pranzo degli abbracci
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Alle Piscine Comunali di Bari il capodanno solidale di In.Con.Tra: «Tradizione che osserviamo con amore»

Il vice-presidente Tataranni: «Nostro obiettivo è che non ci sia più bisogno di noi»

Dieci anni all'insegna della gioia e della gratuità: La Cena e il Pranzo degli Abbracci fanno cifra tonda, rinnovando l'appuntamento solidale con il capodanno organizzato dall'associazione di volontariato barese In.Con.Tra.

I volontari sono all'opera in queste ore per allestire il salone delle feste delle Piscine Comunali di Bari, dove domani sera, 31 dicembre, si sono dati appuntamento per il tradizionale cenone di fine anno con i senzatetto e gli indigenti della città, prima di replicare lunedì 1 gennaio per il pranzo di capodanno sempre alle Piscine Comunali.

«Un tradizione importante – dice il vice-presidente di In.Con.Tra Michele Tataranni ai nostri microfoni – soprattutto per l'affetto che diamo ai nostri amici, e che ogni giorno riceviamo in cambio. È una consuetudine che ci unisce tutti ancor di più, e non osservarla sarebbe come rifiutare l'invito a pranzo della mamma o dei parenti per il giorno di capodanno».

Affetto ampiamente rispecchiato dai numeri, che anche per questa edizione sono esorbitanti e parlano più che a sufficienza dell'immenso lavoro che l'associazione In.Con.Tra svolge quotidianamente a beneficio dei bisognosi della nostra città. «Per la Cena e il Pranzo degli Abbracci – continua Tataranni – quest'anno saremo in trecento, ma abbiamo previsto coperti per quattrocento persone considerando tutte le famiglie che ogni volta lo vengono a sapere e si aggiungono all'ultimo minuto perché ci tengono a stare con noi».

Il capodanno solidale di In.Con.Tra, dunque, come importante momento per la città di Bari, ma il rovescio della medaglia racconta di un'associazione che come poche altre riesce a essere attrattiva per i giovani potenziali volontari, in un mondo che è «Sempre più in avanti con l'età media come quello del volontariato – spiega ancora il vice-presidente di In.Con.Tra. Eventi come questo ci aiutano a intercettare i giovani perché sono proprio loro i primi a percepirli come occasioni che colpiscono il cuore. La ricetta per attrarre nuovi volontari è mostrare il nostro modo di intendere la solidarietà: gioia, amore e soprattutto divertimento e condivisione di esperienze. Ogni anno, infatti, sono tantissimi i volontari che si avvicinano a noi per la festa della gratuità che organizziamo a capodanno e che poi rimangono nella nostra associazione».

Tra i tanti aspetti che rendono questa realtà associativa un fiore all'occhiello del welfare barese c'è la capacità d'interazione proficua e costante con l'amministrazione pubblica. Il patrocinio dell'assessorato al Welfare e la concessione degli spazi all'interno delle Piscine Comunali sono soltanto la punta di un iceberg molto più profondo, che vede (tra le altre cose) In.Con.Tra e Comune di Bari collaborare tutto l'anno presso il centro di assistenza ai bisognosi in piazza Balenzano a Madonnella. Tanto è stato fatto in questi anni, ma la soglia di guardia è sempre altissima: «Noi collaboriamo molto con l'amministrazione pubblica su diversi fronti del contrasto alla povertà. Il welfare cittadino sta procedendo da anni sulla giusta strada, e per noi è un vanto poter dire che Bari è la città più avanti nel Sud Italia sui temi del sociale. Il segreto è volersi migliorare ogni giorno, stringere sempre di più le maglie della rete con le altre associazioni e con il Comune, nella speranza che alla fine non ci sia più bisogno di noi. Il nostro sogno è proprio questo: riuscire insieme all'amministrazione a risolvere il problema della povertà nella nostra città».

Non solo il pubblico, però, tra le collaborazioni della meritoria associazione barese, che negli anni ha affiancato il suo nome a giganti del commercio e dell'economia nazionale e internazionale. Da Ikea a Fondazione Megamark, da MSC Crociere a Ladisa Ristorazione, che anche quest'anno fornirà le vivande che saranno consumate durante i due appuntamenti (AMTAB metterà a disposizione il trasporto gratuito per gli ospiti). Ancora Tataranni: «I privati, intesi come aziende ma anche come persone, sono una grande risorsa per chi, come noi, in questi anni ha sempre lavorato solo con le proprie forza e senza chiedere soldi. A chiunque voglia farci una donazione noi chiediamo sempre e solo beni di consumo e materiale da devolvere ai nostri assistiti e mai danaro. Ai nostri donatori chiediamo anche di venire ad aiutarci, di essere loro i primi volontari: le nostre porte sono sempre aperte a tutti!».

Il sogno più grande rimane la vittoria nella lotta contro la povertà. Un desiderio antico e forse utopistico, che però non scoraggia i volontari, pronti a guardare giorno per giorno un po' più in là: «Al 2018 – conclude Tataranni – chiediamo che i nostri assistiti entrino a far parte della nostra associazione, non più come coloro che beneficiano dei nostri servizi ma come volontari. In una parola: che passino dall'altra parte della barricata. Mi auguro che le persone a cui siamo vicini abbiano una migliore vita lavorativa e personale, così da poter diventare anche loro aiuto per chi ha più bisogno».
  • associazione in.con.tra
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