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"Comportamenti dei ragazzi sono colpa vostra non dei social", il discorso virale della preside che piace a tutti

La dirigente del Salvemini, Tina Gesmundo, avrebbe detto parole dure alle famiglie per farle riflettere durante un'open day qualche giorno fa

Un discorso pronunciato da una preside di un liceo barese, dopo essere stato condiviso via social, sta diventando virale, per i contenuti forti rivolti ai genitori dei ragazzi e per i concetti chiari e decisi che esprime. In un mondo in cui la scuola è ormai un'azienda che deve "vendersi" per guadagnare alunni ed evitare troppo spesso scontri con le famiglie assecodando troppo in certi casi anche comportamenti inadeguati, sono parole che sembrano uscite da un'altra epoca.

A pronunciarle, stando a quanto riportato via social dall'ex parlamentare Dario Ginefra, sarebbe stata la dirigente scolastica del Liceo Scientifico Salvemini, Tina Gesmundo. «Abbiamo ragazzi che fotografano le targhe dei professori, che sfottono un compagno per un brutto voto, perché in sovrappeso, perché troppa magra. In questa città c'è un'emergenza educativa, 3 ragazzini hanno sparato a un migrante per provare una pistola. Non c'entrano i social, c'entrate voi genitori che sovrapponete i vostri desiderata alle vite dei vostri figli, educate a coltivare solo il mito del successo e del denaro, e quando sarete vecchi vi abbandoneranno in una casa di cura e a 18 anni si faranno di Ketamina». Queste le parole, dure e pesanti, ma che ricostruiscono uno spaccato abbastanza reale di una fetta consistente della realtà giovanile, che ci restituisce anche la cronaca.

«Poi ci sono quelli della Bari-bene che mi fanno chiamare dagli assessori regionali per raccomandare i figli - prosegue il discorso -, i padri innamorati dell'indirizzo sportivo pensando di avere in casa dei calciatori, quelli del Cambridge che camminano con la puzza sotto al naso e s'aspettano i viaggi ma da qui non si parte se per tutti gli altri devo rinunciare alla carta igienica. Ecco, se dovete venire qui a fare tutte queste cose, andate altrove. E in ogni caso ascoltate i vostri figli, insegnate la cura, non a coltivare sogni di gloria e di ricchezza, questa è una scuola dedicata a un oppositore del fascismo, portatene rispetto».

I commenti di molti genitori sono a favore delle parole della preside, bisognerebbe vedere quanti di loro le abbiano comprese e siano pronti ad agire di conseguenza.
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