Roccella Bari
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A Roccella l'ultimo torto del campionato. Ora per il Bari la sfida poule scudetto

L'obiettivo è conquistare una nuova vittoria in una stagione segnata da arbitraggi mediocri e penalizzanti

Si chiude con una sconfitta il campionato del Bari, che perde 2-1 a Roccella in una partita pressoché ininfluente per i biancorossi ormai già primi e promossi. Il Bari saluta la Serie D portandosi però dietro un pesante fardello. Anche in Calabria, nell'epilogo di una stagione dominata dall'inizio alla fine, un ennesimo arbitraggio sfavorevole. Il rigore procurato e trasformato dall'ex Pizzutelli al 94' va ad arricchire una lista già nutrita di arbitraggi di certo non benevoli nei confronti del Bari. Cross dell'ex primavera del Bari, Di Cesare la intercetta con la spalla, avendo entrambe le braccia dietro la schiena: l'arbitro Di Giovanni concede un rigore per cui è davvero difficile trovare una spiegazione razionale.
L'ultimo di una serie, durata praticamente per tutto il campionato, stravinto dal Bari nonostante le sviste più o meno clamorose dei vari fischietti che hanno diretto i biancorossi. Perché? Le risposte sono molteplici, e tutte nel campo delle ipotesi. La maggioranza avanza il sospetto che anche per gli arbitri, come per i calciatori avversari, davanti al Bari scatti un po' di voglia di protagonismo. Uno stadio importante, le telecamere di Dazn, la paura di favorire la più forte che si concretizza in decisioni quasi sempre contrarie al Bari. Un film che ha convinto i più, ma che resta tutto da dimostrare. Più plausibile è la considerazione per cui anche gli uomini (una volta) in nero facciano parte del contesto Serie D, e che quindi il loro livello sia adeguato a quello della categoria: una mediocrità tendente al basso.
La topica clamorosa del fischietto casertano non deve, però, distogliere l'attenzione da una prova scarica del Bari in quel di Roccella. Un primo tempo disputato passeggiando, fino al goal capolavoro di Amelio al 40', e una ripresa al piccolo trotto, coronata dalla rete da vero opportunista di Feola, un ottimo recupero in vista della post season. Fino poi al de profundis finale dell'arbitro. Anche in questo caso, però, di spiegazioni ce ne sono tante, e tutte valide. Innanzitutto le diverse motivazioni fra le due squadre, col Roccella chiamato a procurarsi il miglior piazzamento possibile nei playout. Poi il massiccio turn over in vista della poule scudetto, la rinuncia a Brienza e ai quattro diffidati (Floriano, Mattera, Piovanello e Bolzoni) e l'impiego forzato di un Pozzebon ormai fantasma di se stesso per sostituire l'influenzato Simeri.
Non va sottovalutato, dall'altra parte, il carattere emblematico di questa gara, specchio di un girone di ritorno molto più ricco di insidie e difficoltà di quello d'andata. Sì, perché nella seconda metà di stagione il Bari ha pagato spesso una condizione fisica precaria dei suoi elementi migliori, figlia di tutte le traversie di luglio e agosto. Fortuna ha voluto che il girone d'andata avesse consegnato ai biancorossi un tesoretto cospicuo da amministrare, e che Cornacchini e i suoi abbiano saputo raschiare il fondo del barile per trovare le forze sufficienti a portare a casa l'obiettivo.
Fortuna, o sfortuna, per il Bari che la stagione non sia ancora finita. La poule scudetto è un'occasione da prendere molto sul serio. Innanzitutto per Cornacchini: non che il tecnico abbia da dimostrare qualcosa, ma certamente sarebbe utile corroborare le voci insistenti di una riconferma con altri fatti, come la conquista di un nuovo titolo. Vincere lo scudetto di Serie D significherebbe anche spazzare via i dubbi di chi crede che il Bari avrebbe avuto vita più dura nel gruppo I, quello del Taranto e del Picerno. E proprio I lucani saranno il primo avversario dei galletti in questa appendice di stagione (oggi il sorteggio del campo), in attesa di conoscere chi fra Avellino e Lanusei andrà a completare il gironcino. Insomma, alle porte c'è una nuova sfida, un nuovo obiettivo da inseguire, una nuova soddisfazione da regalarsi. Azzerare tutto, recuperare forze e motivazioni è il compito di Cornacchini, uomo pratico e onesto, che di questa avventura biancorossa è stato il primo a capire che Bari è una piazza che non si accontenta mai.
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