
Cronaca
La gelosia, il confronto e poi l'omicidio: così è morto Alessandro Signorile
«Non mi ama più», le parole che hanno scatenato l’ira della guardia giurata. Il messaggio WhatsApp alla zia e poi il delitto in via De Marinis
Bari - mercoledì 1 luglio 2026
10.00
È durato più di tre ore l'interrogatorio di Alessandro Barcellona, nel corso del quale, accanto al proprio legale, l'avvocato Alisya Ventrella, ha ammesso «la propria responsabilità, fornendo una ricostruzione sostanzialmente coerente - è scritto agli atti - con gli elementi indiziari e con le dichiarazioni rese ai propri congiunti».
L'accusa è di omicidio volontario per aver colpito Alessandro Signorile, il 39enne di Ceglie del campo ucciso ieri mattina da quattro colpi di una calibro 9, sparati in via De Marinis al quartiere Carbonara. Le parole del 40enne, inoltre, hanno certificato anche il movente dell'azione: il delitto, infatti, «si inquadra in una vicenda di gelosia maturata nell'ambito di una "relazione telefonica" tra sua la convivente» e «Signorile, scoperta proprio da Barcellona circa due-tre mesi prima dei fatti».
Una relazione scoperta «attraverso le telecamere di videosorveglianza domestica - si legge nel decreto di fermo che porta la firma del procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Bari, Milto De Nozza, che ha diretto le indagini dei Carabinieri insieme al pubblico ministero di turno Larissa Catella - e seguita da un temporaneo allontanamento dello stesso dalla abitazione comune». Barcellona, dopo la lite, si era allontanato dall'abitazione, per fare ritorno negli scorsi giorni.
Pare anche che, proprio lunedì sera, la donna avesse comunicato a Barcellona «la propria intenzione di porre definitivamente fine alla relazione». Una circostanza, quest'ultima, riferita confermata anche da una parente di Barcellona alla quale lui aveva scritto un messaggio WhatsApp («Ieri abbiamo parlato e mi ha detto per l'ennesima volta che non mi ama più, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso») e da vari testimoni, gli stessi che hanno parlato della crisi sentimentale.
Ma non solo. Chi indaga, infatti - i militari della Compagnia di Bari San Paolo -, sta anche provando a capire il tenore di uno scambio verbale, avvenuto poco prima dell'ultimo incontro, che, a dire dell'indagato, «sarebbe stato offensivo nei suoi confronti e soprattutto in quelli della compagna». In mattinata, infatti, proprio i due uomini si sarebbero incontrati per le strade del quartiere Carbonara e Signorile gli avrebbe detto: «Prima o poi me la prenderò», riferendosi alla sua compagna.
Subito dopo la guardia particolare giurata ha mandato un messaggio a sua zia, alla quale era particolarmente legato: «Zietta, grazie di tutto quello che hai fatto... salutami zio e digli che gli voglio un bene del mondo», poi l'esecuzione e la confessione. Barcellona è stato condotto nel carcere di Bari, in attesa della convalida.
L'accusa è di omicidio volontario per aver colpito Alessandro Signorile, il 39enne di Ceglie del campo ucciso ieri mattina da quattro colpi di una calibro 9, sparati in via De Marinis al quartiere Carbonara. Le parole del 40enne, inoltre, hanno certificato anche il movente dell'azione: il delitto, infatti, «si inquadra in una vicenda di gelosia maturata nell'ambito di una "relazione telefonica" tra sua la convivente» e «Signorile, scoperta proprio da Barcellona circa due-tre mesi prima dei fatti».
Una relazione scoperta «attraverso le telecamere di videosorveglianza domestica - si legge nel decreto di fermo che porta la firma del procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Bari, Milto De Nozza, che ha diretto le indagini dei Carabinieri insieme al pubblico ministero di turno Larissa Catella - e seguita da un temporaneo allontanamento dello stesso dalla abitazione comune». Barcellona, dopo la lite, si era allontanato dall'abitazione, per fare ritorno negli scorsi giorni.
Pare anche che, proprio lunedì sera, la donna avesse comunicato a Barcellona «la propria intenzione di porre definitivamente fine alla relazione». Una circostanza, quest'ultima, riferita confermata anche da una parente di Barcellona alla quale lui aveva scritto un messaggio WhatsApp («Ieri abbiamo parlato e mi ha detto per l'ennesima volta che non mi ama più, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso») e da vari testimoni, gli stessi che hanno parlato della crisi sentimentale.
Ma non solo. Chi indaga, infatti - i militari della Compagnia di Bari San Paolo -, sta anche provando a capire il tenore di uno scambio verbale, avvenuto poco prima dell'ultimo incontro, che, a dire dell'indagato, «sarebbe stato offensivo nei suoi confronti e soprattutto in quelli della compagna». In mattinata, infatti, proprio i due uomini si sarebbero incontrati per le strade del quartiere Carbonara e Signorile gli avrebbe detto: «Prima o poi me la prenderò», riferendosi alla sua compagna.
Subito dopo la guardia particolare giurata ha mandato un messaggio a sua zia, alla quale era particolarmente legato: «Zietta, grazie di tutto quello che hai fatto... salutami zio e digli che gli voglio un bene del mondo», poi l'esecuzione e la confessione. Barcellona è stato condotto nel carcere di Bari, in attesa della convalida.

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