L'arresto di Eugenio Palermiti
L'arresto di Eugenio Palermiti
Cronaca

Arrestato a Bari lo storico boss di Japigia: in carcere Eugenio Palermiti

Ai vertici dell'omonimo clan, fu mandante, nel 2013, di un agguato armato nei confronti di Teodoro Greco

È caduto pure l'ultimo boss, a Japigia, dopo Savino Parisi, detenuto dal 2016. Questa mattina, infatti, con l'arresto di Eugenio Palermiti, il quartiere si è risvegliato senza più padroni (anche suo figlio e erede designato, Giovanni, è in carcere dove sta scontando la condanna all'ergastolo per l'omicidio di Walter Rafaschieri).

Il boss, 69 anni, libero, ma sottoposto alla sorveglianza speciale, è tornato in cella: «U 'Nonn», infatti, secondo il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore, è considerato il mandante di un agguato avvenuto nel rione Japigia nel novembre 2013, nei confronti di Teodoro Greco, incensurato dipendente di una ditta del posto di distribuzione di giornali. La vittima fu colpita alle gambe da due colpi di arma da fuoco che gli procurarono diverse fratture.

L'uomo, ben inserito nel tessuto sociale cittadino, in ragione del ruolo di responsabilità rivestito in un'agenzia giornalistica di distribuzione di quotidiani e periodici aveva concesso favori al boss, ma poi aveva deciso di smettere. Per questo («Non lo stava più facendo mangiare», le parole del collaboratore Domenico Milella), Palermiti avrebbe incarico Milella e Filippo Mineccia di «sparargli alle gambe appena lo avesse trovato , pure con un colpo solo, soltanto per farlo spaventare».

Per gli inquirenti, il movente dell'aggressione era «indurre la vittima a chiedere proprio a lui aiuto e protezione per l'agguato subìto». Il 69enne è anche accusato di atti persecutori e violenza privata, aggravati dal metodo mafioso, commessi tra 2021 e 2022 nei confronti di tre aspiranti collaboratori di giustizia e dei familiari.
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