mostra icone russe
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Eventi e cultura

"L'Icona Russa: Preghiera e Misericordia”. Al Castello di Bari l'arte sacra tra Oriente e Occidente

L'esposizione dal 1 maggio al 30 giugno. Decaro: «Con la Russia costruiamo rapporti culturali, religiosi e commerciali»

Trentasei icone russe dei secoli XVII e XVIII dal valore inestimabile in mostra al Castello Normanno-Svevo-Angioino di Bari. Da domani, 1 maggio 2018, fino al 30 giugno la nostra città ospiterà la mostra "L'icona russa: Preghiera e Misericordia", dedicata al 320° anniversario dell'avvio delle relazioni ufficiali tra la Federazione Russa e il Sovrano Ordina di Malta. Un progetto espositivo patrocinato dalla Regione Puglia, dal Comune di Bari e dall'Ambasciata della Federazione Russa presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta.

La mostra è stata presentata questa mattina alla stampa presso le sale del Castello di Bari: l'iniziativa porterà nel capoluogo pugliese opere preziosissime far conoscere ai visitatori l'arte delle icone russa e di favorire il consolidamento del rapporti culturali tra Europa e Russia. Per la tappa pugliese è stata prevista una pregiata aggiunta: un'icona del XIV secolo che riproduce un San Nicola nato nel nord della Russia, rara interpretazione regionale dell'iconografia del santo che unisce la bellezza di un'immagine misericordiosa e l'ascetismo.

«Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere la mostra nelle sale del Castello - dice il sindaco Antonio Decaro durante la conferenza stampa. La "felice Bari" è ricordate nei canti ortodossi, e il nostro rapporto con la Russia è forgiato sul culto nicolaiano che nei prossimi giorni ci apprestiamo a onorare. Negli scorsi mesi ho accompagnato una reliquia di San Nicola in Russia e mi sono reso conto del fortissimo culto verso il nostro patrono. La nostra è un'identità forte, che fa di Bari una città accogliente, il luogo dell'ecumenismo religioso. Qui negli ultimi anni si sono svolti eventi importanti per entrambi i paesi: penso al vertice italo-russo del 14 marzo 2007 e penso al 1 marzo 2009, quando il presidente Napolitano restituì a Medvedeev le chiavi della chiesa russa di Bari. Le relazioni con la Russia per noi sono una grande opportunità, che si inserisce nel solco di un rapporto che si consolida sempre più. Tra pochi giorni ospiteremo a Bari il consolato russo e da giugno partirà un collegamento aereo diretto tra Bari e Mosca. Vogliamo fondare la nostra relazione su scambi religiosi, culturali ed economici».

«Il volo Bari Mosca è uno degli elementi che possono rafforzare questa privilegiata relazione - fa eco Loredana Capone, assessore regionale alla Cultura e Turismo. Ma è solo l'ultima iniziativa di una serie di attività culturali che la ragione vuole favorire: da questa mostra al turismo, fino all'unione delle due chiese. La visita del Papa a Bari il prossimo 7 luglio agevola le relazioni in questa città. La Regione Puglia è al fianco di questi progetti culturali che sono motivo di crescita per la nostra comunità».

«Questa è una mostra particolare - continua Alexander Avdeev, ambasciatore russo presso il Vaticano e l'Ordine di Malta. È importante essere insieme, rispondendo alle minacce di guerra e terrorismo, povertà e destabilizzazione. Questa mostra è un segno spirituale e della amicizia tra cattolici e ortodossi». «Cultura e arte sono le chiave per aprire il cuore dei russi - dice Antonio Zanardi Landi, rappresentante diplomatico del sovrano Ordine militare di Malta. Questa esposizione celebra il legame che esiste tra Ordine di Malta e Russia. Bari è un pezzo importante della storia e della religiosità del popolo russo; è una porta che permette un contatto con l'Italia e l'Europa».

«Siamo felici di aver organizzato un evento così grande - conclude Michail Abramov imprenditore, mecenate e proprietario del Museo privato dell'Icona russa di Mosca, presso il Vaticano. L'interesse verso l'iconografia russa in Italia è molto grande, ed è solo uno degli elementi che dimostrano l'interesse dell'Italia all'amicizia con la Russia. Sono convinto che la missione che portiamo avanti sia importante in questo periodo storico molto difficile». «Il periodo che abbiamo scelto per questa mostra - chiosa Lilija Evseeva, direttrice della sezione di studi e ricerche scientifiche del Museo Andrey Rublev e curatrice della mostra - è considerato ancora "medioevo" per i russi. Tra XVII e XVIII secolo lo Zar Pietro il Grande iniziò a muovere i primi passi verso l'Occidente».
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