elezioni al Politecnico
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Scuola e Lavoro

Elezioni Politecnico di Bari, tre domande al candidato Francesco Cupertino

Il perché della propria candidatura, una sintesi del programma ed il futuro del Poliba

Con le elezioni alle porte per la carica di Rettore del Politecnico di Bari, abbiamo chiesto ai candidati di rispondere a tre domande che ci illustrano il perché della propria candidatura, una sintesi del programma ed il futuro del Politecnico di Bari. Il secondo candidato che vi presentiamo è il Prof. Ing Francesco Cupertino, docente di "Convertitori, macchine e azionamenti elettrici" nel Dipartimento di Ingegneria Elettrica dell'Informazione ingegnere. E' il più giovane tra i cinque candidati. Ha trascorso tutta la sua vita accademica, come studente prima e come docente poi, all'interno del Politecnico barese. Dopo un' esperienza ormai più che ventennale nel Politecnico di Bari ha maturato una serie di competenze di natura sia gestionale che scientifica. Negli ultimi anni ha realizzato diversi progetti per lo sviluppo di tecnologie innovative del motore "more electrical" destinato agli aerei del futuro. Diverse sono state le attività ed i laboratori nati grazie a partnership tra industria e università sotto la direzione scientifica del professore e la collaborazione con importanti aziende che hanno assunto laureati del Politecnico, dove operano ricercatori e studenti laureandi. Tra i principali progetti realizzati, è in fase di sviluppo nei laboratori del Politecnico, un robot che effettua verifiche di qualità sui prodotti imbottigliati eliminando il problema degli scarti da smaltire. Ecco tutto il curriculum del professore.

Professore, ci illustri il perché della sua candidatura?
Ogni periodo della vita ha le sue caratteristiche, in questo momento mi sento nelle condizioni di poter dare col giusto entusiasmo e con le giuste energie un contributo per rilanciare il Politecnico nella direzione in cui è stato già avviato negli ultimi anni. In questo momento è importante che ci sia qualcuno al governo del Politecnico che abbia altre idee, altre energie per rafforzare i legami con territorio e con le aziende, per dare ulteriore opportunità di occupazione ai nostri laureati e per continuare a investire in argomenti che magari oggi non ci vedono particolarmente impegnati e che potrebbero essere invece argomenti molto importanti nei prossimi anni come il tema della mobilità sostenibile, un tema sul quale nei prossimi anni si sentirà parlare e sarà importante che i politecnici possano svolgere un ruolo.

Quali sono in sintesi le novità descritte nel suo programma che intende introdurre e portare avanti, se sarà eletto?
Dovendo scegliere alcune azioni più significative bisognerà dare molta attenzione all' internazionalizzazione del Politecnico e al potenziamento dell' offerta formativa in lingua inglese, per i nostri studenti italiani, ma soprattutto per gli studenti stranieri che sono interessati ad avere una didattica di livello magistrale erogata in lingua inglese. La prima parola chiave del programma elettorale è benessere, per gli studenti e per i dipendenti. E' uno dei primi obiettivi che noi dobbiamo perseguire. È importante riqualificare tutti gli ambienti di studio e di lavoro a cominciare dalle aule per quanto riguarda i nostri studenti, più tutti gli spazi a verde del Politecnico. Dobbiamo cercare di rendere questo Politecnico un luogo gradevole dove studiare, avere relazioni con i colleghi e docenti. E questo sì può fare incrementando le strutture sportive. Abbiamo una piccola palestra e uno dei miei impegni sarà quello di realizzare una pista di jogging che permetta di praticare questo sport nel campus universitario. Mi piacerebbe in questo coinvolgere anche il prossimo rettore dell'Università. Per arrivare a raggiungimento del benessere serve migliorare nella direzione della qualità tramite percorsi di formazione. La qualità deve essere la guida che ci porta ad andare avanti nei prossimi anni. Nell'ambito del miglioramento della qualità bisogna lavorare sullo snellimento delle procedure amministrative, sul potenziamento della dematerializzazione dei processi, che vuol dire che la carriera dello studente che un tempo era gestita con libretto di carta e statini, ormai è già vissuta attraverso strutture di tipo informatico. Stiamo sviluppando un up che potrà essere installata sui telefoni dei nostri studenti con i quali loro potranno gestire tutta la loro carriera e prenotarsi per gli esami per migliorare la fruibilità dei servizi del Politecnico. Dobbiamo garantire adeguati standard di sicurezza per i nostri studenti e questo si può raggiungere migliorando la vigilanza ma anche mettendo a punto dei sistemi di controllo dell'accesso per verificare chi effettivamente poi entra nel Politecnico e frequenta i nostri luoghi di studio. Bisognerà investire sulla formazione continua del personale. Il personale tecnico deve avere la possibilità di crescere non solo praticando la propria attività ma anche perché è in un ambiente che fa formazione e non solo per gli studenti ma anche per i dipendenti perché tutto il personale che lavora Politecnico spesso deve portarsi interfacciare con persone non Italiane. Tutto questo deve essere finalizzato alla terza parola chiave che è lo sviluppo del Politecnico e quindi sviluppo del Politecnico vuol dire provare ad incrementare la dimensione numerica del Politecnico. Noi oggi siamo una università relativamente piccola, contiamo meno del 1% di tutto il sistema universitario italiano ma abbiamo prospettive di crescita e queste prospettive possono venire attraverso investimenti in campi tecnologici dove noi ancora oggi non siamo presenti per esempio il tema della mobilità sostenibile. Creare link e contatti con le aziende del territorio e grandi multinazionali che possono permettere ai nostri studenti di fare periodi di tirocinio e di stage per facilitare il loro inserimento nel mondo del lavoro. Abbiamo una collocazione sul territorio che ci vede impegnati sulle sede di Taranto che è stata svuotata negli scorsi anni di contenuti e di persone. Quello che io intendo fare per il prossimo sessennio è stabilire un dipartimento a Taranto con dei docenti del Politecnico che lavoravano solo sulla sede di Taranto. Dobbiamo lavorare con il Comune di Taranto per trovare una sede in centro in città, in modo tale da poter rilanciare anche la sede da un punto di vista di fruibilità dei servizi di vicinanza al territorio.

Quale sarà il futuro del Politecnico?
Io spero che possa diventare finalmente una università non scelta soltanto perché è università vicino a casa ma scelta perché è la migliore università nel quale progettare il proprio futuro. Noi in questo momento abbiamo la maggior parte dei nostri studenti che provengono da un raggio molto breve intorno alla città di Bari ma quasi tutti dalla Puglia. Abbiamo un fenomeno in Puglia di perdita degli studenti che spesso dopo la triennale tendono a preferire di svolgere la propria laurea magistrale all'università del nord Italia e noi dobbiamo cercare di contrastare questa tendenza e trattenere in Puglia i nostri studenti e questo lo possiamo fare avendo l'autorevolezza di un Politecnico ma avendo anche la capacità di rendere più moderni più attraenti i nostri percorsi formativi e con questo vuol dire stare al passo con lo sviluppo delle tecnologie puntare molto sulle attività di laboratorio puntare molto con i legami con il mondo industriale.

Le elezioni si svolgeranno il prossimo 28 giugno. Vi presenteremo nei prossimi giorni tutti i candidati a cui abbiamo rivolto le stesse domande. Abbiamo iniziato con il Prof. Ing Riccardo Amirante. Le interviste seguiranno secondo questo ordine: il prof. ing. Umberto Fratino, docente di "Gestione dei Bacini idrografici", Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica; prof. ing. Mario Daniele Piccioni, docente di "Scienza delle Costruzioni", Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell' Architettura; prof. ing. Orazio Giustolisi, docente di "Gestione dei Sistemi Idraulici", Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura.
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