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Scuola e Lavoro

Engie non cambia idea, 15 dipendenti licenziati a Bari

A niente è valso lo sciopero dello scorso giugno, Falcetta (Uilm): «Decisione incomprensibile»

Quindici dipendenti a casa. Quindici famiglie che da oggi a domani si trovano senza futuro e senza reddito. A nulla è valso lo sciopero indetto lo scorso giugno, Engie non ha cambiato idea e non ha dato ai sindacati alcun margine di manovra. Dovevano essere effettuati dei licenziamenti e quei licenziamenti ci sono stai. I dipendenti hanno avuto oggi la ratifica definitiva del licenziamento. Troppi secondo la società i cento dipendenti della filiale barese.

«È a dir poco incredibile che una multinazionale come Engie non trovi le risorse per scongiurare il licenziamento di 15 dipendenti - dichiara Riccardo Falcetta, segretario generale della Uilm di Bari - Così come riteniamo assurdo che si possa condurre in questo modo una trattativa sindacale, ovvero con il destino di quei lavoratori già segnato dall'inizio, senza alcun margine di manovra. Valuteremo ogni iniziativa a nostra disposizione per porre rimedio a una situazione incresciosa».

«Abbiamo tentato in tutti i modi - prosegue - di raggiungere un accordo che evitasse i licenziamenti, ratificati oggi, di 15 lavoratori su 100 unità in organico nella sede di Bari, ma dall'altra parte abbiamo trovato un muro. Non è bastato neanche lo sciopero dello scorso giugno per far recedere l'azienda da una decisione incomprensibile, anche perché alla base della stessa non ci sono, a quanto ci è dato sapere, motivazioni economiche o produttive».

«Invitiamo le istituzioni locali - conclude Falcetta - a far sentire la propria voce, affinché sia fatta giustizia sul futuro di 15 famiglie che ora si ritroveranno, da un giorno all'altro, senza occupazione e senza reddito».
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