SSC Bari, ma prima ancora lettere propedeutica all'iscrizione del Bari in serie C.
Tutto quanto emerso nella conferenza stampa indetta dal sindaco a Palazzo di Città conferma quanto vi avevamo ampiamente anticipato da queste pagine nelle scorse settimane: il Comune non poteva spingersi oltre sulla concessione dello stadio, pena il ritrovarsi in contenziosi davvero onerosi da cui la città (ed i contribuenti) sarebbero usciti con le ossa rotte. I De Laurentiis si impegnano formalmente a cambiare registro ed a portare il Bari in serie A (lo hanno scritto loro, mica noi) nei prossimi due anni, sotto la guida di un direttore generale che aveva riportato prima il Napoli dalla C alla massima categoria nazionale e poi aveva fatto le fortune di Atalanta e Udinese.
Secondo il sindaco Leccese è stato «avviato un nuovo percorso. Non sappiamo se queste condizioni saranno del tutto soddisfatte - ha detto ai giornalisti presenti a Palazzo di Città - ma questa resta la nostra sfida».
L'ente comunale non poteva andare oltre, lo abbiamo scritto e lo ripeteremo con forza. Ora i De Laurentiis devono per una volta dimostrare di essere i grandi imprenditori che hanno portato fama e successi a Napoli. La città, intanto, i tifosi ma non solo, non credono loro più e si ipotizzano forme di boicottaggio per l'intera stagione agonistica che prenderà il via il 16 agosto con la Coppa Italia di categoria. In molti, noi compresi, pensano che si sia trattato anche di un tentativo di maquillage della politica cittadina per anni silente, o peggio, complice. Leccese ha osato, ma più di così non poteva.
Il romanzo a puntate si chiude nel modo più scontato: stadio alla SSC Bari (ed al Monopoli fin quando i lavori al "Veneziani" non termineranno, come annunciato dal sindaco stesso) ed impegno della proprietà a ridare dignità ad una città ferita, vilipesa quasi dall'atteggiamento dei De Laurentiis delle ultime stagioni. Aria fritta o nuovo corso, lo vedremo sin dal mercato affidato ad un nuovo direttore sportivo che lo stesso Marino nominerà.
Bari ha fame di calcio e di fatti, conscia che l'imprenditoria locale è sostanzialmente inesistente.
Questi i tre punti su cui Luigi De Laurentiis, con una PEC inviata al primo cittadino barese questa mattina, 15 giugno, ha inteso addivenire alle richieste formulate dall'amministrazione comunale barese, coadiuvata in questo caso anche dalle opposizioni. Nessun muro contro muro e quindi il sindaco Leccese firmerà la lettera con cui l'ente si impegna ad affidare la gestione dello stadio San Nicola alla SSC Bari, ma prima ancora lettere propedeutica all'iscrizione del Bari in serie C.
Tutto quanto emerso nella conferenza stampa indetta dal sindaco a Palazzo di Città conferma quanto vi avevamo ampiamente anticipato da queste pagine nelle scorse settimane: il Comune non poteva spingersi oltre sulla concessione dello stadio, pena il ritrovarsi in contenziosi davvero onerosi da cui la città (ed i contribuenti) sarebbero usciti con le ossa rotte. I De Laurentiis si impegnano formalmente a cambiare registro ed a portare il Bari in serie A (lo hanno scritto loro, mica noi) nei prossimi due anni, sotto la guida di un direttore generale che aveva riportato prima il Napoli dalla C alla massima categoria nazionale e poi aveva fatto le fortune di Atalanta e Udinese.
Secondo il sindaco Leccese è stato «avviato un nuovo percorso. Non sappiamo se queste condizioni saranno del tutto soddisfatte - ha detto ai giornalisti presenti a Palazzo di Città - ma questa resta la nostra sfida».
L'ente comunale non poteva andare oltre, lo abbiamo scritto e lo ripeteremo con forza. Ora i De Laurentiis devono per una volta dimostrare di essere i grandi imprenditori che hanno portato fama e successi a Napoli. La città, intanto, i tifosi ma non solo, non credono loro più e si ipotizzano forme di boicottaggio per l'intera stagione agonistica che prenderà il via il 16 agosto con la Coppa Italia di categoria. In molti, noi compresi, pensano che si sia trattato anche di un tentativo di maquillage della politica cittadina per anni silente, o peggio, complice. Leccese ha osato, ma più di così non poteva.
Il romanzo a puntate si chiude nel modo più scontato: stadio alla SSC Bari (ed al Monopoli fin quando i lavori al "Veneziani" non termineranno, come annunciato dal sindaco stesso) ed impegno della proprietà a ridare dignità ad una città ferita, vilipesa quasi dall'atteggiamento dei De Laurentiis delle ultime stagioni. Aria fritta o nuovo corso, lo vedremo sin dal mercato affidato ad un nuovo direttore sportivo che lo stesso Marino nominerà.
Bari ha fame di calcio e di fatti, conscia che l'imprenditoria locale è sostanzialmente inesistente.


Ricevi aggiornamenti e contenuti da Bari 
j.jpg)

.jpg)


