Bandiera pace nelle scuola infanzia Bari
Bandiera pace nelle scuola infanzia Bari
Scuola e Lavoro

Bandiere della pace nei nidi e nelle scuole d'infanzia a Bari

La lettera dell'assessore Vito Lacoppola

Su iniziativa dell'assessore alla Conoscenza, Vito Lacoppola, a partire da ieri e per i prossimi giorni le bandiere simbolo della pace saranno esposte nei nidi e nelle scuole d'infanzia comunali della città di Bari. Di seguito la lettera inviata dall'assessore alla Conoscenza Vito Lacoppola, che ha fatto dono delle bandiere alle comunità scolastiche ed educative per promuovere l'iniziativa.

Care educatrici e cari educatori, care insegnanti, bambine e bambini,
ci ritroviamo in un anno che porta con sé due anniversari profondamente simbolici per il nostro Paese. Nel 2026 celebriamo gli 80 anni della nascita della Repubblica Italiana, fondata su valori scritti nella nostra Costituzione: libertà, democrazia, uguaglianza, pace. E nello stesso anno ricordiamo gli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, uomo che ha fatto della pace, del dialogo e del rispetto per ogni essere vivente il centro della propria vita. Due ricorrenze lontane nel tempo, ma vicinissime nel messaggio.
San Francesco ci ha insegnato che la pace non è solo l'assenza di guerra, ma un modo di vivere: nel linguaggio che usiamo, nelle relazioni che costruiamo, nel rispetto che mostriamo verso gli altri e verso il mondo.
La Repubblica ci ricorda che la pace è una responsabilità collettiva, un impegno quotidiano che passa anche – e soprattutto – dall'educazione. Ed è qui che entrate in gioco voi, educatori e insegnanti, e voi, bambine e bambini.
Proteggere l'infanzia significa proteggere la pace. Se vogliamo un domani più giusto, più umano e davvero sicuro, dobbiamo cominciare dagli educatori, dalle famiglie, dalle piccole generazioni, e costruire insieme un presente che non si rassegna alla logica del conflitto, ma sceglie con coraggio la via del dialogo. Viviamo in un tempo in cui la guerra è diventata troppo presente nelle nostre giornate: nei notiziari, nei social, nelle immagini che scorrono sugli schermi. Se ne parla continuamente, quasi senza accorgercene. Il rischio è grande: che la guerra venga normalizzata, che perda la sua gravità, che sembri qualcosa di lontano o inevitabile. Ma la guerra non è mai normale. E soprattutto, il suo messaggio arriva anche ai più piccoli, che assorbono parole, immagini e toni, spesso senza avere gli strumenti per comprenderne la violenza reale. Quando la guerra viene raccontata ogni giorno, senza filtri e senza cura, rischia di diventare meno spaventosa, e quindi più accettabile. Ecco perché la scuola, i luoghi educativi, le comunità hanno oggi un compito ancora più importante: ridare peso alle parole, restituire senso, aiutare a distinguere, a pensare, a sentire. Educare alla pace non significa nascondere la realtà, ma accompagnare i più piccoli a comprenderla, mostrando che esistono alternative al conflitto: l'ascolto, il dialogo, la cooperazione, la solidarietà. Significa insegnare che il conflitto si può attraversare senza violenza, che le differenze non sono una minaccia, ma una ricchezza.
Come Comune di Bari, come istituzioni, crediamo che la conoscenza e l'istruzione siano i primi strumenti di pace. Ogni aula è un laboratorio di cittadinanza. Ogni relazione educativa è un seme piantato nel futuro. In questo anno così carico di significato, lasciamoci guidare dall'esempio di San Francesco e dai valori della nostra Repubblica. Ricordiamo che la pace non è una parola fragile, ma una scelta forte. Perché educare alla pace oggi significa difendere il futuro di tutti.
Vi faccio dono della bandiera simbolo di pace e Vi prego di volerla esporre nei nostri nidi e scuole d'infanzia.

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