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Policlinico di Bari, il padiglione Chini non chiude. Manutenzione rete idrica piano per piano

Soluzione condivisa con l'Università per ridurre i disagi alle attività sanitarie dopo l'accertata presenza di legionella

Nessuna chiusura del padiglione Chini del Policlinico di Bari e interventi di manutenzione dell'impianto idrico piano per piano. È la soluzione trovata per ridurre al minimo i disagi alle attività sanitarie che si svolgono all'interno della struttura. Il padiglione, in tutto 5 piani, ospita infatti sei unità operative e decine di ambulatori ed è regolarmente aperto e operativo. Nei giorni scorsi era stata accertata la presenza del batterio legionella all'interno della rete idrica.

Il piano di messa in sicurezza delle acque del padiglione avviato in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità è stato al centro della conferenza di servizi tra azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Bari e Università degli Studi "Aldo Moro". A seguito dell'incontro a cui hanno partecipato, tra gli altri, anche il rettore dell'Università di Bari, Stefano Bronzini, e il presidente della Scuola di Medicina, Loreto Gesualdo, si è ritenuto, in maniera condivisa, di procedere ai lavori per la messa in sicurezza delle acque in più fasi.

Si comincia con il quinto piano. L'unità operativa di Medicina interna "Murri", infatti, che occupava il quinto piano si è trasferita nel padiglione D'Agostino per dedicarsi alla cura dei pazienti Covid così come già avvenuto nella prima fase dell'emergenza e come previsto dal piano di riorganizzazione dell'ospedale Covid. Il piano dunque è attualmente libero da degenti e si possono iniziare gli interventi. L'attività di degenza dell'Unità operativa di Medicina interna universitaria "Frugoni" al quarto piano resta al momento sospesa, come già comunicato in precedenza. Tutte le attività di degenza e ambulatoriali svolte ai piani 1, 2 e 3 continuano regolarmente.

La soluzione trovata dalla direzione strategica del Policlinico di Bari in collaborazione con l'Università di Bari consente di continuare a garantire, senza interruzione di servizio, sia l'assistenza clinica sia la didattica e l'attività di ricerca.
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