I lavori nei giardini in via Ricchioni
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Vita di città

Un giardino in ricordo di Maria Colangiuli, vittima innocente della guerra tra clan

La donna morì colpita da un proiettile vagante in casa sua, approvata la delibera dal Municipio III

Era la sera del 7 giugno 2000 quando Maria Colangiuli trovò la morte a causa di un proiettile vagante. E ieri, a 18 anni di distanza, il Municipio III ha approvato una delibera attraverso la quale intitolare uno dei giardini che si stanno realizzando di fronte la sede dello stesso Municipio alla donna vittima innocente di una guerra non sua.

Una brutta storia quella della 70enne, vittima innocente della guerra tra clan. Quella sera di 18 anni fa, la signora Maria era in casa sua, sul balcone della sua abitazione al terzo piano all'interno di un cucinino intenta a preparare la cena per la sua famiglia. Un gesto normale che quella sera divenne una tragedia, perché in via Degli Abruzzi quella sera si scatenò l'inferno. All'improvviso alcuni giovani iniziarono a sparare, altri risposero al fuoco. Un colpo di fucile calibro 12 entrò nella casa di Maria da una finestra aperta e la colpì ad un fianco. La donna fu portata di corsa all'ospedale del San Paolo, ma il proiettile aveva lesionato l'arteria femorale e i medici non poterono fare nulla per salvarla.

E ora, per ricordare per sempre a tutti l'inutilità e l'insensatezza di certe situazioni, un giardino ricorderà a tutti il nome di Maria Colangiuli, prima che possa essere dimenticata.

«Al Consiglio di Municipio ho chiesto di approvare una delibera a mia firma che desse inizio al processo di intitolazione di uno dei giardini che si stanno realizzando in questi giorni di fronte la sede del Municipio in memoria di Colangiuli Maria - dichiara il presidente del Municipio III, Massimo Spizzico - In tanti si chiederanno chi è la signora Maria Colangiuli? Sono ormai trascorsi oltre 17 anni, ma chi ha sparato quel colpo verso la signora Maria Colangiuli non è stato mai individuato e arrestato. La 70enne è una vittima innocente della guerra tra clan che, in quegli anni, portava sangue e morte nel quartiere. Fu proprio lì nella sua casa, nel posto più sicuro dove ogni mamma protegge i suoi figli che la signora Maria fu ferita a morte. In quei giorni fu coinvolta tutta la comunità del quartiere San Paolo che scese in strada e fece una lunga fiaccolata. Con l'approvazione della delibera di Consiglio, non restituiremo giustizia a quella brutale morte, ma vogliamo ricordare la signora Maria come la mamma di tutti, ed è per questo che in sua memoria daremo il nome ad un giardino del quartiere»
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