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Cronaca
Omicidio Signorile, questa mattina l'autopsia e la convalida del fermo
L'incarico per l'esame autoptico sarà conferito al medico legale Solarino. In mattinata anche la convalida dopo il fermo dei Carabinieri
Bari - giovedì 2 luglio 2026
10.12
Sarà conferito oggi, al medico legale Biagio Solarino, l'incarico di eseguire l'autopsia sul corpo di Alessandro Signorile, il 39enne ucciso lunedì mattina da quattro colpi di una calibro 9x21, sparati in via De Marinis al quartiere Carbonara dal 40enne Alessandro Barcellona, fermato dai Carabinieri e portato in carcere, a Bari.
E sempre in mattinata, alle ore 11.00, si terrà l'udienza di convalida del fermo a carico dell'indagato. Si tratta di un doppio passaggio fondamentale nell'inchiesta sulla morte dell'operaio edile residente a Ceglie del Campo, coordinata dal sostituto procuratore della Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, Larissa Catella, e dall'aggiunto Stefano De Nozza, titolari del fascicolo penale in cui si ipotizza il reato di omicidio volontario per stabilire le cause della morte dell'uomo.
L'indagato, durante l'interrogatorio durato più di tre ore, accanto al proprio difensore, l'avvocato Alisya Ventrella, ha ammesso «la propria responsabilità, fornendo una ricostruzione sostanzialmente coerente con gli elementi indiziari e le dichiarazioni ai propri congiunti». Le parole del 40enne, inoltre, hanno certificato anche il movente dell'azione: il delitto, infatti, «si inquadra in una vicenda di gelosia maturata nell'ambito di una "relazione telefonica" tra sua la convivente» e Signorile.
La vittima avrebbe avuto attenzioni verso la donna con cui la guardia particolare giurata conviveva da 22 anni. Una relazione scoperta «attraverso le telecamere di videosorveglianza domestica e seguita da un temporaneo allontanamento dello stesso dall'abitazione comune». Barcellona, dopo la lite, si era allontanato, per fare ritorno nei giorni scorsi. Era rientrato il 21 giugno scorso, su sollecitazione della compagna che, diceva, avrebbe voluto ritentare per ricomporre la famiglia.
Ma lunedì sera, prima dell'omicidio, la donna avrebbe riferito a Barcellona «la propria intenzione di porre fine alla relazione». Una circostanza, quest'ultima, riferita confermata anche da una parente di Barcellona alla quale lui aveva scritto un messaggio su WhatsApp («Ieri abbiamo parlato e mi ha detto per l'ennesima volta che non mi ama più, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso») e da vari testimoni, gli stessi che hanno raccontato della crisi sentimentale. Ma non solo.
Chi indaga, infatti, sta anche provando a capire il tenore di uno scambio verbale, avvenuto poco prima dell'ultimo incontro. Subito dopo Barcellona ha inviato un messaggio a sua zia: «Zietta, grazie di tutto quello che hai fatto», poi l'esecuzione e un ultimo giro sul lungomare. Infine, il fermo ed il trasferimento in carcere.
E sempre in mattinata, alle ore 11.00, si terrà l'udienza di convalida del fermo a carico dell'indagato. Si tratta di un doppio passaggio fondamentale nell'inchiesta sulla morte dell'operaio edile residente a Ceglie del Campo, coordinata dal sostituto procuratore della Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, Larissa Catella, e dall'aggiunto Stefano De Nozza, titolari del fascicolo penale in cui si ipotizza il reato di omicidio volontario per stabilire le cause della morte dell'uomo.
L'indagato, durante l'interrogatorio durato più di tre ore, accanto al proprio difensore, l'avvocato Alisya Ventrella, ha ammesso «la propria responsabilità, fornendo una ricostruzione sostanzialmente coerente con gli elementi indiziari e le dichiarazioni ai propri congiunti». Le parole del 40enne, inoltre, hanno certificato anche il movente dell'azione: il delitto, infatti, «si inquadra in una vicenda di gelosia maturata nell'ambito di una "relazione telefonica" tra sua la convivente» e Signorile.
La vittima avrebbe avuto attenzioni verso la donna con cui la guardia particolare giurata conviveva da 22 anni. Una relazione scoperta «attraverso le telecamere di videosorveglianza domestica e seguita da un temporaneo allontanamento dello stesso dall'abitazione comune». Barcellona, dopo la lite, si era allontanato, per fare ritorno nei giorni scorsi. Era rientrato il 21 giugno scorso, su sollecitazione della compagna che, diceva, avrebbe voluto ritentare per ricomporre la famiglia.
Ma lunedì sera, prima dell'omicidio, la donna avrebbe riferito a Barcellona «la propria intenzione di porre fine alla relazione». Una circostanza, quest'ultima, riferita confermata anche da una parente di Barcellona alla quale lui aveva scritto un messaggio su WhatsApp («Ieri abbiamo parlato e mi ha detto per l'ennesima volta che non mi ama più, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso») e da vari testimoni, gli stessi che hanno raccontato della crisi sentimentale. Ma non solo.
Chi indaga, infatti, sta anche provando a capire il tenore di uno scambio verbale, avvenuto poco prima dell'ultimo incontro. Subito dopo Barcellona ha inviato un messaggio a sua zia: «Zietta, grazie di tutto quello che hai fatto», poi l'esecuzione e un ultimo giro sul lungomare. Infine, il fermo ed il trasferimento in carcere.


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