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Cronaca
Scamarcia «ucciso per 30 euro». Il killer confessa: «L'ho soffocato»
Il delitto sarebbe avvenuto il 31 marzo. Il corpo è stato poi avvolto in più buste di plastica e nascosto nel negozio dell'indagato
Bari - sabato 2 maggio 2026
19.36
Sarebbe stato ucciso per una lite su appena 30 euro, al culmine di una pratica illegale legata all'uso della carta di inclusione. È il quadro che emerge dal provvedimento della Procura di Bari sull'omicidio di Michelangelo Scamarcia, il 67enne di Carbonara trovato morto in un deposito di un esercizio commerciale in piazza Umberto.
Per il delitto è stato disposto il fermo di Lin Wei, 41 anni, cittadino cinese, titolare del negozio "Moda Casa", indagato per omicidio volontario (articolo 575 del codice penale), occultamento di cadavere e utilizzo indebito di strumenti di pagamento.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alla base della vicenda ci sarebbe un accordo illecito tra vittima e indagato. Scamarcia avrebbe utilizzato la propria carta di inclusione – strumento che consente solo acquisti e non il prelievo di contanti – per effettuare una transazione da 600 euro sul Pos del negozio. In cambio, il commerciante avrebbe dovuto restituire 530 euro in contanti, trattenendo 70 euro come compenso.
Per il delitto è stato disposto il fermo di Lin Wei, 41 anni, cittadino cinese, titolare del negozio "Moda Casa", indagato per omicidio volontario (articolo 575 del codice penale), occultamento di cadavere e utilizzo indebito di strumenti di pagamento.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alla base della vicenda ci sarebbe un accordo illecito tra vittima e indagato. Scamarcia avrebbe utilizzato la propria carta di inclusione – strumento che consente solo acquisti e non il prelievo di contanti – per effettuare una transazione da 600 euro sul Pos del negozio. In cambio, il commerciante avrebbe dovuto restituire 530 euro in contanti, trattenendo 70 euro come compenso.



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