
Cronaca
Movimento 17 ottobre, fermato il presunto ideatore
Si tratta di un trentenne italiano di seconda generazione, laureato ed in passato collaboratore di una importante testata nazionale
Bari - domenica 25 ottobre 2026
10.55
È stato un fine settimana difficile per i commercianti e per la gente comune di Bari. La paura di assalti violenti e saccheggi hanno paralizzato una parte consistente della città, con la presenza per strada di forze dell'ordine ed Esercito.
Poi, nelle scorse ore, una svolta che si spera possa aver messo un freno alle violenze (minacciate o realizzate concretamente) nelle grandi città italiane.
La Procura della Repubblica di Milano ha infatti disposto il fermo del presunto ideatore e creatore della pagina Instagram "Movimento 17 ottobre". E qui è arrivata la sorpresa. Non si tratta di improvvisazione, ma di un trentenne italiano di seconda generazione, di origini marocchine, che risponde al nome di Youssef Siher e con un curriculum di rispetto alle spalle.
Il presunto ideatore della pagina, è l'accusa, attraverso i social avrebbe chiamato a raccolta migliaia di ragazze e ragazzi contro il caro vita, trasformando quella pagina in una leva per i disordini dei giorni scorsi nelle grandi città del Nord Italia ed il tentativo di portare la protesta violenta anche a Bari e Napoli.
Youssef Siher, 30enne, è un attivista pro-Pal. Diplomatosi al liceo Fermi di Salò, aveva conseguito una laurea triennale in Scienze umanistiche per la comunicazione all'Università degli Studi di Milano, dove - secondo quanto riporta Ansa - è stato anche componente del Senato accademico e presidente degli studenti universitari musulmani.
Quindi ha frequentato il corso magistrale in Scienze politiche e di governo, con focus sul linguaggio politico, la storia del Nord Africa e del Medio Oriente, la geopolitica e i movimenti islamici. Nella sua esperienza formativa anche la qualifica di ricercatore presso l'Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell'ISPI ed una passione per il nazionalismo arabo. Nel suo curriculum risulta anche una collaborazione con Il Fatto Quotidiano, testata con cui non ha più rapporti da un anno e mezzo.
A Siher, rintracciato nella sua casa nel bresciano, la Questura di Milano contesta l'istigazione a commettere reati attraverso i social, aggravata dall'apologia degli stessi e la "violenza organizzata" prevista dal nuovo decreto sicurezza appena entrato in vigore. Sullo sfondo anche una possibile accusa di terrorismo in base all'articolo 270 bis, comma 1, secondo cui potrebbe, se incriminato, rischiare un'accusa di eversione contro l'ordine democratico, un reato che comporterebbe la reclusione da sette a quindici anni.
Poi, nelle scorse ore, una svolta che si spera possa aver messo un freno alle violenze (minacciate o realizzate concretamente) nelle grandi città italiane.
La Procura della Repubblica di Milano ha infatti disposto il fermo del presunto ideatore e creatore della pagina Instagram "Movimento 17 ottobre". E qui è arrivata la sorpresa. Non si tratta di improvvisazione, ma di un trentenne italiano di seconda generazione, di origini marocchine, che risponde al nome di Youssef Siher e con un curriculum di rispetto alle spalle.
Il presunto ideatore della pagina, è l'accusa, attraverso i social avrebbe chiamato a raccolta migliaia di ragazze e ragazzi contro il caro vita, trasformando quella pagina in una leva per i disordini dei giorni scorsi nelle grandi città del Nord Italia ed il tentativo di portare la protesta violenta anche a Bari e Napoli.
Youssef Siher, 30enne, è un attivista pro-Pal. Diplomatosi al liceo Fermi di Salò, aveva conseguito una laurea triennale in Scienze umanistiche per la comunicazione all'Università degli Studi di Milano, dove - secondo quanto riporta Ansa - è stato anche componente del Senato accademico e presidente degli studenti universitari musulmani.
Quindi ha frequentato il corso magistrale in Scienze politiche e di governo, con focus sul linguaggio politico, la storia del Nord Africa e del Medio Oriente, la geopolitica e i movimenti islamici. Nella sua esperienza formativa anche la qualifica di ricercatore presso l'Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell'ISPI ed una passione per il nazionalismo arabo. Nel suo curriculum risulta anche una collaborazione con Il Fatto Quotidiano, testata con cui non ha più rapporti da un anno e mezzo.
A Siher, rintracciato nella sua casa nel bresciano, la Questura di Milano contesta l'istigazione a commettere reati attraverso i social, aggravata dall'apologia degli stessi e la "violenza organizzata" prevista dal nuovo decreto sicurezza appena entrato in vigore. Sullo sfondo anche una possibile accusa di terrorismo in base all'articolo 270 bis, comma 1, secondo cui potrebbe, se incriminato, rischiare un'accusa di eversione contro l'ordine democratico, un reato che comporterebbe la reclusione da sette a quindici anni.


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