Never Give Up. <span>Foto Gennaro Guida</span>
Never Give Up. Foto Gennaro Guida
Associazioni

Depressione e disagio adolescenziale, un incontro al liceo Salvemini

Antonella Litta:”Secondo gli studi sono in aumento i giovani dai 10 ai 19 anni che soffrono di disturbi mentali”

Informare giovani e famiglie che davanti alle fragilità della vita il primo passo è parlarne con amici, parenti ed esperti. Parlarne perché nonostante i dati crescenti di depressione resta ancora oggi il passo più difficile da fare. Nei giorni scorsi è stato scelto il liceo scientifico Gaetano Salvemini a Bari proprio per parlare ai giovani e con i giovani della depressione anche attraverso performance musicali e artistiche altamente emotive. E non sono mancate le testimonianze di pazienti, parenti, ragazzi e ragazze che hanno affrontato percorsi psicoterapeutici e che hanno dimostrato raccontando la propria storia come si può uscire da tante situazioni difficili.

Tra le testimonianze anche quella del sindaco Antonio Decaro: "Parlarne serve a capire che una forma depressiva può essere superata soprattutto se ne parliamo. Se ci chiudiamo in noi stessi e non chiediamo l'aiuto di nessuno probabilmente non passerà mai. A me è successo due volte la prima volta ero uno studente universitario, mi ero convinto che non mi sarei laureato mai. La notte non dormivo e pregavo, ero andato in depressione. Ne sono uscito grazie ad alcune medicine perché ho raccontato questa cosa alla mia famiglia, ai miei amici. Grazie all'aiuto di tutti sono riuscito a venirne fuori".

È proprio per sensibilizzare studenti e genitori che la EDA Italia Onlus in collaborazione con l'Associazione Anto Paninabella e Cen.Stu.Psi. hanno organizzato, in occasione della 16sima Giornata Europea della Depressione, l'evento Never Give Up: Depressione d'oggi, affrontiamola insieme.

"Secondo gli studi sul tema – spiega la dottoressa Antonella Litta - c'è una fascia d'età, dai 10 ai 19 anni, in cui c'è un aumento dei disturbi psichiatrici nei giovani e un ragazzo su 6 soffre di questi disturbi mentali. Non trattare i disturbi psichiatrici nell'adolescenza significa portare un aumento della sofferenza molto forte a livello sia personale che familiare nell'età adulta, significa aumentare il ricorso alle cure, la resistenza alle terapie, significa peggiorare la qualità di vita da adulti. Ecco perché la prevenzione è fondamentale ed ecco perché questa giornata sulla depressione. Da questa malattia si può guarire basta conoscerla quindi non vederla come un nemico, un mostro, ma come un qualcosa che cosa che si può superare questo è il messaggio che vogliamo dare. Un messaggio di speranza e di cambiamento."

"In America – spiega la dottoressa Antonella Vacca – la depressione è la prima causa di morte tra i giovani, dai 10 ai 14 anni, davvero un dato preoccupante. Quindi mi voglio rivolgere soprattutto a loro perché loro hanno questo compito difficile di costruire una identità. In questo momento in una società difficile, una società in cui non ci sono certezze, una società cosiddetta fluida i giovani sono costretti ad identificarsi quando già gli adulti sono in difficoltà. Spesso si è troppo presi dalla facciata, dalla società dell' immagine e quindi si pensa che essere felici significa postare delle foto felici. Quello che dico è guardatevi di più negli occhi e guardate meno il telefonino perché la società si chiama la società delle teste basse ascoltate l'altro ed emozionatevi insieme, condividete".

L'associazione Anto Paninabella è nata in ricordo di Antonella Diacono morta suicida a 13 anni perché vittima di un disagio adolescenziale mai confidato.
"Dai suoi scritti – spiega Angela, la mamma di Anto - abbiamo dedotto che abbia vissuto un momento di depressione e quindi che abbia scelto di risolvere da sola la situazione. I ragazzi devono partire da un presupposto, tutti questi problemi che loro stanno passando in questo momento, li abbiamo vissuti in tanti e quindi la cosa importante è che si può uscire da questo momento, non da soli come pensava Antonella ma chiedendo aiuto. Quello che chiediamo ai ragazzi è di trovare un punto di riferimento al quale comunque esporre ciò che stanno vivendo perché il fatto stesso di parlare serve a ridimensionare le proprie sensazioni. L'importante è che loro abbiano la certezza che si può uscire da questo momento e che non si è strani perché si è tristi, capita."

Sul palco anche Luca Mastrolitti fratello di Stefano Mastrolitti speaker di R101 scomparso due anni fa.
"Mio fratello - conclude Luca - era bipolare e affrontava bene la sua malattia infatti lavorava in radio e non vi nascondo che voleva prendersi anche una laurea in psicologia e quindi lui viveva con la sua malattia. Purtroppo di queste malattie, perché tali sono, se ne parla veramente poco. C'è bisogno di confrontarsi e di farsi aiutare da psicologi, psichiatri ma soprattutto di parlarne e affrontare insieme la situazione".
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