ambulatorio post covid
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Attualità

Sindromi post-Covid, 1.300 pazienti in un anno al Policlinico

I principali problemi riscontrati con difficoltà respiratorie e di concentrazione, ansia, depressione o persistente senso di stanchezza

Il Policlinico di Bari ha seguito in un anno oltre 1300 pazienti con sindromi post-Covid. Sono tre gli ambulatori specializzati nella presa in carico e nel trattamento dei soggetti che, a seguito della malattia da Covid19, hanno sviluppato difficoltà respiratorie e di concentrazione, ansia, depressione o persistente senso di stanchezza. A seguire i casi di post-Covid sono gli ambulatori delle unità operative di Medicina interna "Murri" diretta dal professor Piero Portincasa, Pneumologia diretta dalla professoressa Elisiana Carpagnano, Malattie infettive coordinata dalla professoressa Annalisa Saracino.

Le attività dell'ambulatorio post-Covid sono iniziate a dicembre 2020, dopo la prima ondata pandemica e molti casi hanno completato il follow up a 1, 3, 6, e 12 mesi dopo la guarigione. Fino alla fine di gennaio 2022 sono stati visitati circa 1300 pazienti nei tre ambulatori, con un'età media di circa 49 anni.

"I sintomi più comuni rilevati in circa il 30% sono astenia, difficoltà respiratorie, difficoltà di concentrazione, ansia, depressione – spiega il professor Portincasa che, attraverso l'ambulatorio post-Covid di Medicina interna ha seguito circa 400 pazienti - Questi sintomi possono avere nuova insorgenza o persistere dopo l'iniziale guarigione dal Covid. Possono essere presenti con differente intensità nel corso del tempo o scomparire e successivamente recidivare. In alcuni casi abbiamo notato persistenza di iposmia (riduzione dell'olfatto) e ipogeusia (riduzione della percezione dei sapori), o alopecia (caduta di capelli) specie nelle donne".

La maggior parte dei pazienti seguiti negli ambulatori per il post Covid sono stati inseriti in un programma di follow-up a medio-lungo termine che permetterà di valutare meglio l'evoluzione del nuovo quadro clinico, ancora in fase di studio e di valutazione da parte della comunità scientifica internazionale.

"Al momento – prosegue Portincasa - non esistono ancora protocolli terapeutici validati e universalmente applicabili. Le terapie variano da caso a caso e possono comprendere farmaci sintomatici, indicazioni su eventuali modificazioni di dieta e stili di vita, nutraceutici, integratori, supporto psico-cognitivi".
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