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Cronaca
Botte al pusher infedele e alla compagna incinta, tre arresti della Squadra Mobile
Ferito anche il figlio di sei anni, i fatti risalgono al 2019. Una spedizione punitiva che costò quasi la vita al collaboratore di giustizia
Bari - mercoledì 20 maggio 2026
10.58 Comunicato Stampa
Tre ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale della Repubblica della Corte di Appello di Bari, sono stati notificati ad altrettanti condannati, presunti affiliati al gruppo Strisciuglio di Bari. Si tratta del 41enne Andrea De Giglio, (10 anni e 8 mesi), del 40enne Giovanni Sgaramella (4 anni e 4 mesi) e di un 43enne.
Tutti sono stati condannati in via definitiva, a vario titolo, per tentato sequestro di persona, lesioni personali, tentato omicidio, detenzione e porto illegali di armi da fuoco, ricettazione e induzione a non rendere dichiarazioni o renderle false. Le condanne hanno chiuso l'iter processuale di un'indagine della Squadra Mobile: in nove, poi arrestati a settembre 2021, avrebbero picchiato un pusher, poi diventato collaboratore, per punirlo perché aveva venduto droga nel territorio del clan.
Non solo: durante il pestaggio, avrebbero colpito con un pugno al volto un bambino di 6 anni, figlio della compagna in gravidanza. L'episodio risale al 26 giugno 2019, quando gli affiliati al clan sarebbero andati a Palese, a casa di un pregiudicato. Alla presenza della compagna e del figlio di lei, lo avrebbero trascinato fuori, picchiandolo nel tentativo di sequestrarlo e portarlo via, senza però riuscirci, prima di colpire bambino con un pugno al volto e la compagna incinta con un calcio.
Più di un'ora dopo, un commando armato partito dal quartiere San Pio avrebbe raggiunto di nuovo la casa del pusher per compiere una «stesa»: 23 colpi d'arma da fuoco sparati ad altezza uomo. Nei giorni scorsi, sono stati eseguiti i tre provvedimenti definitivi nei confronti dei condannati, due dei quali erano già detenuti.
Tutti sono stati condannati in via definitiva, a vario titolo, per tentato sequestro di persona, lesioni personali, tentato omicidio, detenzione e porto illegali di armi da fuoco, ricettazione e induzione a non rendere dichiarazioni o renderle false. Le condanne hanno chiuso l'iter processuale di un'indagine della Squadra Mobile: in nove, poi arrestati a settembre 2021, avrebbero picchiato un pusher, poi diventato collaboratore, per punirlo perché aveva venduto droga nel territorio del clan.
Non solo: durante il pestaggio, avrebbero colpito con un pugno al volto un bambino di 6 anni, figlio della compagna in gravidanza. L'episodio risale al 26 giugno 2019, quando gli affiliati al clan sarebbero andati a Palese, a casa di un pregiudicato. Alla presenza della compagna e del figlio di lei, lo avrebbero trascinato fuori, picchiandolo nel tentativo di sequestrarlo e portarlo via, senza però riuscirci, prima di colpire bambino con un pugno al volto e la compagna incinta con un calcio.
Più di un'ora dopo, un commando armato partito dal quartiere San Pio avrebbe raggiunto di nuovo la casa del pusher per compiere una «stesa»: 23 colpi d'arma da fuoco sparati ad altezza uomo. Nei giorni scorsi, sono stati eseguiti i tre provvedimenti definitivi nei confronti dei condannati, due dei quali erano già detenuti.



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