Irma Melini
Irma Melini
Politica

Comunali 2019, Melini: «Bari deve puntare sul turismo»

La consigliera uscente, candidata indipendente, spiega la sua ricetta per migliorare la nostra città

Con le consultazioni elettorali alle porte, il dibattito politico entra nel vivo. Abbiamo deciso di chiedere ai candidati sindaci di rispondere alle nostre domande su diversi temi dall'ambiente, al welfare, ai lavori pubblici alla cultura. Proseguiamo il nostro viaggio con Irma Melini, classe 1979, consigliera uscente del gruppo misto nonché presidente della Commissione immigrazione e politiche per l'accoglienza di Anci. La sua è una candidatura indipendente appoggiata dalla sola lista Irma Melini Per Bari.

Ambiente. La città di Bari ha un rapporto a volte conflittuale con il verde pubblico. Pochi parchi e molti "giardinetti" Quale potrebbe essere la ricetta per riutilizzare gli spazi verdi già presenti e per crearne di nuovi?

A Bari la percentuale di verde per abitante è inferiore a quella di tutte le altre città d'Europa. Investire sull'ambiente e sul verde cittadino deve essere una priorità della prossima amministrazione ed è una priorità nel programma di Irma Melini per Bari. Oltre alla mancata manutenzione dei parchi esistenti, ci sono progetti di riqualificazione iniziati e mai ultimati, come il parco di via Siponto a Japigia. Ci vuole un cambio di tendenza. Inoltre, investire sul verde vuol dire anche affidare i lavori a imprese competenti e non, come accade oggi, ad imprese che fanno prevalentemente laterizi.

Servizi al cittadino e informatizzazione della pubblica amministrazione. Le delegazioni dei vari uffici comunali sono state dismesse in questi anni. Quale potrebbe essere il futuro della macchina burocratica barese?

Il decentramento con questa amministrazione ha fallito. La precedente sindacatura aveva optato per il ridimensionamento da nove circoscrizioni a cinque municipi, ma già allora gli studi Ipress denunciavano che non era sostenibile tale suddivisione e che bisognava passare a tre. Noi partiamo da una riorganizzazione dei servizi alla persona, ad esempio i servizi sociali decentrati dovrebbero seguire una distinzione per tipologia di intervento: minori, povertà, disabilità. Tale riorganizzazione permetterebbe al welfare decentrato di essere più efficiente. Per quanto riguarda la sburocratizzazione e l'informatizzazione sentiamo parlare di smart city, il comune ha investito molto circa dieci anni fa per avviare questo processo, che però è fermo a dieci anni fa. Noi vogliamo mettere in moto tale investimento con un governo più attento alla semplificazione dei servizi al cittadino

Lavori pubblici. La città sta cambiando e diversi cantieri sono stati sbloccati in questi anni. Cosa si è fatto in modo corretto e cosa no? Cosa si potrebbe ancora fare?

Io sono vicepresidente della Commissione Lavori Pubblici, ho passato 5 anni a verificare i cantieri. Posso dire che la ripartizione Lavori Pubblici del Comune di Bari è una ripartizione più che efficiente, perché ha dei tecnici encomiabili. La politica però ha peggiorato il sistema, non dando una linea guida chiara. Abbiamo aperto più cantieri contemporaneamente, ma non abbiamo mai investito sul controllo degli stessi. A Bari non c'è il coordinamento dei sottoservizi, per cui se si rompe la strada perché passa la fibra e poi si riasfalta la strada, si rompe poi di nuovo perché devono passare i cavi dell'Enel. Il cantiere di San Girolamo ne è un esempio eclatante, un cantiere da 11 milioni di euro che è costato due anni di ritardi alla città, ma potrei citare la rotatoria di via Re David, o il ponte Adriatico dove la pista ciclabile è ancora chiusa. I lavori pubblici non devono essere solo una réclame, e sono un tasto dolente di questa amministrazione.

Scuola. Qual è secondo lei lo stato dell'arte delle scuole cittadine? Quali potrebbero essere delle migliorie da portare a Palazzo di città in questo campo? Cosa si aspettano i genitori baresi?

Noi nel programma abbiamo il tempo pieno, perché riteniamo che la scuola debba aiutare i genitori a poter continuare a lavorare, e permettere alle donne di fare anche le mamme e le mogli. Una scuola a tempo pieno aiuta le famiglie a crescere. Inoltre, nelle mie battaglie da consigliere comunale, sono colei che ha denunciato il fatto che non si procedesse alla messa in sicurezza delle strutture e nemmeno alla verifica degli impianti antincendio delle scuole. Tutto il lavoro che si fa ora in questo senso me lo voglio intestare, perché deriva da una battaglia portata avanti da me tra Natale e Capodanno di tre anni fa. La scuola è una priorità, perché è il primo posto, dopo la famiglia, dove i ragazzi crescono.

Lavoro e commercio. Diverse storiche attività commerciali in città hanno chiuso i battenti in questi ultimi anni. Quale potrebbe essere la ricetta per andare incontro ai commercianti baresi? Quali iniziative potrebbe mettere in campo il nuovo sindaco per chi non trova un posto di lavoro?

Noi riteniamo che Bari debba puntare sulla sua risorsa migliore che è il turismo. Bari è una città policentrica protesa verso il mare con i suoi 40 km di costa, e deve sfruttare il turismo che non è solo le navi da crociera, ma deve essere il turismo del Mediterraneo, dell'Adriatico, ma anche dell'Europa. Il turismo deve essere il motore per la ripresa economica della città. Per quanto riguarda il commercio abbiamo pensato ad una tessera, una specie di buono da spendere nel municipio di appartenenza in modo tale il cittadino sia invogliato a spendere nel suo negozio di fiducia. Per questo creiamo anche l'azienda del marketing e dell'incoming turistico, un'azienda che è un mix tra la capacità imprenditoriale del privato nella gestione delle risorse e la capacità amministrativa dell'ente pubblico. Insieme allo stesso tavolo possono ridisegnare una città che fa del turismo e del commercio i due assi portanti.

Welfare e Salute. Situazioni familiari disagiate, immigrazione, anziani, malati. Come si potrebbe coinvolgere la parte più debole della città? Ha in mente soluzioni di sostegno al reddito che il comune potrebbe mettere in campo per i prossimi 5 anni? E l'assistenza domiciliare?

Noi abbiamo in programma di aumentare l'ISEE dagli attuali 3 mila a 6 mila euro, dato che riteniamo troppo basso questo livello. Abbiamo delle priorità su cui vogliamo concentrarci tra cui le famiglie. Pensiamo a contributi per l'affitto per coppie con figli sia minorenni che maggiorenni, famiglie con disabili e famiglie con anziani non autosufficienti, concedendo direttamente la metà del canone di affitto ai proprietari in maniera tale da eliminare l'assistenzialismo fine a sé stesso. Pensiamo anche all'housing sociale per gli anziani autosufficienti ma soli, puntiamo ad intercettare la domanda di più anziani che si vogliono unire condividendo le spese e una vita insieme. Esperienze andate a buon fine in diverse città, e non vediamo il perché Bari non debba essere un luogo sperimentale in tal senso. Tematica importante sono i disabili, soprattutto i disabili maggiorenni per i quali anche a livello regionale il supporto concesso è insufficiente. A queste famiglie vogliamo dare risposte concrete attraverso un sistema di welfare veramente solidale. Altra priorità è il centro di neuropsichiatria infantile. L'immobile è di proprietà del Comune di Bari e gestito dalla Asl, non condividiamo però la scelta di aver dato i locali sotterranei alla Croce Rossa, e riteniamo che l'intera struttura doveva essere data alla Asl così da creare un Polo Regionale per la neuropsichiatria infantile.

Periferie. Spesso i cittadini che vivono in periferia si sentono abbandonati e distanti da quello che accade nel cuore della città. Quali iniziative si potrebbero mettere in campo per evitare i cosiddetti rioni dormitorio?

Purtroppo, i rioni dormitorio appartengono ad una concezione delle città che politici ancora in vita politicamente hanno portato fino ad oggi. La periferia per noi deve essere un concetto che scompare, in quanto la città deve essere policentrica. Ogni quartiere, ogni municipio deve avere un suo centro e una sua vita. Ogni municipio deve vivere delle identità dei suoi vecchi quartieri e a questo si ricollega anche quell'idea di commercio di vicinato, ma si ricollega anche l'idea di sport e cultura che vede in ogni centro una sua identità e una sua attività culturale. Le periferie scompariranno ma soprattutto puntiamo a dare agli ultimi il posto dei primi.

Cultura. In che direzione va la cultura barese? Siamo sulla strada giusta?

La cultura non è quella che si vive a Bari, non è un contenitore rifatto, non può essere il Margherita restaurato e dato in emergenza alle proiezioni di Van Gogh. Ci auguriamo che qualcuno torni a Bari con qualche mostra internazionale che dia ai baresi la giusta dimensione della cultura. Il nostro programma prevede una fondazione di scopo che vede in Santa Scolastica il museo del Mediterraneo valorizzando i suoi 33 mila reperti archeologi con mostre internazionali che devono essere affidate a esperti del settore. Il tasto dolente di queste amministrazioni è che gli assessori non sono né politici né tecnici, sono molto settoriali e non hanno la visione della città. Bari deve avere mostre e scambi internazionali con la Germania, con la Spagna, con la Grecia, col Montenegro, con l'Albania. Dobbiamo mettere insieme tutti i contenitori culturali e i luoghi della cultura, ognuno con la sua specificità ma allo stesso tempo con una visione d'Insieme.
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