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Puglia, con l'emergenza Covid aumentano le truffe: "A rischio 425mila anziani"

Coldiretti Puglia chiede l’istituzione di un tavolo regionale della terza età presso l'assessorato al welfare

Con l'emergenza Covid che ha ridotto spostamenti e contatti aumenta il rischio truffe per 425mila anziani over 70 in Puglia, di cui 147mila vivono con pensioni minime di circa 516 euro, con uno scenario che si aggrava nelle aree rurali più difficili da presidiare. È quanto denuncia Coldiretti Puglia, sulla base di una analisi dell'Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Istat, con la pandemia da Covid che ha generato ansia e apprensione per il futuro e la salute nelle persone più vulnerabili e sensibili e gli anziani, in particolare quelli soli, sono fra i soggetti più esposti a queste dinamiche e quindi più a rischio di truffe da parte di associazioni criminali che ne vogliono approfittare per rubare risparmi, gioielli e ricordi di famiglia.

"È grave il disagio avvertito dai nostri anziani, presenza vitale nelle campagne, a forte rischio truffe e raggiri, con una condizione già ai limiti della fascia di povertà per le pensioni minime e con uno Stato Sociale sempre meno attento ai loro bisogni e a quelli delle loro famiglie", lamenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
I delinquenti agiscono di sorpresa e negli orari in cui figli e nipoti sono al lavoro o a scuola e quindi meno rintracciabili rapidamente. Il 60% degli anziani – analizza Coldiretti Puglia, sulla base dei dati forniti da Uecoop - abita nello stesso comune del figlio, più di 1 su 5 (20,9%) vive con i figli, il 15,1% nello stesso caseggiato e il 25,8% entro un chilometro, mentre solo lo 0,9% ha figli all'estero e il 5% a più di 50 chilometri secondo l'Istat. Tra quelli che vivono da soli e hanno figli il 56,4% è abituato a incontrare i figli ogni giorno. Inoltre due anziani su tre hanno almeno un nipote con il quale, nel 40% dei casi, si vedono ogni settimana.

Al fine di una migliore programmazione socio-sanitaria, Coldiretti Puglia ha proposto l'istituzione di un tavolo regionale della terza età presso l'assessorato al welfare, al fine di condividere le scelte per la riformulazione del piano regionale delle politiche sociali e darne piena attuazione negli ambiti territoriali pugliesi. I continui tagli apportati alla spesa sociale – denuncia Coldiretti Puglia - la notevole riduzione del Fondo per la non autosufficienza stanno scaricando sulle famiglie l'inadeguatezza dei servizi pubblici per gli anziani e per i non autosufficienti e stanno minando la stessa qualità della vita dei nostri pensionati, una risorsa e un patrimonio da salvaguardare.
La presenza degli anziani all'interno della famiglia in generale, e di quella agricola in particolare, è stata considerata come una forma arcaica da superare mentre con la crisi – sostiene Coldiretti Puglia – si sta dimostrando fondamentale per affrontare le difficoltà economiche e sociali di molti cittadini. La solidarietà tra generazioni sulla quale si fonda l'impresa familiare è – aggiunge Coldiretti Puglia – un modello vincente per vivere e stare bene insieme e non un segnale di arretratezza sociale e culturale come è stato spesso affermato. Le pensioni aiutano i bilanci per più di una famiglia su tre con la presenza dei nonni in casa che viene giudicata positivamente per il contributo economico e sociale che sono in grado di offrire in un momento di difficoltà.
Da qui la necessità di intervenire per tutelare gli anziani, patrimonio di esperienza e ausilio vitale nelle famiglie, recuperare il potere di acquisto delle pensioni più basse – afferma Coldiretti Puglia – eliminare ogni forma di discriminazione fra lavoratori dipendenti ed autonomi anche per quanto attiene gli assegni familiari, riconoscere un sostegno per le famiglie che si fanno carico di accudire in casa gli anziani con disabilità e/o non autosufficienza, definire i livelli essenziali di assistenza, potenziare i servizi di prevenzione presso gli ambulatori di medicina generale allo scopo di assicurare, agli anziani a basso reddito, gli accertamenti diagnostici in forma ambulatoriale, con riduzione delle liste di attesa, dei ricoveri in ospedale e della spesa sanitaria.
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