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Politica

Doppia preferenza di genere, la Regione Puglia verso il sì. I commenti politici

Ieri l'approvazione in settima commissione dell'emendamento alla legge elettorale proposto dalla giunta. Si aspetta l'ok del consiglio

Elezioni Regionali 2020
La doppia preferenza di genere sulla scheda elettorale alle prossime regionali in Puglia è quasi realtà. Ieri la settima commissione consiliare ha dato il via libera all'emendamento alla legge elettorale regionale proposto dalla giunta; adesso si attende solo il via libera del consiglio regionale, previsto prima della tornata elettorale di settembre.

Fioccano i commenti politici, a cominciare dalla consigliera del Pd Anita Maurodinoia, che ha proposto per prima l'introduzione della modifica: «Nonostante la mia proposta – dice Maurodinoia - sia rimasta completamente ferma in Regione, non mi sono mai arresa e ho continuato ostinatamente, fuori dal Palazzo, con il tour il "Giro di Puglia per la maglia rosa della parità di genere", ad organizzare incontri, dibattiti e campagne pubblicitarie e, grazie al contributo di associazioni, movimenti politici e sindacati, siamo riusciti a creare un vero e proprio movimento di opinione trasversale, sia con oltre 10 mila cittadini che hanno sottoscritto la petizione a sostegno della mia proposta, sia con numerosi ordini del giorno dei Consigli comunali, con i quali hanno sollecitato la Regione Puglia a porre fine a questa antipatica disparità di genere».

«Un passo in avanti sicuramente importante ma non ancora decisivo - commenta il presidente di Italia in Comune alla Regione Puglia, Paolo Pellegrino. Ora sia il Consiglio regionale a dimostrare maturità politica e alto senso delle istituzioni approvando, a voto palese, una riforma elettorale che stabilisce equità e pari dignità nell'accesso alla vita politica. Noi come gruppo consiliare daremo pieno sostegno perché crediamo fortemente in questa legge, sulla quale tutte le forze politiche dovranno dire in Aula da che parte vogliono stare. Noi vogliamo stare dalla parte delle regole, delle regole uguali per tutti, senza alcuna disparità. L'approvazione della nuova legge elettorale può diventare il tratto distintivo di questa legislatura ormai ai titoli di coda. Perciò si evitino inutili giochetti e ripensamenti. In ogni caso l'atavico gap uomo-donna non si risolve solo con una legge elettorale, ma anche con interventi strutturali su welfare, maternità, occupazione e politiche familiari. Per questo la prossima legislatura regionale, indipendentemente da chi sarà forza di governo, metta in agenda questi temi per continuare il cammino appena iniziato».

«Finalmente in VII Commissione si è fatto un passo avanti per arrivare all'introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale pugliese - dice Grazia Di Bari, consigliera del Movimento 5 stelle e vice presidente della VII commissione. Una modifica necessaria per adeguarsi alla legge nazionale e a quanto stabilito dai principi costituzionali, senza la quale rischiamo di esporre la Regione a ricorsi che potrebbero portare perfino all'annullamento del voto. Per senso di responsabilità abbiamo ritirato la nostra proposta di legge e votato il disegno di legge della Giunta, ma non transigiamo sull'emendamento già depositato oggi e che ripresenteremo in aula: l'esclusione delle liste che nella composizione non rispettino la percentuale prevista di presenza dei due generi, ovvero 60% - 40%, invece della sola sanzione pecuniaria attualmente prevista. Così come non accetteremo emendamenti come quello di cui abbiamo sentito parlare anche oggi per introdurre la sospensione della carica di consigliere se si è nominati assessori. La parità di genere non può essere merce di scambio per aumentare le poltrone. Dopo l'approvazione in commissione di quello che doveva essere il primo provvedimento della legislatura ed invece è diventato l'ultimo, solo grazie all'intervento del M5S e del Governo nazionale, auspichiamo in aula non ci siano scherzi sul voto segreto. Siamo consapevoli che sia una legittima prerogativa dei consiglieri, ma non ci fidiamo della maggioranza che già una volta nella passata legislatura ne ha approfittato per bocciare l'introduzione della doppia preferenza. E visto che il voto segreto li spaventa così tanto da farsi appelli reciproci a non chiederlo, è chiaro come siano loro i primi a temere sgambetti interni. Niente di nuovo vista la compattezza che li ha sempre (non) contraddistinti».

Il consigliere regionale di Senso Civico – Un nuovo Ulivo per la Puglia, Ernesto Abaterusso, commenta così: «L'approvazione in VII commissione della doppia preferenza di genere va nella direzione da noi da tempo auspicata: quella di rimuovere gli ostacoli all'accesso delle donne in Consiglio regionale. È un risultato, quello di oggi, frutto di un lavoro di sintesi da parte di tutti i consiglieri regionali che ci ha permesso di raggiungere, dopo un percorso lungo e articolato, un primo importante traguardo in una battaglia di civiltà per riaffermare quei principi di equità e democraticità che la massima assise pugliese non poteva continuare ad ignorare. Ora la parola passa al Consiglio regionale. Ci auguriamo che anche in quella sede prevalga il buonsenso e vi sia la più ampia convergenza di tutte le forze politiche presenti in Aula affinché si possa contribuire, insieme, alla stesura di una bella pagina di democrazia e partecipazione».

«Sulla doppia preferenza di genere il dado è tratto. Oggi abbiamo fatto un scatto di dignità a favore della istituzione Regione Puglia - ha dichiarato il consigliere regionale del Pd, Michele Mazzarano. Auspico che l'ufficio di presidenza convochi quanto prima il prossimo Consiglio regionale per consentire di approvare definitivamente la nuova legge elettorale. A giudicare dalle dichiarazioni pubbliche rese in questi ultimi mesi e nelle recenti settimane sono certo di un voto favorevole a larga maggioranza. Le cittadine ed i cittadini pugliesi hanno il diritto di avere questa legge e hanno anche il diritto di sapere chi la vuole davvero e chi è contrario. Si tratta di una questione culturale e politica, non certo di coscienza. Per questo ho già chiesto che nessuno dei consiglieri chieda il voto segreto. Questo è il momento della responsabilità verso la comunità pugliese, accantonando i calcoli dei singoli e le convenienze elettorali. Tutti i gruppi politici hanno il dovere, di fronte ai richiami del Governo nazionale rivolti alla Puglia, di fare un passo avanti e di privilegiare l'interesse generale. Va dato atto, a questo proposito, al Movimento 5 Stelle di aver accolto l'invito del presidente Conte per dotare la Puglia della legge con la doppia preferenza, sulla quale si erano sempre detti contrari e di aver votato favore del disegno di legge della giunta regionale. In aula voterò a favore dell'emendamento già presentato dal M5S che prevede il rigoroso rispetto della proporzione di genere 60/40 nella composizione delle liste, pena la non ammissibilità delle stesse, esattamente come prevede la legge elettorale della Regione Campania».

«Un importante passo avanti verso una legge elettorale che preveda la parità di genere alla Regione Puglia con il via libera alla doppia preferenza - dice Peppino Longo, vicepresidente del Consiglio regionale e presidente di Realtà pugliese. Spero che l'iter di quello che appare un percorso ad ostacoli, possa proseguire spedito per mettere la parola fine a una situazione intollerabile davanti alle più che legittime richieste della commissione Pari opportunità che chiede con forza un principio di parità tra i sessi". E a proposito della commissione Pari Opportunità, Longo ricorda di aver partecipato ad una conferenza stampa della presidente Patrizia Del Giudice, a dicembre dello scorso anno, per sollecitare per l'ennesima volta la politica regionale "a dare un colpo di spugna a questa grande ingiustizia contraria alle regole basilari della democrazia».

Nel corso della seduta della commissione Affari istituzionali, il consigliere regionale Giannicola De Leonardis ha presentato un emendamento al disegno di legge varato dalla giunta inerente la riforma della legge elettorale, per sostenere l'ineleggibilità alla carica di consigliere regionale degli amministratori delle aziende collegate o controllate dalla Regione, nonché dei consulenti a qualsiasi titolo nominati dal presidente e dai componenti l'esecutivo. L'emendamento è stato bocciato dalla maggioranza di centrosinistra. «Tanti non eletti in questa legislatura sono stati poi nominati nei consigli di amministrazione delle società e dei consorzi legati alla Regione - commenta De Leonardis. Persone candidate una prima volta, parcheggiate nei consigli di amministrazione, per essere adesso nuovamente ricandidate. Stavo leggendo in proposito che l'illustre virologo che così tanto lustro ci ha garantito ha avuto la consulenza dall'Ares per 120mila euro, e una dotazione finanziaria per fare una bella campagna elettorale, e mi dispiace per gli altri candidati nella sua stessa lista. Adesso, dopo i risultati ottenuti, pensa di sconfiggere non solo il virus ma anche noi che politicamente siamo collocati da un'altra parte. L'igiene politica, per restare in tema sanitario, dovrebbe quindi indurre, prima della candidatura, alle dimissioni da consulente, per fare poi una campagna elettorale così come gli altri candidati. Senza andare in televisione come virologo della Regione Puglia, smettendo di fare una passerella continua, tra l'altro ben pagata. Per questo invito i colleghi, per le ragioni che loro hanno motivato a proposito della parità di accesso di uomini e donne alla competizione elettorale, a votare allora perché ci sia una parità di accesso anche per noi, dando a tutti la possibilità di confrontarsi alle medesime condizioni di partenza. Senza privilegi, senza avere possibilità economiche diverse, senza un incarico che consente di avere forse un vantaggio in campagna elettorale. E invito tutti a votare l'emendamento all'unanimità».
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