Progetto Stimare
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Territorio

Monopoli, una webcam per monitorare l'erosione a Porta Vecchia

Damiani, Politecnico di Bari: "Con il progetto Stimare cercheremo di studiare anche nuovi interventi per allungare la vita di questa spiaggia"

Proseguono le attività di studio e di ricerca sugli effetti dell'erosione costiera in Puglia. A Monopoli dopo la rigenerazione, i primi giorni di agosto, della spiaggia pubblica di "Cala Porta Vecchia", a sud, all'esterno della cinta muraria è stata posizionata una Web-Cam utile alle azioni di monitoraggio post-opera per analizzare gli spostamenti della linea di riva. E' stata avviata una collaborazione tra il Politecnico di Bari e l'amministrazione comunale per il monitoraggio dell'intervento e da pochi giorni ogni tre ore uno scatto documenta un instante preciso della spiaggia che viene immagazzinato in una raccolta di immagini analizzate in laboratorio attraverso una serie di processi, che calcolano come varia la linea di riva di un'area specifica. Tra questi la geo-referenziazione, che si basa su punti di riferimento fissi, e l'orto-rettifica per correggere le misure deformate dalle immagini distorte e non ortogonali che restituisce la stessa web cam.

Queste azioni sono state sperimentate e collaudate adesso si punta a realizzare un pacchetto finito per poter dire di ogni spiaggia, pubblica o privata, come varia la linea di riva. L'obiettivo è aumentare il più possibile l'estensione e l'osservazione per creare una sorta di osservatorio regionale dove confluiscono, in un unico server, tutti i dati raccolti dalle webcam. Un sistema di monitoraggio per raccogliere un patrimonio di dati sul litorale pugliese non indifferente. Grazie al Progetto Stimare, studio concepito dal Politecnico di Bari e dall'Università di Bologna, dallo scorso giugno sono iniziati lo studio e la ricerca sul fenomeno dell'erosione costiera e la scomparsa di alcune spiagge pugliesi da nord a sud. Con la collaborazione di titolari di stabilimenti balneari, turisti, cittadini e residenti delle aree costiere si stanno svolgendo sondaggi per comprendere quanto si conosce il fenomeno dell'erosione costiera e, che percezione si ha, a partire dal grado di rischio. I sondaggi iniziati a giugno ed ancora in corso ha raccolto in questa estate, grazie all'opera di 16 studenti del Politecnico di Bari, quasi un migliaio di interviste tra cittadini e fruitori delle spiagge e circa 60 realizzate con i gestori dei balneari. Ciò permetterà alla ricerca di comprendere se la percezione del rischio da parte di non addetti ai lavori è amplificata o ridotta rispetto al rischio reale e di avviare, sulla base dei risultati raccolti tramite le interviste, delle campagne informative.

Il Progetto Stimare di durata biennale è coordinato, per la Puglia, dal prof. Leonardo Damiani del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e Chimica del Poliba ed è finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è elaborato e promosso dal Politecnico di Bari e dall'Università di Bologna con il coinvolgimento diretto dei comuni di Margherita di Savoia (Puglia) e Riccione e Cervia (Emilia-Romagna) mira all'individuazione di strategie innovative per contrastare il rischio dell'erosione costiera.

"Il Progetto Stimare spiega il professor Damiani - finanzia studi e ricerche su interventi innovativi di gestione delle cose e noi abbiamo ritenuto che questo fosse un intervento innovativo. Aver ricostruito una spiaggia non vuol dire conferire stabilità a quella spiaggia, quindi siamo consapevoli che nel tempo la spiaggia ricostruita si ridurrà di estensione. Adesso si tratta di capire intanto in quanto tempo e nel caso in cui il tempo sia molto breve tanto da sostenere che l'opera è finanziariamente non sostenibile, individuare le azioni a basso impatto ambientale per allungare il tempo di vita dell'intervento. Ci auguriamo che la web cam possa rimanere definitivamente. Stiamo lavorando per creare un sistema standardizzato di video monitoraggio e per estendere la pratica il più possibile sul territorio regionale in maniera tale da monitorare tutta la costa. Si può creare una rete di monitoraggio che ci dia il termometro della situazione di una gran parte del litorale e questo ovviamente è fondamentale come dato di input per qualsiasi progetto. Anche per tarare i modelli matematici non abbiamo dati di evoluzione degli ultimi 10 anni, ci siamo accorti che alcune spiagge nel tempo erano sparite, altre spiagge si erano ridotte. E quindi la dinamica nel corso degli anni non la conosciamo mentre così facendo attraverso modelli di ricostruzione possiamo fare studi sull'interazione tra le onde e la spiaggia".
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