
Cronaca
Tassisti in piazza a Bari: "No alle multinazionali"
Critiche a Uber e agli Ncc che contro le regole svolgono servizio di piazza
Bari - martedì 13 gennaio 2026
11.15
Tassisti in piazza questa mattina a Bari. La protesta delle auto bianche legata alla presenza delle multinazionali che usano gli ncc come servizio di piazza, andando oltre le regole.
"Da tempo chiediamo al Governo e ai Ministeri competenti d'intervenire per completare una Legge dello Stato che deve contrastare l'abusivismo nel trasporto pubblico locale non di linea - scrivono in una nota -. Ma il Governo resta a guardare, i Ministeri non intervengono e i parlamentari giocano a rimpiattino con il nostro futuro e i nostri sacrifici. Nel frattempo, le multinazionali cannibalizzano il servizio pubblico taxi, calpestando i diritti di chi lavora ogni giorno sulla strada e mettendo a rischio l'utenza attraverso i loro algoritmi".
"Da anni l'inerzia delle istituzioni ci danneggia - aggiungono - e permette alle piattaforme delle multinazionali, in totale impunità, di accrescere i loro profitti esentasse. Non c'è più tempo per i giri di parole, se il Governo non interviene si dimostrerà complice delle multinazionali. Se non basterà questa giornata di sciopero altre ne seguiranno, finché non ci sarà il pieno rispetto dei nostri diritti".
Tra le sigle sindacali che hanno aderito alla protesta c'è anche Usb che sottolinea: "La protesta denuncia le manovre politiche e gli interessi delle multinazionali, con un attacco specifico a piattaforme come Uber, accusate di elusione fiscale. Secondo i tassisti, il fatturato di Uber Italy equivale a quello di oltre 450 licenze, ma con un gettito fiscale irrisorio per lo Stato. Un paradosso accentuato dalla scelta di Milano-Cortina 2026 di sceglierla come sponsor dei trasporti olimpici. Vogliamo un servizio governato dalle comunità, non da algoritmi. Quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto".
"Da tempo chiediamo al Governo e ai Ministeri competenti d'intervenire per completare una Legge dello Stato che deve contrastare l'abusivismo nel trasporto pubblico locale non di linea - scrivono in una nota -. Ma il Governo resta a guardare, i Ministeri non intervengono e i parlamentari giocano a rimpiattino con il nostro futuro e i nostri sacrifici. Nel frattempo, le multinazionali cannibalizzano il servizio pubblico taxi, calpestando i diritti di chi lavora ogni giorno sulla strada e mettendo a rischio l'utenza attraverso i loro algoritmi".
"Da anni l'inerzia delle istituzioni ci danneggia - aggiungono - e permette alle piattaforme delle multinazionali, in totale impunità, di accrescere i loro profitti esentasse. Non c'è più tempo per i giri di parole, se il Governo non interviene si dimostrerà complice delle multinazionali. Se non basterà questa giornata di sciopero altre ne seguiranno, finché non ci sarà il pieno rispetto dei nostri diritti".
Tra le sigle sindacali che hanno aderito alla protesta c'è anche Usb che sottolinea: "La protesta denuncia le manovre politiche e gli interessi delle multinazionali, con un attacco specifico a piattaforme come Uber, accusate di elusione fiscale. Secondo i tassisti, il fatturato di Uber Italy equivale a quello di oltre 450 licenze, ma con un gettito fiscale irrisorio per lo Stato. Un paradosso accentuato dalla scelta di Milano-Cortina 2026 di sceglierla come sponsor dei trasporti olimpici. Vogliamo un servizio governato dalle comunità, non da algoritmi. Quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto".



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