Visita guidata al Santuario Beato Giacomo. <span>Foto Gianluca Battista</span>
Visita guidata al Santuario Beato Giacomo. Foto Gianluca Battista
Eventi e cultura

Il Santuario del Beato Giacomo tra pace, preghiera e visite guidate di qualità

Domenica scorsa l'evento dei Frati Minori con l'Archeoclub di Bitetto

Una domenica differente, un modo di fare cultura che unisce l'arte, la fede, la devozione e la passione autentica per una provincia che troppo spesso appare al di fuori dai grandi itinerari turistici, ma che custodisce saperi che sono la spina dorsale della Puglia.

Questo e molto altro è stata la giornata del 10 maggio in cui l'Archeoclub di Bitetto, in collaborazione con i Frati Minori francescani ha aperto ai visitatori il Santuario del Beato Giacomo, meta di pellegrinaggio di migliaia di fedeli ogni anno. L'evento si inseriva nell'ambito della XXXII edizione di Chiese Aperte alla conoscenza dei luoghi francescani e nell'Ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi.
Non solo la chiesa dunque, ma il chiostro e l'antico convento, oggi Museo della devozione e del Lavoro sono stati oggetto di un tour di circa un'ora per i tanti visitatori giunti da ogni parte della Città Metropolitana di Bari. All'interno del chiostro, l'antico orto in realtà, era presente anche un banchetto con letture de Il presidio del Libro, altra importante realtà associativa del comune del Barese.
A sera, infine, il concerto del Solaris Duo, ad impreziosire una giornata straordinaria. Viktor Nedvyha alla fisarmonica classica e Anzhelika Kaliuzhna al pianoforte hanno allietato il pubblico presente con brani di un repertorio internazionale di tutto rispetto.

LA VISITA GUIDATA
Esaustivi, coinvolgenti, preparatissimi. Tre aggettivi che ben si attagliano a Fra' Marco Valletta ed alla prof.ssa Luisa Palmisano che hanno guidato i visitatori dapprima all'interno della bella chiesa del Santuario in cui si venera il Beato Giacomo e poi alla teca dove è custodito il corpo "incorrotto" del frate di origini dalmate vissuto tra il 1400 ed il 1490, oggi di fatto co-patrono di Bitetto. Di grande pregio il retablo ligneo con foglia oro dell'Altare maggiore, risalente al 1657, manufatto del noto intagliatore fra Giuseppe da Soleto, molto bello sulla sinistra dell'ingresso principale il quadro di Giovanni Gasparro che ha di fatto inaugurato una nuova iconografia del fraticello bitettese.
I passaggi nel chiostro interno e poi in quello che fu il convento in cui visse il Beato Giacomo (al secolo Giacomo Varingez), oggi accuratamente trasformato nell'interessantissimo Museo della Devozione e del Lavoro, al cui interno si trovano un presepe permanente e sono stati ricostruiti, grazie al sostegno della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Bari, ambienti della vita contadina che caratterizzarono fortemente Bitetto dal 1600 sino a circa 50 anni fa. Molto interessante l'ala dell'ex refettorio dedicata agli ex voto, alle donazione ed alle antiche teche in cui fu custodito dal 1589 il corpo del Beato Giacomo.
Un viaggio in un tempo ed in luoghi che troppi pugliesi ignorano e che giustamente, grazie ad un associazionismo attivo e ad un ritrovato dinamismo dei Frati francescani, appoggiati da amministrazioni illuminate, stanno finalmente salendo alla ribalta delle cronache legate all'accoglienza ed al turismo regionale.
Esiste dunque una provincia scrigno di memoria e bellezza che aspetta solo di essere (ri)scoperta.
Sotto il nostro scritto alcuni cenni sul patrmonio artistico in una nota di Fra' Marco Valletta.

LA CHIESA E IL MUSEO DEL SANTUARIO DEL BEATO GIACOMO - cenni storici
La chiesa con l'annesso convento fu fondata - in Contrada Gallicella (o Grotticella) - nel 1432 su richiesta del vescovo Carlo Arcamone al papa Eugenio IV e affidata ai Padri francescani Osservanti. Nella seconda metà del Quattrocento, quando la città era governata dal duca Andrea Matteo Acquaviva d'Aragona, giunge nel Convento un frate converso dal grande carisma spirituale: il Beato Giacomo Varingez (1400-1490 ca), originario di Zara in Dalmazia, per il quale è in corso il processo di canonizzazione.
Alla chiesa del tempo in cui visse il Beato a Bitetto risalirebbe l'affresco collocato nella nicchia della parete di controfacciata della navata destra. L'immagine raffigura la Madonna in trono con il Bambino benedicente. La madre e il figlio stringono entrambi nella mano sinistra un frutto, probabilmente una melagrana simbolo dell'unità della Chiesa, della molteplicità dei fedeli uniti nella stessa fede del sacrificio di Cristo per l'umanità. Il broccato rosso del trono, i drappi e gli angeli sono stati realizzati in epoca barocca. L'affresco originario è stato attribuito da Pina Belli d'Elia al frescante Giovanni di Francia, artista molto attivo alla corte degli Acquaviva d'Aragona nella seconda metà del Quattrocento.
L'attuale santuario, ricostruito in stile tardo barocco, accoglie il corpo straordinariamente incorrotto del Beato in un'urna di cristallo ed è meta di un antico e intenso pellegrinaggio. Ancora oggi i frati Minori Riformati, che subentrarono agli Osservanti nel 1625, custodiscono la chiesa, gioiello di architettura barocca, impreziosita da numerose opere d'arte.
Il dipinto più prezioso è collocato nella navata a destra della chiesa: è un capolavoro, restaurato recentemente, riferibile alla Scuola caravaggesca napoletana: si tratta della raffigurazione, olio su tela, di San Francesco in meditazione, attribuito a Giovanni Battista Caracciolo, detto il Battistello, per l'individuazione del suo autografo nel margine inferiore del dipinto. L'opera risalirebbe al 1612-1613.
Di gran pregio è, inoltre, il retablo ligneo con foglia oro dell'Altare maggiore, risalente al 1657, manufatto del noto intagliatore fra Giuseppe da Soleto. L'imponente macchina d'altare accoglie il dipinto settecentesco, olio su tela, raffigurante Il perdono di Assisi. Il fastigio ligneo, invece, attribuito a fra Francesco Maria da Gallipoli, che lo avrebbe eseguito nel 1723, incornicia l'immagine del Padre Eterno.
Nella cappella del Beato Giacomo è conservato un dipinto evocativo dei luoghi e dei simboli legati alla figura del frate carismatico con l'immagine del Beato in estasi firmato, nel 1723, dal pittore Francesco Santulli di Gravina e allievo di Carlo Rosa.
Nella volta delle campate della navata centrale sono raffigurati i sei Misteri mariani dipinti nel 1762, - tempera su intonaco - dall'artista Giuseppe de Musso di Giovinazzo.
Nell'antico convento quattrocentesco restaurato è visitabile, su prenotazione, il "Museo della Devozione e del Lavoro". Della prima Comunità dei Francescani fece parte fra Giacomo Varingez, frate minore di origine croata, che si dedicava alla questua e ai lavori dell'orto e della cucina. Nel tempo, il suo corpo incorrotto è stato conservato in preziose urne di legno e vetro, argento e bronzo, due delle quali sono esposte nell'allestimento museale. Dal 1985 sono state raccolte le testimonianze della religiosità popolare e della tradizione del lavoro del territorio.
Il chiostro, il cui portico quadrilatero con volte a vela e affreschi a tempera le cui immagini raccontano episodi della vita di santi francescani e del Beato, conduce all'ingresso al Museo. Costituito da 16 sale espositive ed inaugurato nel gennaio del 2006, il Museo si caratterizza per le diverse raccolte di attrezzi e arredamenti originali relativi alla devozione popolare, al lavoro agricolo, alla tessitura, alla panificazione, all'artigianato del legno e del ferro, all'istruzione elementare. Di notevole interesse culturale sono i riferimenti alle tavole descrittive, una per ogni sala, tratte dall'Encyclopèdie degli illuministi Diderot e d'Alembert.
Completa l'apparato museale una serie di costumi popolari della fine del Settecento, realizzati dagli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Bari. Negli stessi ambienti, durante il periodo natalizio, è allestito l'annuale Presepe Vivente, particolarmente originale e suggestivo.
La Chiesa e il Convento sono immersi in un ampio Parco fruito per la meditazione, la preghiera comunitaria e i frequenti momenti di convivialità francescana.






11 fotoChiese Aperte al Santuario del Beato Giacomo di Bitetto
Visite guidate al Beato GiacomoVisite guidate al Beato GiacomoVisite guidate al Beato GiacomoVisite guidate al Beato GiacomoVisite guidate al Beato GiacomoVisite guidate al Beato GiacomoVisite guidate al Beato GiacomoVisite guidate al Beato GiacomoVisite guidate al Beato GiacomoVisite guidate al Beato GiacomoVisite guidate al Beato Giacomo
  • Bitetto
  • Santuario Beato Giacomo Bitetto
Altri contenuti a tema
Incidenti nel Barese: morte due ragazze Incidenti nel Barese: morte due ragazze Nottata nerissima sulle strade
Lavori Acquedotto Pugliese, disagi nell'abitato di Bitetto il 29 ottobre Lavori Acquedotto Pugliese, disagi nell'abitato di Bitetto il 29 ottobre La nota dell'ente e le info utili per l'utenza
A Bitetto la messa di Ognissanti con l'ostensione del Beato Giacomo A Bitetto la messa di Ognissanti con l'ostensione del Beato Giacomo La celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Giuseppe Satriano
© 2001-2026 BariViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
BariViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.