
Calcio
Multiproprietà, Malagò la butta in fallo laterale
Risposta interlocutoria del nuovo presidente della FIGC alle richieste del sindaco di Bari
Bari - lunedì 22 giugno 2026
20.23
Nel corso del pomeriggio, poco dopo l'elezione di Giovanni Malagò a nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, il sindaco di Bari Vito Leccese aveva rivolto un appello sulla multiproprietà: «Oggi più che mai - aveva sottolineato il sindaco - la città di Bari guarda con attenzione alle scelte che saranno assunte dal nuovo vertice federale, nella convinzione che la credibilità del sistema calcio passi anche dal rigoroso rispetto delle regole e dalla tutela della pari dignità di tutte le società sportive».
Il sindaco ha poi proseguito: «Rivolgo i miei auguri di buon lavoro a Giovanni Malagò per l'elezione alla guida della FIGC, ma ora non tradisca Bari. Davanti al nuovo vertice del calcio italiano si aprono sfide cruciali. Nelle scorse settimane, interpretando un mandato unanime del Consiglio comunale e il sentimento ferito di un città grande e calorosa come Bari, ho scritto ai candidati alla presidenza per chiedere un impegno chiaro e irrevocabile sul tema delle multiproprietà. Considero la tutela della regolarità e della pari dignità dei club una priorità non più rinviabile per l'intera Federazione.
Bari chiede certezze. La retrocessione in Serie C ha dimostrato nei fatti i limiti strutturali di una gestione societaria vissuta dalla città come priva di un reale progetto autonomo. Oggi, la passione e la pazienza della nostra tifoseria sono esaurite, come dimostrano chiaramente i passaggi formali di queste ore. Siamo certi che il presidente Malagò saprà essere il garante rigoroso delle norme vigenti, senza concedere spazio a ipotesi di proroghe o ammorbidimenti che risulterebbero inaccettabili. Il tempo dell'attesa per Bari è finito: ci aspettiamo che la FIGC vigili affinché si restituisca ai colori biancorossi il futuro che meritano».
LA NON RISPOSTA DI MALAGÒ
Giovanni Malagò non ha forse capito bene di che cosa si sta parlando, perché ha dato una risposta interlocutoria affermando: «Al sindaco non ho risposto ufficialmente. Ho parlato con lui al telefono. C'è una norma che non ho fatto io, che esiste ed esisteva, approvata dal Consiglio Federale. Non mi sembra che oggi sia la priorità. La materia è del Consiglio Federale».
A Bari resta una pessima sensazione, vista anche l'amicizia tra Malagò e Aurelio De Laurentiis ed alcuni presupposti, vedasi Claudio Lotito che sta rilevando la Reggina, non depongono a favore di un termine così ravvicinato della multiproprietà. Capiremo nelle prossime settimane, dopo la nomina del nuovo CT della nazionale e dei vertici tecnici, quale posto riserverà il nuovo presidente alla questione. Non sarà di primaria importanza per il calcio italiano, lo è per i baresi.
Il sindaco ha poi proseguito: «Rivolgo i miei auguri di buon lavoro a Giovanni Malagò per l'elezione alla guida della FIGC, ma ora non tradisca Bari. Davanti al nuovo vertice del calcio italiano si aprono sfide cruciali. Nelle scorse settimane, interpretando un mandato unanime del Consiglio comunale e il sentimento ferito di un città grande e calorosa come Bari, ho scritto ai candidati alla presidenza per chiedere un impegno chiaro e irrevocabile sul tema delle multiproprietà. Considero la tutela della regolarità e della pari dignità dei club una priorità non più rinviabile per l'intera Federazione.
Bari chiede certezze. La retrocessione in Serie C ha dimostrato nei fatti i limiti strutturali di una gestione societaria vissuta dalla città come priva di un reale progetto autonomo. Oggi, la passione e la pazienza della nostra tifoseria sono esaurite, come dimostrano chiaramente i passaggi formali di queste ore. Siamo certi che il presidente Malagò saprà essere il garante rigoroso delle norme vigenti, senza concedere spazio a ipotesi di proroghe o ammorbidimenti che risulterebbero inaccettabili. Il tempo dell'attesa per Bari è finito: ci aspettiamo che la FIGC vigili affinché si restituisca ai colori biancorossi il futuro che meritano».
LA NON RISPOSTA DI MALAGÒ
Giovanni Malagò non ha forse capito bene di che cosa si sta parlando, perché ha dato una risposta interlocutoria affermando: «Al sindaco non ho risposto ufficialmente. Ho parlato con lui al telefono. C'è una norma che non ho fatto io, che esiste ed esisteva, approvata dal Consiglio Federale. Non mi sembra che oggi sia la priorità. La materia è del Consiglio Federale».
A Bari resta una pessima sensazione, vista anche l'amicizia tra Malagò e Aurelio De Laurentiis ed alcuni presupposti, vedasi Claudio Lotito che sta rilevando la Reggina, non depongono a favore di un termine così ravvicinato della multiproprietà. Capiremo nelle prossime settimane, dopo la nomina del nuovo CT della nazionale e dei vertici tecnici, quale posto riserverà il nuovo presidente alla questione. Non sarà di primaria importanza per il calcio italiano, lo è per i baresi.


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