
Cronaca
Ucciso in bicicletta a colpi di pistola. Il killer è una guardia giurata
Il delitto in via De Marinis, a Carbonara. La vittima è Alessandro Signorile, di 39 anni: è stato ucciso dal 40enne Alessandro Barcellona
Bari - martedì 30 giugno 2026
10.43
L'incontro va in scena nel rione Carbonara di Bari: è forse l'occasione per chiarirsi, per risolvere le liti per la donna "contesa", ma diventa altro. Perché in un attimo l'incontro si trasforma in delitto, con il 39enne Alessandro Signorile ucciso da quattro colpi di pistola, uno alla testa, esplosi dal 40enne Alessandro Barcellona.
Che verrà poco dopo intercettato sul lungomare di Bari dai Carabinieri e sottoposto a fermo di indiziato di delitto da parte del sostituto procuratore della Procura della Repubblica del capoluogo, Larissa Catella, e dall'aggiunto Stefano De Nozza, con l'accusa di omicidio. Per gli inquirenti sussiste il pericolo di fuga, in quanto avrebbe tentato «di darsi alla fuga». Avrebbe agito per «gelosia e vendetta» dopo avere saputo «della relazione extraconiugale tra la sua compagna e Signorile».
Sono state le videocamere di sorveglianza installate in via De Marini a ricostruire il film del delitto. Alle 09.19 di oggi la vittima, operaio edile di Ceglie del Campo, arriva a bordo della propria bicicletta elettrica e si ferma vicino al civico 41. Alle 09.26, a fianco a lui, sopraggiunge a bordo di una moto di grossa cilindrata quello che diventerà il suo assassino, con un casco a coprire il volto: qualche mese più grande di lui, un impiego come guardia particolare giurata al Tribunale di Bari.
È proprio contro Signorile che Barcellona esplode «a distanza ravvicinata quattro colpi di pistola calibro 9», un'arma in dotazione all'uomo. Uccidendolo sul colpo dopo aver «attinto la vittima in distretti corporei vitali». I fatti sono avvenuti stamani, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bari San Paolo sono piombati sulla scena del crimine, «ove era stato segnalato un soggetto riverso a terra privo di vita, a cavalcioni della propria bici elettrica».
Inutili, in quegli attimi, i soccorsi prestati dagli operatori del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso. Quattro i bossoli calibro 9x21 rinvenuti dai militari della Sezione Investigazioni Scientifiche dell'Arma di Bari nelle immediate vicinanze del cadavere, colpito a morte da Barcellona. Che, dopo aver inviato un breve messaggio WhatsApp ad una sua zia («Zietta, grazie di tutto quello che hai fatto...»), si è diretto verso il centro di Bari, probabilmente verso un ufficio di polizia.
Il 40enne, però, è stato intercettato dai militari in corso Vittorio Veneto: in sella al motociclo Voge era quasi giunto in Questura, forse per costituirsi. Dal giubbotto dell'uomo è spuntata fuori, una pistola semiautomatica Stoeger con caricatore bifilare e 11 proiettili, oltre ad uno smartphone. È stato portato in carcere, a Bari.
Che verrà poco dopo intercettato sul lungomare di Bari dai Carabinieri e sottoposto a fermo di indiziato di delitto da parte del sostituto procuratore della Procura della Repubblica del capoluogo, Larissa Catella, e dall'aggiunto Stefano De Nozza, con l'accusa di omicidio. Per gli inquirenti sussiste il pericolo di fuga, in quanto avrebbe tentato «di darsi alla fuga». Avrebbe agito per «gelosia e vendetta» dopo avere saputo «della relazione extraconiugale tra la sua compagna e Signorile».
Sono state le videocamere di sorveglianza installate in via De Marini a ricostruire il film del delitto. Alle 09.19 di oggi la vittima, operaio edile di Ceglie del Campo, arriva a bordo della propria bicicletta elettrica e si ferma vicino al civico 41. Alle 09.26, a fianco a lui, sopraggiunge a bordo di una moto di grossa cilindrata quello che diventerà il suo assassino, con un casco a coprire il volto: qualche mese più grande di lui, un impiego come guardia particolare giurata al Tribunale di Bari.
È proprio contro Signorile che Barcellona esplode «a distanza ravvicinata quattro colpi di pistola calibro 9», un'arma in dotazione all'uomo. Uccidendolo sul colpo dopo aver «attinto la vittima in distretti corporei vitali». I fatti sono avvenuti stamani, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bari San Paolo sono piombati sulla scena del crimine, «ove era stato segnalato un soggetto riverso a terra privo di vita, a cavalcioni della propria bici elettrica».
Inutili, in quegli attimi, i soccorsi prestati dagli operatori del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso. Quattro i bossoli calibro 9x21 rinvenuti dai militari della Sezione Investigazioni Scientifiche dell'Arma di Bari nelle immediate vicinanze del cadavere, colpito a morte da Barcellona. Che, dopo aver inviato un breve messaggio WhatsApp ad una sua zia («Zietta, grazie di tutto quello che hai fatto...»), si è diretto verso il centro di Bari, probabilmente verso un ufficio di polizia.
Il 40enne, però, è stato intercettato dai militari in corso Vittorio Veneto: in sella al motociclo Voge era quasi giunto in Questura, forse per costituirsi. Dal giubbotto dell'uomo è spuntata fuori, una pistola semiautomatica Stoeger con caricatore bifilare e 11 proiettili, oltre ad uno smartphone. È stato portato in carcere, a Bari.

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