
Attualità
“Gaia blu” nel porto di Bari: Perlino e Petruzzelli a bordo della nave da ricerca del CNR
Petruzzelli: «Questo progetto analizza il nostro mare, gli effetti del cambiamento climatico, le temperature dell'acqua,la quantità di sale»
Bari - martedì 12 maggio 2026
12.34 Comunicato Stampa
Ieri mattina gli assessori comunali al Clima, Transizione ecologica e Ambiente, Elda Perlino, e alla Blue economy, Pietro Petruzzelli, sono saliti a bordo di Gaia Blu, la principale nave da ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraccata nel porto di Bari nell'ambito della campagna oceanografica EMSO-SA (European Multidisciplinary Seafloor and Water Column Observatory – Southern Adriatic).
L'iniziativa rappresenta un'importante occasione di approfondimento sulle attività di monitoraggio scientifico e osservazione del Mar Adriatico meridionale, svolte attraverso una delle più avanzate infrastrutture di ricerca italiane ed europee dedicate alle scienze marine.
Gaia Blu, lunga quasi 83 metri e dotata di tecnologie all'avanguardia, consente al CNR di condurre studi geologici, oceanografici, biologici e atmosferici nel Mediterraneo e negli oceani. La nave costituisce inoltre un modello di riferimento per la scienza aperta: i dati raccolti sono infatti FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable), accessibili e riutilizzabili dalla comunità scientifica internazionale.
La campagna EMSO-SA, coordinata dall'Istituto di Scienze Polari del CNR insieme all'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, è finalizzata alla manutenzione e al potenziamento di una rete europea di osservazione continua degli oceani. Sensori, boe e piattaforme oceanografiche ancorate fino a oltre mille metri di profondità raccolgono dati in tempo reale su temperatura, correnti, ossigeno e biodiversità marina, contribuendo a monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici e lo stato di salute degli ecosistemi marini.
Nel corso della visita, gli assessori hanno potuto osservare da vicino le attività svolte a bordo, dove la nave si trasforma in un vero laboratorio galleggiante: recupero e manutenzione degli strumenti sottomarini, analisi dei dati oceanografici, campionamenti d'acqua e operazioni scientifiche fondamentali per la costruzione di serie storiche affidabili sull'evoluzione dell'ambiente marino mediterraneo.
«È stato bello dare il benvenuto all'equipaggio di Gaia Blu - commenta Elda Perlino -, la nave su cui il CNR sviluppa progetti di ricerca molto importanti, mettendo in evidenza quanto il mare sia fondamentale non solo per l'economia e il turismo ma soprattutto perché punto di riferimento fondamentale per il nostro sistema e gli studi sui cambiamenti climatici. Esperienze come queste testimoniano il valore strategico della ricerca scientifica e dell'innovazione per il futuro del Mediterraneo. Monitorare il mare significa comprendere e affrontare con strumenti concreti le sfide poste dal cambiamento climatico, tutelare la biodiversità e rafforzare il rapporto tra città, comunità scientifica e sostenibilità ambientale».
«Oggi abbiamo avuto prova di quanto sia importante l'attività di ricerca - sottolinea Pietro Petruzzelli -. Questo progetto analizza il nostro mare, gli effetti del cambiamento climatico, le temperature dell'acqua, persino la quantità di sale qui a largo. Ciò che accade qui è strettamente collegato a quanto accade nell'alto Adriatico, ad esempio a Trieste. Attività di ricerca e monitoraggio come queste ci aiutano ad affrontare al meglio le sfide che ci attendono. Bari, città di mare, guarda con grande interesse a queste attività che rappresentano un patrimonio di conoscenza fondamentale per costruire politiche sempre più consapevoli e orientate alla blue economy e alla transizione ecologica».
L'iniziativa rappresenta un'importante occasione di approfondimento sulle attività di monitoraggio scientifico e osservazione del Mar Adriatico meridionale, svolte attraverso una delle più avanzate infrastrutture di ricerca italiane ed europee dedicate alle scienze marine.
Gaia Blu, lunga quasi 83 metri e dotata di tecnologie all'avanguardia, consente al CNR di condurre studi geologici, oceanografici, biologici e atmosferici nel Mediterraneo e negli oceani. La nave costituisce inoltre un modello di riferimento per la scienza aperta: i dati raccolti sono infatti FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable), accessibili e riutilizzabili dalla comunità scientifica internazionale.
La campagna EMSO-SA, coordinata dall'Istituto di Scienze Polari del CNR insieme all'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, è finalizzata alla manutenzione e al potenziamento di una rete europea di osservazione continua degli oceani. Sensori, boe e piattaforme oceanografiche ancorate fino a oltre mille metri di profondità raccolgono dati in tempo reale su temperatura, correnti, ossigeno e biodiversità marina, contribuendo a monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici e lo stato di salute degli ecosistemi marini.
Nel corso della visita, gli assessori hanno potuto osservare da vicino le attività svolte a bordo, dove la nave si trasforma in un vero laboratorio galleggiante: recupero e manutenzione degli strumenti sottomarini, analisi dei dati oceanografici, campionamenti d'acqua e operazioni scientifiche fondamentali per la costruzione di serie storiche affidabili sull'evoluzione dell'ambiente marino mediterraneo.
«È stato bello dare il benvenuto all'equipaggio di Gaia Blu - commenta Elda Perlino -, la nave su cui il CNR sviluppa progetti di ricerca molto importanti, mettendo in evidenza quanto il mare sia fondamentale non solo per l'economia e il turismo ma soprattutto perché punto di riferimento fondamentale per il nostro sistema e gli studi sui cambiamenti climatici. Esperienze come queste testimoniano il valore strategico della ricerca scientifica e dell'innovazione per il futuro del Mediterraneo. Monitorare il mare significa comprendere e affrontare con strumenti concreti le sfide poste dal cambiamento climatico, tutelare la biodiversità e rafforzare il rapporto tra città, comunità scientifica e sostenibilità ambientale».
«Oggi abbiamo avuto prova di quanto sia importante l'attività di ricerca - sottolinea Pietro Petruzzelli -. Questo progetto analizza il nostro mare, gli effetti del cambiamento climatico, le temperature dell'acqua, persino la quantità di sale qui a largo. Ciò che accade qui è strettamente collegato a quanto accade nell'alto Adriatico, ad esempio a Trieste. Attività di ricerca e monitoraggio come queste ci aiutano ad affrontare al meglio le sfide che ci attendono. Bari, città di mare, guarda con grande interesse a queste attività che rappresentano un patrimonio di conoscenza fondamentale per costruire politiche sempre più consapevoli e orientate alla blue economy e alla transizione ecologica».






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