stamattina la sigla del protocollo Inps per tutti
stamattina la sigla del protocollo Inps per tutti
Servizi sociali

Contrasto alla povertà, firmato il protocollo Comune di Bari-Inps

Un'alleanza interistituzionale che metterà a disposizione dell'istituto previdenziale gli spazi welfare cittadini per consulenze settimanali

Un accordo fra Comune di Bari, Inps e la rete associativa Alleanza contro la povertà in Puglia: prende il via il progetto "Inps per tutti" con la firma del protocollo fra il sindaco di Bari Antonio Decaro, il direttore nazionale dell'Inps Pasquale Tridico e Antonella Morga, responsabile di Alleanza contro la povertà in Puglia. Si tratta di un'alleanza interistituzionale che rappresenta la volontà degli enti coinvolti di mettere in campo tutte le risorse e le azioni necessarie per implementare le misure di contrasto alla povertà sul territorio cittadino e metropolitano.

Inps, infatti, intende realizzare una rete con le istituzioni, le organizzazioni, le associazioni presenti sul territorio, che meglio conoscono le fragilità e le povertà, per rimuovere gli ostacoli, anche burocratici, che impediscono la piena tutela dei bisogni sociali ed economici del singolo e delle famiglie. L'amministrazione comunale, da parte sua, metterà a disposizione alcuni luoghi legati al settore welfare/servizi alla persona, dove personale Inps potrà recarsi, con cadenza settimanale, per offrire consulenza e supporto agli utenti in situazioni di necessità nell'accesso alla platea dei servizi dell'Istituto di previdenza sociale.

Il personale Inps fornirà anche aiuto nella compilazione delle richieste, ad esempio per ottenere il pin o per alcune prestazioni assistenziali quali l'assegno familiare, il bonus bebè, il premio nascita, il bonus asilo nido, il reddito di cittadinanza, l'Isee, l'invalidità civile e/o indennità di frequenza. Da subito saranno a disposizione due sedi di proprietà comunale: l'ufficio di piazza Chiurlia, dove ha sede la Pua (Porta unica di accesso dei servizi socio-sanitari) della ripartizione Servizi alla persona del Comune di Bari, e una Casa di Comunità, gestita dalla Caritas di Bari e dalla cooperativa Equal Time.

L'Alleanza contro la povertà in Puglia, dal canto suo, promuoverà, attraverso le associazioni di volontariato aderenti alla rete, la divulgazione dei contenuti del protocollo per agevolare la fruizione dei servizi da parte dei cittadini e il contatto con gli "info point" allestiti e rendere disponibili, sulla base delle effettive disponibilità delle associazioni operanti sul territorio, eventuali ulteriori sedi per l'attività informativa, nonché risorse umane e strumentali da destinare agli info-point, previa intesa con il Comune di Bari. In un secondo momento il Comune di Bari supporterà le attività di progetto attraverso la somministrazione di un questionario tra gli utenti del sistema del Welfare della città di Bari, con l'obiettivo di avviare una fase di rilevazione e monitoraggio dei reali bisogni dei cittadini e di nuove forme di povertà che attualmente rischiano di non incrociare i servizi socio-assistenziali.

Decaro: «Comunità forte è quella in cui nessuno resta indietro»

«Una comunità forte - ha commentato Antonio Decaro a margine della firma - è una comunità in cui i cittadini si chiedono cosa possono fare per gli altri prima ancora di domandarsi cosa possono ricevere. Una comunità forte è quella in cui nessuno resta indietro o, se succede, c'è sempre qualcuno che si ferma a tendergli la mano. Questo è l'obiettivo a cui stiamo lavorando in questi anni, questo è il senso di tanti progetti portati avanti fino ad oggi, dalle Case di comunità alle Reti civiche urbane, dalle misure di ascolto e prevenzione per il disagio degli anziani all'affido dei minori stranieri non accompagnati, fino al job center Porta futuro, con cui già nel 2015 abbiamo sperimentato le prime forme di sostegno al reddito con il coinvolgimento lavorativo del cittadino in aziende private del nostro territorio. E in ognuno dei processi attivati c'è una componente importante, quella della prossimità del servizio ai cittadini, che in tanti casi ha fatto la differenza nel decretare il successo di una misura. Per questo ci siamo resi immediatamente disponibili a siglare questo protocollo che, nella sostanza, intende avvicinare l'offerta dei servizi sociali ai bisogni dei cittadini. Porteremo consulenti e personale esperto laddove c'è una richiesta, diminuendo ulteriormente la distanza tra una istituzione importante come Inps e i cittadini, facilitando così l'accesso ad una serie di misure che davvero possono fare la differenza per chi vive una condizione di difficoltà».

«Una grande soddisfazione aver portato questo progetto nella città di Bari - ha detto Pasquale Tridico -, perché le istituzioni non possono essere indifferenti al disagio e alla povertà estrema. Abbiamo i mezzi e le risorse per riuscire a incidere alleviando le condizioni di vita di queste persone, ma spesso quel che manca è la conoscenza rispetto ai diritti, e in questo anche la burocrazia ha le sue responsabilità. Per rompere questi ostacoli burocratici abbiamo deciso di andare dove c'è maggior bisogno: nei luoghi del welfare e del volontariato, dove crediamo sia necessario intercettare le persone per informarle sui servizi che lo Stato garantisce. Il nostro Istituto sta attraversando una fase di trasformazione di cui sono particolarmente orgoglioso: sin dalla sua fondazione ha accolto una enorme platea di cittadini - dai percettori dell'indennità di disoccupazione ai pensionati - ma ha perso un pezzo importante della società, rappresentato da coloro che nel mondo del lavoro non sono mai riusciti ad entrare. Ed è questi ultimi che vogliamo rivolgersi attraverso una presenza più capillare sul territorio con "INPS per tutti": lo abbiamo fatto a Roma, Torino, Bologna, Milano, Napoli e adesso qui a Bari, poi Palermo e Catania».

«Alleanza contro le povertà - ha proseguito Antonella Morga - ha salutato con grande favore questa collaborazione perché solo costruendo un'alleanza forte tra istituzioni, associazioni e mondo del volontariato sarà possibile fare la differenza e offrire alle persone una speranza concreta e un'opportunità di riscatto. La nostra rete è formata da 34 tra organizzazioni, associazioni e istituzioni ed è continuamente impegnata a sollecitare risposte efficaci a contrasto delle povertà, soprattutto quelle che riguardano l'infanzia. Nel nostro Paese, oggi, 1milione 200mila minori vivono sotto la soglia di povertà, comprendendo anche la povertà educativa, responsabile nel tempo di condizioni di marginalità ed esclusione. A queste persone vogliamo restituire non solo i diritti ma la possibilità stessa di riprendere a sentirsi pienamente cittadini, magari cambiando il proprio futuro».

«Come Caritas, insieme alla cooperativa Equal Time, abbiamo dato la nostra disponibilità per continuare a vivere questa dimensione unitaria che vede insieme istituzioni e volontariato - ha sottolineato don Vito Piccinonna, direttore Caritas diocesana - perché quanto più sapremo dare risposte strutturate tanto più vedremo riemergere persone di cui altrimenti rischiamo di perdere le tracce. Per questo ringrazio i partner di questa iniziativa, perché abbattere le barriere significa tornare a dare centralità alle persone restituendo loro quella dignità che a tratti sembra smarrita anche a causa degli ostacoli legati alla burocrazia».

«La collaborazione oggi avviata - ha concluso Francesca Bottalico, assessore al Welfare - dimostra la capacità proattiva delle amministrazioni, ribaltando il rapporto classico tra istituzioni e cittadini: da parte nostra, come assessorato al Welfare, c'è la volontà di andare sempre più verso le persone, in un'ottica di prossimità, con la disponibilità ad avviare sportelli e momenti informativi e formativi presso i luoghi di incontro e cura delle persone più fragili, anche con il supporto delle nostre unità di strada. Dopo l'avvio dei primi due sportelli del progetto, d'accordo con l'INPS, estenderemo l'esperienza ad altri luoghi come i Municipi, le strutture di accoglienza, il servizio di ascolto e orientamento per poter raggiungere anche gli irraggiungibili, le persone che, pur avendo diritto a ricevere una serie di prestazioni, di fatto non si rivolgono ai servizi sociali o agli uffici pubblici. Si tratta di donne e uomini fragili che necessitano di essere accompagnati, accolti e sostenuti in un percorso che riguardi anche l'emancipazione personale e l'autonomia. Da anni nella nostra città lavoriamo al fianco delle associazioni e del privato sociale per mettere a fuoco con maggiore chiarezza i cambiamenti in atto sul fronte dei bisogni sociali, e oggi, ad esempio, riusciamo a monitorare costantemente le presenze sul territorio. Il progetto sarà preceduto da una fase nella quale gli operatori dell'INPS saranno formati sui servizi sociali erogati dal Comune e viceversa, in modo da riuscire ad offrire il maggior sostegno possibile a quanti ne hanno bisogno e rendere pienamente generativa questa collaborazione».
  • Antonio Decaro
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