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Politica

Nuove assunzioni al Comune di Bari, Flp Uil: «Un grande bluff»

Critiche del sindacato alla notizia dei bandi per 171 figure, diverse le criticità esposte

È di pochi giorni fa la notizia con cui il comune di Bari annunciava, dalla voce dell'assessore Angelo Tomasicchio, il piano assunzionale che prevede l'inserimento di 171 figure di diverso tipo nei vari uffici comunali. Ma non è tutto oro, o almeno così la pensa FLP UIL. Il sindacato ha diramato, infatti, una lunga nota con cui spiefa le criticità del nuovo piano assunzionale.

«La settimana scorsa, la Giunta Comunale ha adottato il nuovo piano occupazionale del Cornune di Bari, accompagnato da proclami di vittoria ed un'enfasi assolutamente sproporzionata agli effetti che lo stesso piano produrrà - si legge nel documento fitmato dal Segretario Regionale Coordinatore Area Metropolitana di Bari, Davide De Gregorio - Infatti, leggiamo a mezzo stampa e social di vario genere che l'Amministrazione Comunale, per voce dell'assessore al ramo Tornasicchio (tornato alla ribalta dopo lunghi anni di assenza sulla questione) definisce il piano uno dei più massicci della storia del comune di Bari, lasciando passare messaggio che, grazie a queste assunzioni, i servizi da erogare ai cittadini saranno ripristinati a livelli ottirnali. Cosa, questa, assolutamente impossibile visto che l'Amministrazione punta a pubblicizzare il numero delle assunzIoni, ma evita (volutamente) di evidenziare come tali assunzioni non copriranno neanche in pieno tutte le cessazioni che si stanno verificando a vario titolo da qualche anno a questa parte. Il risultato sarebbe: un nulla di fatto».

«Per estrema sintesi - prosegue FLP UIL - basterebbe dare una lettura alla stessa delibera (che l'Amministrazione ha pensato di non trasmettere neanche alle Organizzazioni Sindacali) per fare due conti ed evincere che il parametro dipendenti/cittadini, previsto dalla norma vigente per il cornune di Bari, sarebbe di 1/89 (un dipendente ogni 89 cittadini) ma che allo stato dei fatti il rapporto è di 1/189 (un dipendente ogni 189 cittadini), che aumenterà in negativo nel prossimo triennio arrivando a toccare 1/200 a causa di un numero insufficiente di assunzioni. E, nonostante questi dati, l'amministrazione lascia passare il messaggio che nei prossimi giorni si sistemerà funzionamento degli uffici, come ad esempio quelli amministrativi, con le assunzioni degli istruttori di categoria C, nonostante lo stesso piano dimostri chiaramente che ci sono circa 100 unità in meno rispetto all'effettivo fabbisogno. Infatti, si parte dal dato attuale di 279 unità attualrnente In servizio, si prevedono nei tre anni 98 assunzioni, a cui bisogna sottrarre 80 cessazioni già definite, per arrivare al risultato complessivo di +18. A questo dato, l'assessore, avrà dimenticato di sottrarre le cessazioni che non sono ancora conosciute che complessivamente riporterebbero il dato complessivo a -18. Spiegherà poi l'assessore Tomasicchio il motivo della continua chiusura delle delegazioni di anagrafe su tutto il territorio barese, visto che lui sarebbe anche l'assessore competente dei demografici. Per cui non si comprende bene quale sia il concetto di rafforzamento dei servizi ai cittadini».

«In questo nulla di fatto risulta anche curioso osservare come, ad esempio, per gli Istruttori di Polizia Locale, di cui si prevedono anche 40 assunzioni, non si rispetti minimamente quanto disposto da un'apposita legge regionale, che stabilisce per il comune di Bari un contingente minimo pari a 800 operatori - sottolineano - Ma di fatto, l'amministrazione, pur avendo una graduatoria concorsuale ancora vigente, decide di limitare il numero di assunzioni per tale profilo, con il fantastico risultato di lasciare a casa dei vincitori di concorso e di allontanarsi dal paletto fissato dalla Regione Pugile di ben 250 unità. Per non parlare di ciò che sta avvenendo per i servizi sociali, settore delicato per la cittadinanza e per i lavoratori attualmente addetti, in cui si continua a sostenere che II rapporto stabilito da un'altra legge regionale è abbondantemente rispettato, senza considerare che la Regione Puglia con quel rapporto fissato fa riferimento ai servizi minimi da garantire, e senza considerare che lo stesso Comune di Bari, quando individua la popolazione residente, non solo non procede a riparametrarla per municipio di competenza, ma lascia fuori tutta la massa di utenti che si affacciano ai servizi sociali senza essere residenti».


«Capitolo a parte è determinato dagli asili nido - concludono - dove si continuano ad aprire strutture nuove senza che vi sia una sufficiente dotazione organica complessiva, tale da garantire i piccoli utenti frequentanti. Potremmo parlare di tanto altro, ma lo riteniamo inutile, non fosse altro per come ha deciso il nostro interlocutore di affrontare un argomento così serio che rende un disagio ormai diffuso all'interno dell'organizzazione degli uffici e dei servizi. Un dato, però, vogliamo ricordarlo. Di recente la Regione Puglia ha aperto dei bandi di mobilità volontaria per i dipendenti di ruolo amministrativo e tecnico della Pubblica Amministrazione. Circa 150 sono i dipendenti del Comune di Bari che hanno prodotto apposita domanda. Se si considera che al Comune di Bari sono in sevizio circa 1800 dipendenti di cui solo 900 in possesso dei requisiti richiesti dalla Regione Puglia, significa che quasi II 20% dei dipendenti ha deciso di allontanarsi dal Comune di Bari. Significherà pur qualcosa? Non è questa dimostrazione del disagio vissuto? Gli amministratori se ne sono accorti? Auspichiamo, alla luce di questi brevi rilievi, che l'Amministrazione dica davvero come stanno le cose, senza creare false aspettative sul funzionamento dei servizi».
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