.jpg)
Attualità
Meloni a Bari: «Longevità è stabilità. Onore per me servire questa generazione che ha fatto la storia»
Lungo intervento della premier alla festa per il governo più duraturo della storia repubblicana
Bari - venerdì 4 settembre 2026
20.38
Appena terminato il discorso di Giorgia Meloni nell'Ansa di Marisabella a Bari, davanti al Terminal Crociere del Porto. Un discorso durato un'ora che ha focalizzato la sua attenzione sul lavoro svolto e quello da fare. Non molla e non intende farlo perché vuole che l'Italia continui a non essere rassegnata.
Queste le sue parole per argomenti.
LONGEVITÀ SIGNIFICA STABILITÀ
«Non festeggiamo il governo più longevo, ma il fatto che la nostra popolarità sia aumentata. Niente sarebbe stato possibile senza Antonio Tajani, Matteo Salvini e Lupi, niente sarebbe stato possibile senza gli amministratori locali. E non è un caso che i governi più stabili siano tutti di centrodestra.
Noi non stiamo insieme per distruggere il nostro avversario, ma per costruire delle idee e chi si allea per costruire dopo 1413 giorni ha ancora la lista delle idee. Ma io non sono a Bari per festeggiare, ma perché sento il peso della responsabilità. Ripercorrerò dov'era questo Paese nel 2022 perché ritengo che, chi chiede il voto al Paese, deve poi dargli conto. La stabilità è un valore e grazie alla stabilità siamo diventati credibili in Europa. Prima di noi venivamo guardati e pensavano "ma questo mo quanto dura?". Oggi no. Oggi quando l'Italia siede ad un tavolo, tutti sanno che con quell'interlocutore bisogna prenderlo seriamente. Le battaglie che l'Italia perdeva, quelle perse in partenza, oggi le vince grazie alla stabilità che governa con un mandato popolare. Quella stabilità che noi vogliamo trasformare in legge, da qui in avanti, con la scelta del candidato premier da proporre al Capo dello Stato, scelta da parte dei cittadini. Niente compromessi sulla pelle degli italiani: governi scelti dai cittadini, per rispondere ai cittadini».
FATTO TANTO, NON TUTTO
«Ce la stiamo mettendo tutta, siamo in pace con la nostra coscienza, so benissimo che la discontinuità su alcuni temi che gli italiani volevano ancora non siamo riusciti a portarla. Ma non è facile eliminare incrostazioni di potere, non è facile far pensare al Paese che vale la pena provarci. Ci sono stati difficili, ma io non mollo. Non ho intenzione di farlo adesso.
A chi tenta di ostacolarci, dico mettetevi comodi. Non ci prenderete per stanchezza, non avete idea con chi avete a che fare».
SPREAD SCESO E MIGLIORAMENTO ECONOMICO
«Meloni ha poi elencato le tante guerre nel mondo, i grandi problemi internazionali e le tragedie interne.
Una nazione senza guida e senza idee chiare, in situazioni così difficili si sarebbe sgretolata. In tanti pensavano con una tempesta finanziaria di far cadere questo governo. Lo spread? La sinistra lo agitava contro governi di centrodestra: era a 232, ora è costantemente sotto 80».
DALLA PARTE DEGLI ITALIANI
«Abbiamo aumentato risorse per sanità, welfare e pensioni. Voglio ribadire che chi ha i conti in ordine può scegliere e lo abbiamo fatto perché noi siamo patrioti, per combattere chi si è fatto campagne elettorali con i soldi degli italiani.
I contratti a tempo indeterminato sono cresciuti (1.200.000) e quelli precari sono diminuiti. Ecco, il precariato non è un destino, diciamolo alla sinistra che sostengono sia aumentato. C'era quando c'erano loro, aumentato il numero delle donne occupate, altro smacco per loro, per il ciclo "la Meloni vuole le donne un passo dietro gli uomini"».
IL GOVERNO DI CHI SI IMPEGNA CONTRO QUELLO DEI "FANNULLONI"
«Loro il popolo lo hanno abbandonato da un pezzo, noi non vogliamo sudditi che dipendano dalle elemosina dei politici. Vogliamo cittadini liberi che pretendano quanto è giusto. Abbiamo messo gran parte delle nostre risorse per proteggere i risparmi degli italiani, tagliando il cuneo fiscale, abbiamo messo 21 mld di euro nelle tasche degli italiani.
E poi...un artigiano, una partita IVA sono lavoratori come gli altri. Alla propaganda del salario minimo, propagandato qui in Puglia, noi abbiamo opposto il salario giusto. Il risultato è che in questi anni i salari sono cresciuti più che nel decennio precedente. Ma il problema non è risolto affatto, ne siamo consapevole. Noi siamo il governo di chi si impegna, quello dei fannulloni e dei privilegiati lo lasciamo agli altri».
LE SFIDE IN CAMPO ECONOMICO E PER IL SUD
«Siamo intervenuti sull'energia quando è diventata un'arma, sul PNRR dicevano che non avremmo saputo usarlo: invece siamo stati i primi in Europa sulla sua spesa, abbiamo fatto lezione.
Abbiamo affrontato crisi Monte dei Paschi di Siena, Alitalia ed oggi ancora l'ILVA, su cui continueremo a tutelare la salute pubblica, ma tutelando anche la realtà occupazionale. Quando tutti avevano paura dei dazi, il nostro export è cresciuto di 20mld di euro.
Con la Zona Economica Speciale unica abbiamo introdotto un solo sportello e tempi certi per gli imprenditori. Ho scoperto che il PD, che ci aveva detto che era un carrozzone, ora vuole estenderlo al territorio nazionale. Quindi voteranno insieme a noi, visto che lo stiamo già facendo».
AUTONOMIA ENERGETICA
«Ci siamo messi di fronte al nostro tempo ed abbiamo varato provvedimenti come bonus figlio, congedi parentali e contributo ad ogni nato, un regalo che si fa a questa nazione. La prima casa esce nel calcolo ISEE, perché il tetto sotto cui crescono i tuoi figli non può essere un conto in banca. Ma non basta...
Piano casa, stiamo lavorando a 10mila alloggi per 60mila famiglie ed abbiamo chiesto bollette più leggere per le imprese, abbiamo tagliato le accise con la chiusura di Hormuz. I nuovi provvedimenti saranno però più mirati. Ora vogliamo che l'energia che serve all'Italia sia prodotta in Italia e quindi abbiamo riaperto la strada del nucleare, esattamente come abbiamo aumentato la quota di petrolio estraibile dai nostri territori: non ha senso comprarlo in Qatar quando lo abbiamo in Basilicata».
NUCLEARE E SOSTEGNO AL MADE IN ITALY
«Non siamo negazionisti sul cambiamento climatico, ma proteggiamo gli italiani dalle idiozie della sinistra. Oggi l'agricoltura italiana è la prima in Europa, ottenendo criterio di reciprocità: chi produce in Europa deve rispondere alle stesse leggi a cui rispondono i nostri produttori. Ci siamo rifiutati di aprire al cibo sintetico, abbiamo dato ossigeno alla pesca. Un'altra battaglia da vincere è la lotta al made in Italy: quello è un furto che viene praticato dall'altra parte del mondo ai danni di chi si alza alle 4 di mattina. A questo proposito ricordo che la cucina italiana è patrimonio dell'umanità».
SANITÀ MIGLIORATA MA ANCORA DA MIGLIORARE
«Sanità: le liste d'attesa le ha create il governo Meloni? No! La sinistra le ha lasciate a noi e noi ci siamo chiesti come potevamo aiutare le Regioni a fare meglio. Il nostro monitoraggio dice che 8 prestazioni sono fornite in tempi congrui, 2 no. Ed è ancora tanto, troppo.
Abbiamo aumentato gli stipendi di chi lavora negli ospedali, abbiamo appena provato progetti che consentano di assistere chi è solo a casa. Dobbiamo fare ancora tantissimo: stiamo mettendo mano ad un Piano Sanitario che parli di questa Italia, non ad un Paese di 20 anni fa».
UN SUD NON RASSEGNATO
«Abbiamo protetto il Sud, abbiamo scommesso che il Mezzogiorno potesse diventare la locomotiva d'Italia. C'è poi il "modello Caivano", che sancisce il principio che lo Stato non possa arrivare sempre "dopo": non ci sono zone franche in questo Paese. Non dico che il divario sia stato colmato, ma ci abbiamo e ci stiamo lavorando.
Non vogliamo più che questo territorio veda i suoi figli migliori partire. Io penso che questo sia il prossimo traguardo: riportare al Sud chi si è formato fuori e far rimanere chi non vuole andar via».
Meloni ha quindi ringraziato Taranto e la Puglia per i Giochi del Mediterraneo per l'immagine di bellezza che hanno offerto al mondo.
IMMIGRAZIONE E POLITICA INTERNAZIONALE
«Abbiamo protetto i confini di questa nazione: nel primo anno di governo immigrazione era fuori controllo, con reti di trafficanti sempre più organizzate. Noi non avevamo strumenti, senza considerare opposizione di interi pezzi dello Stato all'immigrazione irregolare. Risultato: nel 2026 gli arrivi sono calati dell'83%. E non perché attorno non ci sia una situazione più stabile.
Vi ricordate che per anni le nostre posizioni erano impresentabili, fuori dalla civiltà giuridica europea? Ecco, oggi sono legge europea e sono civiltà giuridica europea. Ci hanno copiato tutto! Ecco cosa significa governare senza alzare la voce e lo abbiamo fatto noi, portando gli altri sulle nostre posizioni. Il problema non è affatto risolto e c'è molto da pedalare, ma abbiamo finalmente gli strumenti.
DALLA PARTE DELLA CIVILTÀ OCCIDENTALE E DEI DIRITTI DELLE DONNE
«In Italia esiste solo la legge italiana, non esistono frammenti di Paese dove valgono altre leggi. Non esistono luoghi di culto che si sottraggono al controllo, non esiste neanche un grammo di tolleranza su chi fa propaganda jihadista, non esistono per noi luoghi dove una ragazza non possa decidere di amare chi vuole. Noi saremo sempre dalla parte della libertà delle donne, di tutte le donne.
Non accettiamo che negozianti vengano aggrediti e siamo dalla parte delle forze dell'ordine: se ti fai male mentre delinqui non puoi chiedermi di risarcirti. Siamo con gli uomini e le donne in divise, sempre, programmando 45mila nuovi agenti.
Abbiamo portato avanti l'idea di un femminicidio come reato autonomo: la storia di ieri di Lorena ci ricorda che il femminicidio esiste, eccome se esiste e non vuol dire che un uomo valga meno, ma è un'aggravante. Nella civiltà cristiana ed europea per questo non c'è posto.
Chi va in giro ad accoltellare ne risponde a qualunque età. E poi abbiamo combattuto seriamente la Mafia con diverse operazioni. Noi non possiamo permetterci di lasciare la nostra nazione esposta. La sicurezza nazionale è precondizione perché la libertà esista.
OCCASIONE PERSA RIFORMA GIUSTIZIA E PROVVEDIMENTO PER INSEGNANTI DI SOSTEGNO
«Abbiamo fatto un lavoro molto ampio con la Giustizia, nonostante l'occasione persa della riforma costituzionale. Noi abbiamo immesso in ruolo oltre 37mila insegnanti di sostegno, questo va raccontato».
NON MOLLA E RILANCIA PER FARE ANCORA LA STORIA
«Io per anni ho pensato che bastasse farle le cose, oggi a volte penso che bastino i messaggi ripetuti ossessivamente di chi vi racconta menzogne. Per esempio sento dire che non abbiamo fatto una riforma (elenca riforme fatte) e ciò che non faremo mai è la lotteria con gli scontrini di Giuseppe Conte. Eh già, quando c'erano loro il salario era minimo davvero, i banchi a rotelle arrivavano in orario e le case le lasciavamo aperte, tanto le occupavano lo stesso.
Scherzi a parte, mi preoccupa una sinistra che inventa ogni giorno una emergenza: quando avete finito con questo complottismo, potete dire cosa avete in mente di fare per gli italiani? Non sono nemmeno d'accordo sulle primarie. Poi è arrivato Roberto Speranza che ha proposto un vecchio partigiano. Beh, niente di nuovo sotto il sole, l'antifascismo lo hanno usato per 80 anni come leva per arrivare al potere. Poi loro sono quelli intelligenti, a destra votano ignoranti, i nostri elettori sono ormai solo persone da puntata di Quark. Io la capisco la loro crisi di identità, ora hanno aperto anche il dibattito sulla cultura woke: contrordine compagni!
Ci hanno provato in vario modo, rimane solo raccontare che va tutto male, ma anche a questo siamo abituato, loro tifano contro la nazione. Non mi sono mai preoccupata particolarmente di questo: ero preoccupata solo da ciò che noi dovevamo fare. Avevamo promesso che avremmo messo l'Italia prima di tutto e se siamo arrivati fin qui vuol dire che possiamo andare ancora avanti. Continuo a credere che le pagine più belle di questa storia debbano essere scritte.
Il nostro traguardo non è il governo più longevo, ma una nazione in cui, ovunque si trovi, un italiano possa dirsi a voce alta da dove viene. So che quattro anni non bastano, non intendo arrendermi e non intendo accontentarmi. Semplicemente perché questa nazione lo merita ed io continuerò a combattere. Quando tra qualche decennio ci racconteranno, io voglio che si dica non che siamo stati i più longevi, ma che questa nazione ha smesso di rassegnarsi. Quella generazione che ha fatto la storia siete voi e per me è un onore servire al vostro fianco!».
Queste le sue parole per argomenti.
LONGEVITÀ SIGNIFICA STABILITÀ
«Non festeggiamo il governo più longevo, ma il fatto che la nostra popolarità sia aumentata. Niente sarebbe stato possibile senza Antonio Tajani, Matteo Salvini e Lupi, niente sarebbe stato possibile senza gli amministratori locali. E non è un caso che i governi più stabili siano tutti di centrodestra.
Noi non stiamo insieme per distruggere il nostro avversario, ma per costruire delle idee e chi si allea per costruire dopo 1413 giorni ha ancora la lista delle idee. Ma io non sono a Bari per festeggiare, ma perché sento il peso della responsabilità. Ripercorrerò dov'era questo Paese nel 2022 perché ritengo che, chi chiede il voto al Paese, deve poi dargli conto. La stabilità è un valore e grazie alla stabilità siamo diventati credibili in Europa. Prima di noi venivamo guardati e pensavano "ma questo mo quanto dura?". Oggi no. Oggi quando l'Italia siede ad un tavolo, tutti sanno che con quell'interlocutore bisogna prenderlo seriamente. Le battaglie che l'Italia perdeva, quelle perse in partenza, oggi le vince grazie alla stabilità che governa con un mandato popolare. Quella stabilità che noi vogliamo trasformare in legge, da qui in avanti, con la scelta del candidato premier da proporre al Capo dello Stato, scelta da parte dei cittadini. Niente compromessi sulla pelle degli italiani: governi scelti dai cittadini, per rispondere ai cittadini».
FATTO TANTO, NON TUTTO
«Ce la stiamo mettendo tutta, siamo in pace con la nostra coscienza, so benissimo che la discontinuità su alcuni temi che gli italiani volevano ancora non siamo riusciti a portarla. Ma non è facile eliminare incrostazioni di potere, non è facile far pensare al Paese che vale la pena provarci. Ci sono stati difficili, ma io non mollo. Non ho intenzione di farlo adesso.
A chi tenta di ostacolarci, dico mettetevi comodi. Non ci prenderete per stanchezza, non avete idea con chi avete a che fare».
SPREAD SCESO E MIGLIORAMENTO ECONOMICO
«Meloni ha poi elencato le tante guerre nel mondo, i grandi problemi internazionali e le tragedie interne.
Una nazione senza guida e senza idee chiare, in situazioni così difficili si sarebbe sgretolata. In tanti pensavano con una tempesta finanziaria di far cadere questo governo. Lo spread? La sinistra lo agitava contro governi di centrodestra: era a 232, ora è costantemente sotto 80».
DALLA PARTE DEGLI ITALIANI
«Abbiamo aumentato risorse per sanità, welfare e pensioni. Voglio ribadire che chi ha i conti in ordine può scegliere e lo abbiamo fatto perché noi siamo patrioti, per combattere chi si è fatto campagne elettorali con i soldi degli italiani.
I contratti a tempo indeterminato sono cresciuti (1.200.000) e quelli precari sono diminuiti. Ecco, il precariato non è un destino, diciamolo alla sinistra che sostengono sia aumentato. C'era quando c'erano loro, aumentato il numero delle donne occupate, altro smacco per loro, per il ciclo "la Meloni vuole le donne un passo dietro gli uomini"».
IL GOVERNO DI CHI SI IMPEGNA CONTRO QUELLO DEI "FANNULLONI"
«Loro il popolo lo hanno abbandonato da un pezzo, noi non vogliamo sudditi che dipendano dalle elemosina dei politici. Vogliamo cittadini liberi che pretendano quanto è giusto. Abbiamo messo gran parte delle nostre risorse per proteggere i risparmi degli italiani, tagliando il cuneo fiscale, abbiamo messo 21 mld di euro nelle tasche degli italiani.
E poi...un artigiano, una partita IVA sono lavoratori come gli altri. Alla propaganda del salario minimo, propagandato qui in Puglia, noi abbiamo opposto il salario giusto. Il risultato è che in questi anni i salari sono cresciuti più che nel decennio precedente. Ma il problema non è risolto affatto, ne siamo consapevole. Noi siamo il governo di chi si impegna, quello dei fannulloni e dei privilegiati lo lasciamo agli altri».
LE SFIDE IN CAMPO ECONOMICO E PER IL SUD
«Siamo intervenuti sull'energia quando è diventata un'arma, sul PNRR dicevano che non avremmo saputo usarlo: invece siamo stati i primi in Europa sulla sua spesa, abbiamo fatto lezione.
Abbiamo affrontato crisi Monte dei Paschi di Siena, Alitalia ed oggi ancora l'ILVA, su cui continueremo a tutelare la salute pubblica, ma tutelando anche la realtà occupazionale. Quando tutti avevano paura dei dazi, il nostro export è cresciuto di 20mld di euro.
Con la Zona Economica Speciale unica abbiamo introdotto un solo sportello e tempi certi per gli imprenditori. Ho scoperto che il PD, che ci aveva detto che era un carrozzone, ora vuole estenderlo al territorio nazionale. Quindi voteranno insieme a noi, visto che lo stiamo già facendo».
AUTONOMIA ENERGETICA
«Ci siamo messi di fronte al nostro tempo ed abbiamo varato provvedimenti come bonus figlio, congedi parentali e contributo ad ogni nato, un regalo che si fa a questa nazione. La prima casa esce nel calcolo ISEE, perché il tetto sotto cui crescono i tuoi figli non può essere un conto in banca. Ma non basta...
Piano casa, stiamo lavorando a 10mila alloggi per 60mila famiglie ed abbiamo chiesto bollette più leggere per le imprese, abbiamo tagliato le accise con la chiusura di Hormuz. I nuovi provvedimenti saranno però più mirati. Ora vogliamo che l'energia che serve all'Italia sia prodotta in Italia e quindi abbiamo riaperto la strada del nucleare, esattamente come abbiamo aumentato la quota di petrolio estraibile dai nostri territori: non ha senso comprarlo in Qatar quando lo abbiamo in Basilicata».
NUCLEARE E SOSTEGNO AL MADE IN ITALY
«Non siamo negazionisti sul cambiamento climatico, ma proteggiamo gli italiani dalle idiozie della sinistra. Oggi l'agricoltura italiana è la prima in Europa, ottenendo criterio di reciprocità: chi produce in Europa deve rispondere alle stesse leggi a cui rispondono i nostri produttori. Ci siamo rifiutati di aprire al cibo sintetico, abbiamo dato ossigeno alla pesca. Un'altra battaglia da vincere è la lotta al made in Italy: quello è un furto che viene praticato dall'altra parte del mondo ai danni di chi si alza alle 4 di mattina. A questo proposito ricordo che la cucina italiana è patrimonio dell'umanità».
SANITÀ MIGLIORATA MA ANCORA DA MIGLIORARE
«Sanità: le liste d'attesa le ha create il governo Meloni? No! La sinistra le ha lasciate a noi e noi ci siamo chiesti come potevamo aiutare le Regioni a fare meglio. Il nostro monitoraggio dice che 8 prestazioni sono fornite in tempi congrui, 2 no. Ed è ancora tanto, troppo.
Abbiamo aumentato gli stipendi di chi lavora negli ospedali, abbiamo appena provato progetti che consentano di assistere chi è solo a casa. Dobbiamo fare ancora tantissimo: stiamo mettendo mano ad un Piano Sanitario che parli di questa Italia, non ad un Paese di 20 anni fa».
UN SUD NON RASSEGNATO
«Abbiamo protetto il Sud, abbiamo scommesso che il Mezzogiorno potesse diventare la locomotiva d'Italia. C'è poi il "modello Caivano", che sancisce il principio che lo Stato non possa arrivare sempre "dopo": non ci sono zone franche in questo Paese. Non dico che il divario sia stato colmato, ma ci abbiamo e ci stiamo lavorando.
Non vogliamo più che questo territorio veda i suoi figli migliori partire. Io penso che questo sia il prossimo traguardo: riportare al Sud chi si è formato fuori e far rimanere chi non vuole andar via».
Meloni ha quindi ringraziato Taranto e la Puglia per i Giochi del Mediterraneo per l'immagine di bellezza che hanno offerto al mondo.
IMMIGRAZIONE E POLITICA INTERNAZIONALE
«Abbiamo protetto i confini di questa nazione: nel primo anno di governo immigrazione era fuori controllo, con reti di trafficanti sempre più organizzate. Noi non avevamo strumenti, senza considerare opposizione di interi pezzi dello Stato all'immigrazione irregolare. Risultato: nel 2026 gli arrivi sono calati dell'83%. E non perché attorno non ci sia una situazione più stabile.
Vi ricordate che per anni le nostre posizioni erano impresentabili, fuori dalla civiltà giuridica europea? Ecco, oggi sono legge europea e sono civiltà giuridica europea. Ci hanno copiato tutto! Ecco cosa significa governare senza alzare la voce e lo abbiamo fatto noi, portando gli altri sulle nostre posizioni. Il problema non è affatto risolto e c'è molto da pedalare, ma abbiamo finalmente gli strumenti.
DALLA PARTE DELLA CIVILTÀ OCCIDENTALE E DEI DIRITTI DELLE DONNE
«In Italia esiste solo la legge italiana, non esistono frammenti di Paese dove valgono altre leggi. Non esistono luoghi di culto che si sottraggono al controllo, non esiste neanche un grammo di tolleranza su chi fa propaganda jihadista, non esistono per noi luoghi dove una ragazza non possa decidere di amare chi vuole. Noi saremo sempre dalla parte della libertà delle donne, di tutte le donne.
Non accettiamo che negozianti vengano aggrediti e siamo dalla parte delle forze dell'ordine: se ti fai male mentre delinqui non puoi chiedermi di risarcirti. Siamo con gli uomini e le donne in divise, sempre, programmando 45mila nuovi agenti.
Abbiamo portato avanti l'idea di un femminicidio come reato autonomo: la storia di ieri di Lorena ci ricorda che il femminicidio esiste, eccome se esiste e non vuol dire che un uomo valga meno, ma è un'aggravante. Nella civiltà cristiana ed europea per questo non c'è posto.
Chi va in giro ad accoltellare ne risponde a qualunque età. E poi abbiamo combattuto seriamente la Mafia con diverse operazioni. Noi non possiamo permetterci di lasciare la nostra nazione esposta. La sicurezza nazionale è precondizione perché la libertà esista.
OCCASIONE PERSA RIFORMA GIUSTIZIA E PROVVEDIMENTO PER INSEGNANTI DI SOSTEGNO
«Abbiamo fatto un lavoro molto ampio con la Giustizia, nonostante l'occasione persa della riforma costituzionale. Noi abbiamo immesso in ruolo oltre 37mila insegnanti di sostegno, questo va raccontato».
NON MOLLA E RILANCIA PER FARE ANCORA LA STORIA
«Io per anni ho pensato che bastasse farle le cose, oggi a volte penso che bastino i messaggi ripetuti ossessivamente di chi vi racconta menzogne. Per esempio sento dire che non abbiamo fatto una riforma (elenca riforme fatte) e ciò che non faremo mai è la lotteria con gli scontrini di Giuseppe Conte. Eh già, quando c'erano loro il salario era minimo davvero, i banchi a rotelle arrivavano in orario e le case le lasciavamo aperte, tanto le occupavano lo stesso.
Scherzi a parte, mi preoccupa una sinistra che inventa ogni giorno una emergenza: quando avete finito con questo complottismo, potete dire cosa avete in mente di fare per gli italiani? Non sono nemmeno d'accordo sulle primarie. Poi è arrivato Roberto Speranza che ha proposto un vecchio partigiano. Beh, niente di nuovo sotto il sole, l'antifascismo lo hanno usato per 80 anni come leva per arrivare al potere. Poi loro sono quelli intelligenti, a destra votano ignoranti, i nostri elettori sono ormai solo persone da puntata di Quark. Io la capisco la loro crisi di identità, ora hanno aperto anche il dibattito sulla cultura woke: contrordine compagni!
Ci hanno provato in vario modo, rimane solo raccontare che va tutto male, ma anche a questo siamo abituato, loro tifano contro la nazione. Non mi sono mai preoccupata particolarmente di questo: ero preoccupata solo da ciò che noi dovevamo fare. Avevamo promesso che avremmo messo l'Italia prima di tutto e se siamo arrivati fin qui vuol dire che possiamo andare ancora avanti. Continuo a credere che le pagine più belle di questa storia debbano essere scritte.
Il nostro traguardo non è il governo più longevo, ma una nazione in cui, ovunque si trovi, un italiano possa dirsi a voce alta da dove viene. So che quattro anni non bastano, non intendo arrendermi e non intendo accontentarmi. Semplicemente perché questa nazione lo merita ed io continuerò a combattere. Quando tra qualche decennio ci racconteranno, io voglio che si dica non che siamo stati i più longevi, ma che questa nazione ha smesso di rassegnarsi. Quella generazione che ha fatto la storia siete voi e per me è un onore servire al vostro fianco!».

Ricevi aggiornamenti e contenuti da Bari 




.jpg)
