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Politica

Scuole chiuse in Puglia, i commenti politici e dei sindacati

Cgil: «Decisione che lascia sorpresi». Gemmato: «Emiliano allo sbaraglio». Loizzo: «Scelta dolorosa ma necessaria»

La Puglia passa alla didattica a distanza in tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado dal 30 ottobre al 24 novembre per tentare di contenere i contagi da Covid-19. Ieri sera è stata firmata l'ordinanza dal presidente Michele Emiliano, per un provvedimento che ha scatenato reazioni e polemiche da parte di sindacati ed esponenti politici.

Pino Gesmundo e Claudio Menga, segretari generali di Cgil Puglia e Flc Cgil Puglia, commentano: «La decisione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di chiudere le scuole di ogni ordine e grado ad esclusione di quelle per l'infanzia ci lascia sorpresi soprattutto nelle modalità con cui si prosegue nell'adozione di decisioni senza alcun confronto con le parti sociali e sulla base di dichiarazioni che non sono, al momento, nemmeno supportate da dati conoscitivi adeguati e che attendiamo di conoscere prima dell'adozione di eventuali ordinanze di chiusura. Abbiamo chiesto da giorni la convocazione di un tavolo per affrontare tutte le problematiche connesse alla gestione dei servizi pubblici e delle misure di sostegno in una fase in cui il virus ha ripreso a circolare in modo prepotente. La Cgil non può non esprimere perplessità circa la decisione unilateralmente assunta della chiusura di tutte le scuole che impedisce da un lato agli studenti di proseguire con la didattica in presenza nel pieno rispetto delle misure di sicurezza, peraltro nella consapevolezza delle difficoltà già registrate a primavera con la DAD, sia a causa del diffuso digital divide che delle carenze di connessione delle famiglie. Non va tralasciata infine la ricaduta che il costringere minori a casa avrà sulla gestione dei tempi di vita lavoro dei nuclei familiari. Non possiamo che ribadire la richiesta di un incontro urgente per evitare che la mancata predisposizione e coordinamento di servizi adeguati circa ingressi scaglionati e trasporti dedicati al sistema scolastico da parte di Stato e Regioni, finisca per scaricarsi interamente sulle famiglie e sulla formazione degli studenti. Pur consapevoli della difficoltà di operare scelte adeguate al contesto epidemico che stiamo vivendo ci disponiamo comunque ad una assunzione di responsabilità quanto più possibile condivisa per affrontare con strumenti adeguati la fase eccezionale che sta vivendo il paese e la nostra regione in particolare».

Marcello Gemmato, deputato pugliese di Fratelli d'Italia, dichiara: «Non giudichiamo il provvedimento della chiusura delle scuole ma possiamo affermare con certezza che il presidente Emiliano -con la complicità del ministro Azzolina- non ha pianificato in passato né ha pianificato prima di annunciare la decisione in tv oggi. La Puglia è nel caos creato dall'incompetenza politica e decisionale. Lo dimostra ciò che è avvenuto prima e ciò che sta avvenendo adesso: quando la morsa del coronavirus si è allentata, Emiliano ha avuto mesi -tra un invito a fare le vacanze in Puglia e un bonus slogan matrimoni- per attrezzare in sicurezza le scuole e non l'ha fatto. Il trasporto pubblico scolastico e locale, luogo di massima promiscuità, poteva essere diluito o coadiuvato dal trasporto privato, che oggi non lavora per l'assenza di flusso turistico. Manca una linea di comando: non si sa cosa accadrà da domani, cosa i nostri ragazzi faranno: la Puglia è attrezzata per la Dad o ci saranno giorni vacanti in cui gli studenti si riverseranno nelle strade delle nostre città tra un caffè e lo shopping, rischiando ugualmente di contagiarsi? E cosa intende fare Emiliano per non lasciare, come sta accadendo in queste ore, il corpo docente e gli operatori scolastici nel caos?».

Mario Loizzo, presidente del consiglio regionale uscente, dice: «Il presidente Emiliano ha deciso di sospendere, a partire da venerdì, la didattica in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado sul territorio regionale. È una scelta dolorosa, poiché sappiamo bene che le scuole sono un fronte contro l'imbarbarimento culturale, contro l'ignoranza e rappresentano l'humus per le menti dei nostri ragazzi. La scuola non è solo conoscenza, ma è un fronte di integrazione, socialità, tolleranza. Purtroppo però i dati ci dicono che il virus sta viaggiando nei nostri istituti scolastici: il Covid-19 ha riguardato ben 286 istituti con 417 studenti positivi e 151 lavoratori. In questo momento il dovere della politica è garantire il diritto alla salute, anche se questo comporta decisioni che non avremmo voluto prendere. Auguriamoci che questo sia sufficiente: continuiamo a indossare correttamente la mascherina e a mantenere il distanziamento fisico, non possiamo permetterci che il contagio continui a dilagare».

Peppino Logno, vicepresidente del consiglio regionale uscente, commenta: «Dobbiamo mettere tutti gli studenti nelle condizioni migliori per poter usufruire della didattica a distanza. Ci sono troppe zone in cui la connessione internet è a singhiozzo e andrebbero rivisti anche i costi del servizio. Sono numerose le segnalazioni che mi giungono da parte dei genitori di molti ragazzi che stanno incontrando difficoltà nella Dad a causa delle connessioni internet non sempre stabili e che creano non pochi disagi. Ma c'è anche un altro aspetto da non sottovalutare ed è quello prettamente economico. Vanno prese in considerazioni le famiglie a basso reddito che sono costrette ad affrontare spese non solo per l'acquisto degli strumenti tecnologici ma anche per il servizio internet da casa. Vanno studiate misure ed aiuti o, meglio ancora, andrebbero contattati i provider per poter mettere in atto contratti a tariffe agevolate che non pesino oltremodo sulle uscite di queste famiglie. La Dad è uno strumento utilissimo in un momento come questo, una scialuppa di salvataggio in un mare in tempesta. Facciamo in modo però che nessuno resti indietro».

Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e deputato pugliese del MoVimento 5 Stelle, attacca: «La chiusura delle scuole decisa da Emiliano e Lopalco è figlia del fallimento della sanità pugliese. I numeri citati dal governatore, infatti, confermano che il problema non è la scuola. In Puglia ci sono poco più di mezzo milione di studenti e i 417 studenti positivi rappresentano meno dello 0,1%. I 568 casi positivi tra docenti e alunni, inoltre, rappresentano circa il 6% dei positivi pugliesi. Insomma i fallimenti del sistema di tracciamento e di sorveglianza pugliese vengono pagati da studenti, insegnanti e famiglie. Eppure ad agosto Emiliano annunciava una macchina da 10mila tamponi al giorno. La realtà è che oggi invece se ne fanno la metà. La chiusura del primo ciclo, non contemplata dall'ultimo dpcm, procura gravi disagi alle famiglie che dovranno riorganizzarsi per gestire i propri figli a casa. Emiliano si preoccupi anche di questo. Nel frattempo, dal governo grazie al decreto ristori arrivano in Puglia 2 milioni di euro per i tamponi rapidi presso i medici di famiglia e i pediatri. Speriamo che la regione li sappia gestire».

Per Ignazio Zullo, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, «In altri paesi europei si chiude tutto, per un mese, tranne la scuola. Ma anche in Italia molte regioni non chiudono completamente la scuola. Ma Emiliano-Lopalco in Puglia lo fanno, come se fosse stata la riapertura delle scuole ad aver provocato i contagi, invece a farlo sono stati i servizi di trasporto degli studenti che hanno determinato assembramenti durante il viaggio ad aver creato la diffusione dei contagi. Non si colpevolizzi la scuola, per altro con i 'banchi a rotelle' e con tutto il lavoro svolto dagli operatori scolastici per garantire la sicurezza, e non si colpevolizzino i ragazzi che hanno seguito le lezioni. Piuttosto Emiliano e Lopalco guardino alle loro responsabilità e si chiedano in coscienza cosa hanno fatto per evitare assembramenti di studenti nei pullman e nei treni quando questi, costretti a stare l'uno sull'altro per carenze e disorganizzazione si recavano a scuola e dalla scuola a casa? Nulla. Troppo facile affermare ora che la riapertura delle scuole ha causato il diffondersi del virus. Ma la riapertura delle scuole era prevista, che la seconda ondata pure quello che Emiliano e Lopalco non hanno previsto era la necessità di distanziamento nei mezzi di trasporto. Grave quello che sta avvenendo in Puglia».
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