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Niente gite in primavera col lockdown, Coldiretti Puglia: «Agriturismi perdono 5 milioni»

La denuncia dell'associazione di categoria: «Colpito un settore che prima del Covid era in forte crescita»

Elezioni Regionali 2020
Un crack da 5 milioni di euro in Puglia senza le classiche gite di primavera, con i pugliesi costretti a rimanere chiusi tra le mura domestiche per il lockdown iniziato da quasi due mesi per fermare la pandemia da Coronavirus. Lo stima Coldiretti Puglia, sulla base delle rilevazioni di Terranostra Puglia, in occasione del ponte del 25 aprile, dedicato tradizionalmente alle gita fuori porta, in attesa del prossimo inizio della Fase 2 dell'emergenza con la progressiva ripartenza del Paese.

Un sacrificio necessario ma doloroso – aggiunge Coldiretti - con lo stop agli spostamenti verso seconde case, parenti, amici, vacanze o gite fuori porta che interessa la stragrande maggioranza dei pugliesi che tradizionalmente escono di casa per i ponti di primavera del 25 aprile e primo maggio, che quest'anno cadono rispettivamente di sabato e venerdì, oggi sostituite da picnic e grigliate casalinghe, anche sfruttando terrazze, balconi e giardini.

«È stato colpito un settore che sta registrando in Puglia una crescita a due cifre con il 16,5% di aumento del numero degli agriturismi in Puglia con 850mila presenze annue registrate nelle aziende agrituristiche pugliesi. Anche i vip contadini che hanno masserie e aziende agricole in Puglia hanno annullato i viaggi verso la regione per la preoccupazione di essere messi in quarantena al rientro nei loro Paesi. Un momento di crisi grave per l'itero settore turistico, agrituristico e della ricettività, con il rischio che vadano in fumo 700 milioni di euro di fatturato fino alla fine della stagione turistica», dichiara Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

La capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche – continua Coldiretti – è la qualità più apprezzata negli agriturismi pugliesi, ma nel tempo è aumenta anche la domanda di servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti.

«L'attività agrituristica è tra le più colpite dall'emergenza Covid–19, è stata la prima a risentire della chiusura totale delle attività ricettive. Per gli alloggi, sono state cancellate le prenotazioni da tutti gli Stati esteri anche per i prossimi mesi. Bloccate le richieste di preventivo per feste di matrimonio di coppie estere, considerato il clima di incertezza, mentre pranzi e cene in agriturismo sono solo un bel ricordo. Per questo abbiamo chiesto alla Regione Puglia di deliberare la richiesta di stato di calamità anche per l'agriturismo, aggiornando tempestivamente il portale www.agriturismoitalia.gov.it con l'indicazione esatta del numero dei posti letto per le strutture agrituristiche attive in Puglia, attività affidata all'Assessorato regionale all'Agricoltura della Regione Puglia per la parte di propria competenza territoriale. A questo proposito Coldiretti e Terranostra possono coadiuvare la struttura della Regione Puglia nel vitale e indispensabile aggiornamento, utile alla quantificazione del danno», denuncia Filippo De Miccolis, presidente di Terranostra Puglia.

A pesare sono state anche le cancellazioni forzate delle cerimonie religiose (cresime, battesimi, comunioni, matrimoni) che si svolgono tradizionalmente in questo periodo dell'anno. In primavera – continua la Coldiretti - si concentrano anche tutte le attività di fattoria didattica che molti agriturismi svolgono per dare la possibilità ai ragazzi di stare all'aria aperta in collaborazione con le scuole, ora chiuse.

«Abbiamo continuato a garantire il servizio di consegna a domicilio dei prodotti agricoli delle nostre aziende e in alcuni casi anche di pasti a domicilio – conclude De Miccolis – e siamo pronti a ripartire per la difesa del Made in Italy, del territorio, dell'economia e del lavoro, ma chiediamo chiarezza circa le misure di prevenzione e protezione, consapevoli di dover garantire sicurezza ai nostri ospiti, ma impossibilitati a sostenere in solitudine ulteriori costi dopo due mesi di chiusura che ci hanno tolto reddito e liquidità».
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