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Alle Piscine Comunali il decimo Pranzo degli Abbracci di In.Con.Tra: «Ogni anno smuoviamo la coscienza di Bari»

Il Presidente Gianni Macina: «Il nostro è un lavoro che dura tutto l’anno»

La solidarietà non conosce pausa nemmeno il giorno di capodanno e, anzi, raddoppia in concomitanza delle feste, momento in cui il rischio di emarginazione si fa ancor più minaccioso. Giunta alla decima edizione, l'accoppiata Cena e Pranzo degli Abbracci ripropone anche quest'anno alle Piscine Comunali di Bari il festeggiamento di capodanno all'insegna della gratuità e del piacere di essere utili, coniugato con il sano divertimento che accomuna tutti a cavallo tra l'anno vecchio e il nuovo.

Protagonisti di questa splendida tradizione barese sono ancora loro, i volontari dell'associazione In.Con.Tra, che anche quest'anno hanno scelto di passare il 31 dicembre e il 1 gennaio a preparare e servire il pranzo agli homeless e alle famiglie indigenti che quotidianamente assistono nel loro percorso di vita.

Quella che va in scena alle Piscine Comunali non è solo una festa, ma è un vero e proprio arcobaleno di colori ed emozioni. Un passaggio in rassegna del bene più prezioso che si possa conoscere: l'umanità, che s'incontra senza filtri, sovrastrutture sociali o falsi moralismi.

«Anche quest'anno la manifestazione è riuscita particolarmente bene – ci spiega Gianni Macina, presidente di In.Con.Tra. Qui alle Piscine Comunali stiamo passando il capodanno insieme a oltre duecento ospiti, assistiti da quasi ottanta volontari, che sono giunti da tutta la Puglia per partecipare attivamente a quello che è ormai un evento di grande richiamo pubblico. Tengo a specificare che molti di loro non sono tesserati di In.Con.Tra, ma comuni cittadini che hanno scelto di passare un capodanno alternativo, rinunciando ai soliti bagordi per mettersi al servizio dei bisognosi. La cosa più bella è che, sia per la cena del 31 dicembre che per il pranzo del 1 gennaio, in contemporanea ci sono altri due punti in cui viene distribuito un pasto caldo: il CAPS comunale, che dopo il cambio di capitolato rimane aperto anche nei giorni festivi, e altri due punti legati al volontariato cattolico. Ieri sera è stato distribuita la cena presso il dormitorio, mentre per il pranzo di oggi si è attivata una parrocchia. Questo, secondo noi, è un grande successo: essere riusciti a smuovere le acque, le coscienze della città di Bari».

Un traguardo importantissimo per In.Con.Tra, che con sguardo retrospettivo prova a tirare le somme dei suoi primi dieci anni di attività: «Quando abbiamo iniziato a Bari non c'era nulla – continua Macina - se non un dormitorio da trenta posti letto gestito dalle suore di Madre Teresa di Calcutta. Il 31 dicembre e il 1 gennaio erano giorni come altri, e questa gente viveva la solitudine. Per noi è Natale ogni giorno dell'anno, e inizia con il recupero del cibo che distribuiamo alle famiglie da noi assistite. Sono circa trecento, infatti, i nuclei familiari che si affacciano al nostro "supermarket solidale" durante tutto l'anno, e chiaramente nel periodo delle feste ci sentiamo in dovere di assicurare loro la spesa tipica del Natale. Lo stesso dicasi di quel che facciamo per assicurare tutte le sere la cena ai senza fissa dimora; una vocazione che è possibile mettere in pratica grazie a una rete composta da una serie di realtà che si rendono sempre disponibili. Un'esigenza ancor più stringente durante il periodo di Natale o capodanno: come in ogni casa, anche qui, da dieci anni, c'è festa».

In questi dieci anni di attività sono tanti i cambiamenti che sono passati sotto gli occhi dei volontari di In.Con.Tra, probabilmente i veri possessori del termometro sociale della città di Bari. Le loro porte, però, sono rimaste sempre aperte a tutti, perennemente con la voglia di arricchirsi di esperienze e dialogo. «Non siamo mai noi – dice ancora Macina – a scegliere il target dei nostri assistiti, ma sono sempre loro a scegliere noi. Nei punti di distribuzione che gestiamo, come quello in piazza Balenzano, può venire chiunque per stare con noi. Ad esempio, uno dei nostri grandi partner, un imprenditore che impiega 5.000 dipendenti, ci ha conosciuti mettendosi in coda per un piatto di minestra: da quel momento è nata una profonda amicizia con questa azienda che ci aiuta durante tutto l'anno. Dal punto di vista sociale, chi si avvicina maggiormente a noi sono gli italiani che hanno perso tutto, gli extracomunitari, i Rom. Noi non mandiamo via nessuno, proprio perché crediamo che il cibo debba essere garantito a tutti. L'importante è che le istituzioni, senza distinzione di destra o sinistra, facciano il loro dovere e fino a ora siamo stati bravi a farglielo fare».

Il rapporto con le amministrazioni locali è, infatti, uno dei punti di forza di In.Con.Tra come realtà associativa capace di dialogare con le istituzioni e stringere le maglie della rete welfare cittadina. A testimonianza di questa vicinanza, al Pranzo degli Abbracci ha partecipato anche Vito Leccese, capo di Gabinetto del Sindaco, che ha portato agli ospiti le felpe donate proprio dal Comune di Bari. «Per l'amministrazione pubblica è importante essere vicina al volontariato – spiega Leccese. Le associazioni operano in maniera sussidiaria con il Comune: lì dove l'amministrazione non riesce a erogare un servizio di questo tipo intervengono le associazioni, e la risposta dei volontari e delle aziende è sempre più grande. Sono ormai dieci anni che il Comune di Bari supporta le iniziative di In.Con.Tra, ed è bello che tra pubblico, privato e volontariato si venga a creare una sinergia di questo tipo».
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