fabio de pinto
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Cronaca

"Non affitto ai Meridionali" Fabio De Pinto cuoco barese racconta la sua storia

Il post razzista di un sedicente proprietario di casa di Milano è diventato virale. Il protagonista però non si arrende: "Resto qui"

"A questo signore gli direi semplicemente che ci sono altri modi per dire le cose, lui è libero di affittare a chi vuole il suo appartamento, ma è sconcertante pensare che ci sia ancora una classificazione razziale".
Con queste parole Fabio De Pinto ci ha raccontato quello che ha vissuto qualche settimana fa a Milano quando era in cerca di un appartamento dove vivere e studiare. Il laconico post del proprietatio di questa casa in affitto è diventato subito virale "Non si affitta agli extracomunitari e ai meridionali" Per questo abbiamo pensato di parlare con Fabio e farci spiegare come sono andate le cose.

D: Di dove sei? Come mai ti sei trasferito a Milano?

R: Sono di Bari, ho 27 anni e mi sono trasferito a Milano da quasi due mesi perchè ho deciso di inseguire il mio sogno cucinare e diventare un cuoco professionista. Sino ad agosto scorso sono stato dipendente nel reparto amministrativo/doganale per 7 anni di un'azienda di spedizioni al porto di Bari, finchè ho deciso di dare una svolta significativa alla mia vita, licenziandomi e decidendo di iscrivermi ad una accademia di cucina in Milano. Ho avuto sempre una forte propensione al mondo dei fornelli, sin dalla giovane età di 12 anni, quando provavo con i primi esperimenti, ma non ho mai creduto fortemente potesse essere la mia vita, finchè non è nato dentro me un malcontento per quello che era il mio lavoro e per ciò che in realtà avrei voluto svolgere: cucinare, l'unica cosa che mi appagasse per davvero. Dovendo frequentare quest'accademia per più di 8 mesi avevo necessità di cercare una sistemazione dove poter vivere; dunque dai primi di settembre ho cominciato a cercare una casa. Ero stato avvertito che sarebbe stata una ricerca lunga e ardua. Ma ma mai avrei pensato ad una cosa del genere.
D: Cosa è successo poi?

R: Ho visto di tutto. Bugigattoli spacciati per case interrate, a piano terra con affaccio per strada, mobilii fatiscenti, stanze in appartamenti condivisi a 700 euro. Nel momento in cui qualcosa mi convinceva i proprietari mi dicevano che avrebbero dovuto fare una scrematura di tutti gli interessati. Una vera e propria selezione, degna dei migliori concorsi blasonati o dei peggiori programmi televisivi, in cui si fanno provini.Tutta questa situazione mi ha sconfortato, nel frattempo ho cominciato gli studi presso la mia accademia, senza ancora una dimora fissa.

D: Dopo tanta ricerca arriva quell' annuncio perfetto. Dov' è l'appartamento?

R: Adiacente la mia scuola, in zona Bovisa una zona molto rivalutata e richiesta per via delle varie università presenti.

D:Quindi come sei entrato in contatto con questa persona?

R: Sul web tramite uno dei tanti gruppi di affitti di tutta la zona Lombardia su Facebook, dove ogni giorno vengono inseriti innumerevoli annunci che vengono assaliti di richieste.
Questo signore, che è un privato, ha pubblicato il suo annuncio più di una volta. Essendo molto interessato al suo monolocale ho insistito a scrivergli tre volte (sempre in modo corretto ed educato). All'ultima volta mi ha rifilato con molta non-chalance che "non affitta ad extra-comunitari e persone del sud Italia". Al momento non ho replicato, sono rimasto semplicemente a bocca aperta, non sono una persona sensibile agli insulti, guardo e vado avanti, ma soprattutto se mi appelli come "TERRONE", per me non è un'offesa, ma un complimento.

D: Subito dopo cosa hai fatto?

R: Ho pubblicato lo "screen-shot" della conversazione in 6 diversi gruppi di Facebook, dove sono presenti più di 300.000 persone di tutte le nazionalità, "denunciando" l'accaduto. In tutta sincerità non avrei mai pensato che i miei "post" potessero riscontrare chissà quale grande importanza, ma nel giro di un'ora è successo l'impensabile. I post hanno ricevuto più di 3000 interazioni.

D: Ora è cambiata la tua percezione di Milano?

R: No e non cambierà mai per via di questi singoli stupidi episodi che vanno emarginati denunciandoli almeno in questo modo, ed infatti c'è stato un susseguirsi di testimonianze di altre persone che hanno ricevuto risposte simili e anche dallo stesso utente. A Milano si vive bene e ci sono tante persone per bene pronte ad aiutarti come mi è spesso capitato di incontrare, a partire dai proprietari della casa in cui adesso sosto da più di un mese.

D: A questo signore cosa diresti se stesse leggendo la tua intervista?

R: Gli direi semplicemente che ci sono altri modi per dire le cose, lui è libero di affittare a chi vuole il suo appartamento, ma non di certo ferendo la gente. È sconcertante pensare che ci sia ancora una "classificazione razziale".

D: Ora hai trovato una casa?

R: Al momento nonostante le tante proposte ricevute, non ho trovato un appartamento consono alle mie esigenze, ma spero che ci riuscirò nel più breve tempo possibile, per poter trovare una vera stabilità e dire di avere il mio piccolo posto in questa grande città.
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