Michele Emiliano
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Territorio

Inceneritore Newo, Emiliano si unisce al fronte del No

Il presidente della Regione Puglia in una nota chiede di "rivalutare la procedura autorizzativa"

Il presidente della Regione Puglia finalmente rompe il silenzio sulla questione dell'inceneritore. Dopo essere più volte stato sollecitato dalle diverse associazioni contrarie all'impianto, dopo i diversi incontri in cui il sindaco di Bari e quello di Modugno si sono detti contrari, anche Emiliano si accoda e dice no all'impianto di ossido-combustione. E lo fa con una nota in cui chiede espressamente agli uffici di rivalutare le autorizzazioni concesse anche sulla base della contrarietà del sindaco Decaro e dell'indisponibilita di poter inviare alla nuova struttura rifiuti da parte di Amiu.

«Facendo seguito al comunicato relativo alla realizzazione del nuovo impianto Newo nell'area industriale di Bari - si può leggere nella nota - il Presidente della Regione Puglia ha chiesto ai propri Uffici una rivalutazione della Procedura autorizzativa alla luce delle direttive politiche e tecniche di cui all'emanando Piano Regionale dei Rifiuti. Alla luce, peraltro, delle dichiarazioni pervenute da parte del Sindaco di Bari, ovvero della indisponibilità all'utilizzo dei rifiuti provenienti dall'impianto AMIU di Bari, considerato inoltre che comunque non vi sarebbe un fabbisogno utile da soddisfare, come riscontrato dall'Agenzia Regionale preposta alla gestione dei flussi di rifiuti, si ritiene che ogni iniziativa debba essere subordinata ad una rivalutazione complessiva di Piano nel rispetto delle norme connesse alla valutazione ambientale strategica. Detto impianto, in assenza delle predette condizioni, dovrebbe in tal modo gestire flussi extraregionali, fatto che non collima con le direttive strategiche emanate dalla Regione Puglia, con delibera di Giunta dello scorso maggio, che viceversa prevedono la chiusura del ciclo attraverso l'utilizzo di impianti prevalentemente pubblici e funzionali alla gestione integrata delle diverse matrici di rifiuti nel rispetto delle direttive europee di settore».
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