Gelata
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Niente stato di calamità per le gelate, le reazioni di parlamentari e consiglieri regionali

Le posizioni di Gemmato (FdI), D’Attis, Damiani, Marmo, Damascelli (FI) e De Leonardis (Area Popolare)

Il mancato riconoscimento dello stato di calamità relativo alle gelate 2018 che hanno devastato il mondo agricolo pugliese, nonostante gli impegni del governo ad essere risolutivi con le richieste dei gilet arancioni, oltre a provocare lo sdegno e la reazione di questi ultimi, che hanno già comunicato di voler riprendere la protesta, fa registrare nette prese di posizione da parte di parlamentari e consiglieri regionali.
Ad esprimersi in merito alla faccenda è il deputato di Fratelli d'Italia Marcello Gemmato che riferisce: «Sabato scorso al tavolo con i parlamentari del territorio e i rappresentanti del mondo agricoli afferenti al coordinamento dei Gilet Arancioni, sono stato facile profeta di ciò che poi puntualmente si è realizzato: il nulla».
«Tra lo scetticismo dei presenti ed il fastidio altezzoso dei parlamentari 5 Stelle e leghisti - continua l'on. Gemmato- avevo anticipato ciò che poi si è verificato: un ennesimo schiaffo al mondo dell'agricoltura pugliese, un ennesimo schiaffo al Sud. Non un centesimo per la gelata, nessuna certezza per la lotta alla Xylella».
E prende posizione: «Fratelli d'Italia chiede alla compagine di governo che finalmente arrivino le giuste risposte al mondo dell'agricoltura del sud e pugliese in particolare. Il tempo delle promesse è passato, siamo al tempo degli atti concreti e della responsabilità. Ad un governo a trazione settentrionale, che crede di aver indennizzato il Sud con il reddito di cittadinanza, rispondiamo che il popolo pugliese non vuole assistenzialismo e metadone di Stato ma atti concreti a supporto dell'economia reale, difendiamo piuttosto l'agricoltura, asse portante della nostra economia».
Tra le voci di dissenso rispetto alla mancata declaratoria c'è quella di Forza Italia che, in una nota congiunta dei parlamentari D'Attis e Damiani e del consigliere regionale Nino Marmo si esprime così.
«Noi, dall'inizio, abbiamo chiesto al governo un provvedimento ad hoc per le gelate pugliesi per sostenere i nostri agricoltori. Ma non ci hanno voluto ascoltare. Allora, abbiamo portato avanti un pressing serrato affinché fossero approvati i nostri emendamenti alla manovra finanziaria, che pure era uno strumento utile per estendere a tutti gli agricoltori, compresi quelli sprovvisti di polizza assicurativa, i benefici previsti dalla normativa in caso di calamità naturali. Abbiamo presentato anche un ordine del giorno al DL Fiscale, approvato con il parere favorevole del governo e pensavamo, quindi, che tutti avessero colto l'urgenza di misure di sostegno per gli ingentissimi danni delle gelate. Invece, niente. L'ennesima beffa, anche per colpa delle liti interne alla maggioranza. Chi ristorerà i nostri agricoltori? Il governo giallo-verde si rende conto che la Puglia è una regione a trazione agricola e che abbandonare gli operatori in un momento di tale difficoltà significa colpire al cuore un settore identitario per l'economia nostrana? Chiediamo, ancora una volta, che il governo approvi un provvedimento esclusivamente per le gelate. Oggi è un dovere morale per la politica perché è vero che si tratta di un'emergenza per la Puglia, ma è altrettanto evidente che sia una circostanza tanto drammatica da rappresentare una questione di interesse nazionale».
Il consigliere regionale Damascelli, invece, definisce la mancata declaratoria come una «gravissima beffa delle istituzioni agli agricoltori pugliesi»
«È una batosta tremenda – aggiunge – che azzera la grande lotta degli agricoltori ormai in ginocchio. Ci sentiamo tutti traditi dalle istituzioni che, dopo essere state richiamate alle loro responsabilità, si erano impegnate a garantire misure concrete per risollevare il nostro settore primario, piegato da un cataclisma senza precedenti che ha divorato quasi l'intero raccolto. E mi riferisco sia al Governo regionale, perché se avesse provveduto a tempo debito a richiedere la declaratoria dello stato di calamità, non ci troveremmo in questo baratro, sia a quello nazionale che non ha mantenuto le promesse».
«Nessun decreto, non un euro per le nostre aziende agricole, per gli operai fermi, per i frantoi chiusi. Siamo sconcertati e amareggiati, ma non ci sentiamo sconfitti. La nostra battaglia, iniziata già ad aprile 2018 a colpi di interrogazioni, mozioni, audizioni e iniziative sui territori al fianco del mondo agricolo, andrà avanti e sarà anzi più aspra, finché non avremo ottenuto giustizia», conclude Damascelli.

Al coro di sdegno si aggiunge anche la voce di Giannicola De Leonardis, consigliere regionale di Area popolare.

«Oltre ai danni provocati dalle gelate di febbraio e marzo dello scorso anno, la beffa della promessa tradita di un intervento da parte del Governo e del Parlamento, di cui si sono perse le tracce. Nonostante il ministro Centinaio in persona si sia esposto con la delegazione pugliese ricevuta a Roma, ben conoscendo il peso che la nostra agricoltura ha sul comparto a livello nazionale. Un'agricoltura che, già penalizzata da un esecutivo regionale i cui limiti evidenti sono stati sottolineati dallo stesso assessore al ramo al momento delle dimissioni (poi rientrate), così viene messa definitivamente in ginocchio, con il colpevole assenso del presunto 'Governo del popolo', che da pochi mesi all'opera sta collezionando un disastro dopo l'altro e ritrattando tutti gli impegni assunti in campagna elettorale, in particolare con i pugliesi. E a farne le spese stavolta è l'olivicoltura, vittima di calamità ed emergenze, e di una politica miope, cinica e attenta solo alla realtà virtuale dei social» riferisce in una nota il consigliere regionale.
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