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Cronaca

Trascinarono il cane legato all'auto, definitiva la sentenza. LAV: «Pena non congrua alla gravità dei fatti»

I due imputati dovranno pagare una multa di 8.000 euro ciascuno e pagare tutte le spese legali sostenute

Si è conclusa definitivamente la vicenda giudiziaria che vedeva imputati padre e figlio, accusati di aver legato al guinzaglio e trascinato per diversi metri con la propria auto il loro cane Rambo, animale di grossa taglia dal mantello bianco e marrone, lungo la strada provinciale che collega Cassano delle Murge ad Altamura, provocandogli gravissime lesioni nel gennaio 2025.

Il Tribunale Penale di Bari ha accolto la richiesta di applicazione della pena formulata dagli imputati ed ha emesso una sentenza di patteggiamento, ormai irrevocabile, applicando a ciascuno una multa di 8.000 euro e condannandoli inoltre al pagamento delle spese legali sostenute dalle parti civili costituite. Nel nostro ordinamento la scelta del rito alternativo dell'applicazione della pena su richiesta delle parti (cosiddetto patteggiamento) costituisce un diritto per l'imputato.

Le parti civili non possono opporsi alla richiesta, ma possono chiedere al Giudice di sottoporre l'accordo a un rigoroso vaglio affinché la pena sia quanto più possibile proporzionata alla gravità dei fatti contestati. È quanto ha fatto LAV, costituita parte civile tramite l'Avv. Annarita D'Errico. L'articolo 544-ter del Codice penale, nella formulazione vigente all'epoca dei fatti (gennaio 2025), prevedeva la possibilità di applicare, in via alternativa, la pena pecuniaria oppure quella detentiva. È per questo motivo che il procedimento si è concluso con l'applicazione della sola pena pecuniaria.

Con l'entrata in vigore della Legge n. 82/2025, che ha riformato il Codice penale e il Codice di procedura penale in materia di reati contro gli animali, l'articolo 544-ter prevede invece l'applicazione congiunta della pena detentiva e della pena pecuniaria.

L'episodio, avvenuto nel gennaio 2025, aveva suscitato enorme sconcerto nell'opinione pubblica. Dopo aver appreso la notizia dagli organi di informazione, LAV aveva immediatamente presentato denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari tramite lo Sportello LAV contro i maltrattamenti sugli animali, attivo nella città dal giugno 2023. Determinante fu il tempestivo intervento di due cittadini che, transitando in auto lungo quel tratto di strada, assistettero increduli alla scena. I due fermarono immediatamente gli imputati e allertarono le autorità.

All'arrivo della Polizia Locale di Cassano delle Murge furono attivati i soccorsi per mettere in salvo Rambo, che giaceva a bordo strada gravemente ferito e dolorante. Il ricovero d'urgenza presso una clinica veterinaria evidenziò, oltre a un grave stato di stress e paura, profonde lesioni sanguinanti alle zampe e all'addome dovute – come riportato nella relazione veterinaria allegata alla comunicazione di notizia di reato – proprio allo "sfregamento" provocato dal trascinamento. Rambo fu immediatamente sottoposto a sequestro e, dopo il periodo di degenza presso una clinica veterinaria, venne affidato in custodia giudiziaria a un'associazione locale che gestisce il Canile Comunale di Cassano delle Murge. Dopo alcuni mesi, è stato definitivamente affidato a una famiglia che oggi si prende cura di lui.

«La non congruità, dal nostro punto di vista, della pena stabilita rispetto alla gravità dei maltrattamenti contestati in questa vicenda giudiziaria, pur essendo stata legittimamente applicata, evidenzia una carenza di tutela che non possiamo accettare e che la recente riforma del 2025 colma solo in parte - afferma l'Avv. Annarita D'Errico, Responsabile degli Sportelli LAV contro i maltrattamenti sugli animali - È fondamentale mantenere alta l'attenzione affinché la legge, prima, e la giustizia, poi, assicurino risposte non solo certe, ma realmente proporzionate all'offesa. Le nostre battaglie legali proseguiranno per affermare un principio di civiltà: gli animali sono esseri senzienti e la loro protezione deve trovare un riscontro concreto anche nei tribunali, attraverso sanzioni che riflettano l'effettiva gravità dei reati».
  • Polizia di Stato
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