
Eventi e cultura
“Il pane loro 2, la vendetta”, il progetto multimediale dell’associazione Il Corsaro
Presentato ieri mattina nella sala consiliare di Palazzo di Città
Bari - venerdì 1 maggio 2026
Comunicato Stampa
Si è svolta ieri mattina, 30 aprile, nella sala consiliare di Palazzo della Città, la presentazione de "Il Pane loro 2, la vendetta", il progetto multimediale dedicato al tema degli incidenti e delle morti sul lavoro, promosso dall'associazione culturale Il Corsaro e ideato dal giornalista Stefano Mencherini.
Un'iniziativa articolata che comprende un libro, un docufilm e un musical, con l'obiettivo di accrescere la cultura della sicurezza attraverso linguaggi diversi e accessibili, capaci di coniugare denuncia sociale e sensibilizzazione. Il progetto, già presentato nel corso del 2026 in numerose città italiane, approda anche a Bari, inserendosi in un percorso nazionale di impegno civile e memoria condivisa.
"Quattro morti al giorno, decine di migliaia di feriti, anche gravissimi all'anno, sono un tragico bollettino che si riduce a numeri per le statistiche - denuncia Stefano Mencherini - perché da decenni, oltre a qualche lacrima di coccodrillo, quasi nulla di incisivo e con la necessaria continuità è stato fatto".
L'unica finalità del progetto, e soprattutto del musical che Il Corsaro spera di riuscire a mettere in scena dalla prossima estate anche in Puglia, è quella di "accrescere e consolidare la cultura della sicurezza sul lavoro intervenendo anche artisticamente in termini preventivi e di denuncia sociale".
Gli spettacoli saranno a ingresso libero e si potranno svolgere anche in alcuni luoghi di lavoro (fabbriche e cantieri edili) come nelle pubbliche piazze. Perché la parola d'ordine dell'autore e del gruppo che lo accompagna è di "calarsi là dove gli incidenti avvengono come nei luoghi di aggregazione".
Prestigiose le collaborazioni al testo: da Alda Merini a Roberto Roversi, da Gaetano Curreri a Francesco di Giacomo, cofondatore del Banco del Mutuo Soccorso scomparso alcuni anni fa. Al musical hanno partecipato anche alcuni artisti pugliesi come Nidi D'Arac e Beppe Elia, oggi presente all'incontro a Palazzo della Città.
La prima versione della pièce, poi rimaneggiata e trasformata in musical, fu messa in scena nel 2003 anche nella mensa dei portuali di Taranto. E il libro fu stampato da Manni Editore.
A rappresentare questa mattina l'amministrazione comunale è stata la consigliera comunale e metropolitana Micaela Paparella, che ha sottolineato il valore simbolico dell'incontro alla vigilia del Primo Maggio: "Essere qui oggi, alla vigilia della Festa dei Lavoratori, rende questo momento ancora più significativo. Non possiamo celebrare davvero il lavoro senza interrogarci sulle troppe vite che ancora oggi si perdono, proprio lavorando. Parlare di morti sul lavoro significa parlare di vite spezzate, di famiglie ferite e di comunità segnate da assenze che non dovrebbero mai esistere. Il lavoro deve essere sicurezza, dignità e futuro, mai dolore o perdita. Quest'opera richiama tutti a una responsabilità collettiva: istituzioni, imprese, lavoratori, scuola e società civile devono sentirsi parte di un impegno comune per costruire una autentica cultura della sicurezza. La forza di questo progetto sta anche nel linguaggio scelto - teatro, musica e narrazione - capace di arrivare al cuore delle persone e trasformare la memoria in coscienza civile".
Un'iniziativa articolata che comprende un libro, un docufilm e un musical, con l'obiettivo di accrescere la cultura della sicurezza attraverso linguaggi diversi e accessibili, capaci di coniugare denuncia sociale e sensibilizzazione. Il progetto, già presentato nel corso del 2026 in numerose città italiane, approda anche a Bari, inserendosi in un percorso nazionale di impegno civile e memoria condivisa.
"Quattro morti al giorno, decine di migliaia di feriti, anche gravissimi all'anno, sono un tragico bollettino che si riduce a numeri per le statistiche - denuncia Stefano Mencherini - perché da decenni, oltre a qualche lacrima di coccodrillo, quasi nulla di incisivo e con la necessaria continuità è stato fatto".
L'unica finalità del progetto, e soprattutto del musical che Il Corsaro spera di riuscire a mettere in scena dalla prossima estate anche in Puglia, è quella di "accrescere e consolidare la cultura della sicurezza sul lavoro intervenendo anche artisticamente in termini preventivi e di denuncia sociale".
Gli spettacoli saranno a ingresso libero e si potranno svolgere anche in alcuni luoghi di lavoro (fabbriche e cantieri edili) come nelle pubbliche piazze. Perché la parola d'ordine dell'autore e del gruppo che lo accompagna è di "calarsi là dove gli incidenti avvengono come nei luoghi di aggregazione".
Prestigiose le collaborazioni al testo: da Alda Merini a Roberto Roversi, da Gaetano Curreri a Francesco di Giacomo, cofondatore del Banco del Mutuo Soccorso scomparso alcuni anni fa. Al musical hanno partecipato anche alcuni artisti pugliesi come Nidi D'Arac e Beppe Elia, oggi presente all'incontro a Palazzo della Città.
La prima versione della pièce, poi rimaneggiata e trasformata in musical, fu messa in scena nel 2003 anche nella mensa dei portuali di Taranto. E il libro fu stampato da Manni Editore.
A rappresentare questa mattina l'amministrazione comunale è stata la consigliera comunale e metropolitana Micaela Paparella, che ha sottolineato il valore simbolico dell'incontro alla vigilia del Primo Maggio: "Essere qui oggi, alla vigilia della Festa dei Lavoratori, rende questo momento ancora più significativo. Non possiamo celebrare davvero il lavoro senza interrogarci sulle troppe vite che ancora oggi si perdono, proprio lavorando. Parlare di morti sul lavoro significa parlare di vite spezzate, di famiglie ferite e di comunità segnate da assenze che non dovrebbero mai esistere. Il lavoro deve essere sicurezza, dignità e futuro, mai dolore o perdita. Quest'opera richiama tutti a una responsabilità collettiva: istituzioni, imprese, lavoratori, scuola e società civile devono sentirsi parte di un impegno comune per costruire una autentica cultura della sicurezza. La forza di questo progetto sta anche nel linguaggio scelto - teatro, musica e narrazione - capace di arrivare al cuore delle persone e trasformare la memoria in coscienza civile".


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