
Cronaca
La banda della "marmotta" torna a colpire, assalto a Ceglie del Campo
Un gruppo di malviventi ha fatto esplodere lo sportello della Banca del Mezzogiorno di via Roppo, portate via poche migliaia di euro. Ingenti i danni
Bari - sabato 1 agosto 2026
12.38
La banda della "marmotta", dalla tecnica usata per sventrare gli sportelli bancomat, torna a colpire. E stavolta, a dieci giorni dal colpo di Cassano delle Murge, ha preso di mira lo sportello automatico della Banca del Mezzogiorno di Bari, al quartiere Ceglie del Campo, riuscendo a portare via soltanto poche migliaia di euro.
E anche in quest'ultimo episodio è stato più alto il danno causato alle infrastrutture dell'istituto di credito di via Roppo, lungo la strada per Carbonara (l'ex Banca Popolare di Bari, l'unica nell'intera zona ad essere dotata di uno sportello bancomat), di quanto siano stati in grado di prelevare. Per il resto, tutto è avvenuto con un copione che presenta un'impressionante sequenza di analogie, anticipato da un potentissimo doppio boato, nel rione a sud est di Bari, intorno alle ore 04.00.
I banditi, dopo aver atteso l'orario giusto per presentarsi davanti al bancomat, con il modus operandi della "marmotta", hanno fatto esplodere lo sportello esterno: la doppia deflagrazione è stata così forte, avvertita da numerosi residenti della zona, da distruggere il bancomat, mentre l'onda d'urto ha devastato i muri, l'ufficio retrostante e ridotto in frantumi le vetrate. E nonostante, almeno nella prima fase, il piano sia riuscito, i banditi sono riusciti a rubare solo poche migliaia di euro.
E anche questa volta i banditi hanno impiegato la tecnica della "marmotta", vale a dire un oggetto in metallo con all'estremità una sorta di cono metallico, capace di contenere la polvere da sparo. All'estremità opposta si trova invece l'innesco, che viene azionato dopo avere inserito il manufatto all'interno dell'erogatore delle banconote. Dopo il raid, i ladri sono fuggiti. Notevoli, invece, i danni. Sono stati i residenti, svegliati di soprassalto dalla doppia deflagrazione, ad allertare il 112.
Sul posto, in pochi istanti, sono arrivati i poliziotti della sezione Volanti, ma dei malviventi, però, non c'era più traccia: scappati a bordo di un'auto. Hanno avuto inizio, poi, con l'ausilio dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Bari, i rilievi dei colleghi della Scientifica per bonificare l'intera zona e sequestrare eventuali reperti utili all'attività investigativa. Per fortuna non si sono registrati danni all'edificio, ad altri nei paraggi, né ai veicoli parcheggiati sul lato opposto della strada.
Le indagini sono condotte dagli agenti della Questura di Bari, i quali stanno vagliando i filmati di sicurezza. I rilievi potranno forse fornire nuove informazioni, ma gli investigatori ipotizzano che la banda (una batteria del sud foggiano o delle sesta provincia) che ha colpito a Ceglie possa essere che la stessa di altri colpi.
E anche in quest'ultimo episodio è stato più alto il danno causato alle infrastrutture dell'istituto di credito di via Roppo, lungo la strada per Carbonara (l'ex Banca Popolare di Bari, l'unica nell'intera zona ad essere dotata di uno sportello bancomat), di quanto siano stati in grado di prelevare. Per il resto, tutto è avvenuto con un copione che presenta un'impressionante sequenza di analogie, anticipato da un potentissimo doppio boato, nel rione a sud est di Bari, intorno alle ore 04.00.
I banditi, dopo aver atteso l'orario giusto per presentarsi davanti al bancomat, con il modus operandi della "marmotta", hanno fatto esplodere lo sportello esterno: la doppia deflagrazione è stata così forte, avvertita da numerosi residenti della zona, da distruggere il bancomat, mentre l'onda d'urto ha devastato i muri, l'ufficio retrostante e ridotto in frantumi le vetrate. E nonostante, almeno nella prima fase, il piano sia riuscito, i banditi sono riusciti a rubare solo poche migliaia di euro.
E anche questa volta i banditi hanno impiegato la tecnica della "marmotta", vale a dire un oggetto in metallo con all'estremità una sorta di cono metallico, capace di contenere la polvere da sparo. All'estremità opposta si trova invece l'innesco, che viene azionato dopo avere inserito il manufatto all'interno dell'erogatore delle banconote. Dopo il raid, i ladri sono fuggiti. Notevoli, invece, i danni. Sono stati i residenti, svegliati di soprassalto dalla doppia deflagrazione, ad allertare il 112.
Sul posto, in pochi istanti, sono arrivati i poliziotti della sezione Volanti, ma dei malviventi, però, non c'era più traccia: scappati a bordo di un'auto. Hanno avuto inizio, poi, con l'ausilio dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Bari, i rilievi dei colleghi della Scientifica per bonificare l'intera zona e sequestrare eventuali reperti utili all'attività investigativa. Per fortuna non si sono registrati danni all'edificio, ad altri nei paraggi, né ai veicoli parcheggiati sul lato opposto della strada.
Le indagini sono condotte dagli agenti della Questura di Bari, i quali stanno vagliando i filmati di sicurezza. I rilievi potranno forse fornire nuove informazioni, ma gli investigatori ipotizzano che la banda (una batteria del sud foggiano o delle sesta provincia) che ha colpito a Ceglie possa essere che la stessa di altri colpi.

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