alessia nobile
alessia nobile
Speciale

Alessia Nobile, la trans di Bari: «Al Festival mi sono sentita a casa»

La escort che spopola a Sanremo: «Mi fa piacere la solidarietà all'ivoriana aggredita ma nessuno solidale con noi, a partire dalle istituzioni»

Alessia Nobile, la ragazza trans di Bari che spopola a Sanremo in occasione della kermesse canora, quando la sua attività di escort si dimostra più redditizia. L'avevamo ascoltata prima del viaggio in Riviera, e adesso torna a parlare: «L'esperienza al Festival è andata benissimo, in molti hanno preso a cuore la mia vicenda – ci dice. Ho partecipato nel pubblico alla "Vita in diretta" e al "Dopofestival" e ho avuto il badge per l'area riservata».

Una bella passerella, ma non solo: «Dal punto di vista economico è andata benissimo, ci sono stati anche diversi vip fra i miei clienti – continua. Intendo impiegare quello che ho guadagnato per realizzare i miei sogni, i miei progetti. Vorrei aprire qualcosa di mio e con questi risparmi voglio portare avanti il progetto del libro che sto scrivendo. Non sono andata lì per guadagnare e sperperare, ma per un bisogno. Agli occhi degli altri può sembrare paradossale, ma non lo è affatto. C'è tanto dietro che non si conosce».

Negli ultimi giorni Alessia Nobile è tornata protagonista dei gossip: Pomeriggio 5, infatti, ha rivelato un suo flirt con uno dei naufraghi dell'Isola dei Famosi, di cui non vuole fare il nome, nonostante la pressione dei media. «Sono stata diffidata dall'agenzia che tutela questo naufrago – precisa Alessia Nobile – perché confermando la notizia ne avrei leso l'immagine. Andare con una trans è considerato motivo di scandalo, una vergogna; siamo arrivati a questo punto».

Ma, fortunatamente, oltre il moralismo di facciata c'è anche altro. Secondo Alessia la recente esposizione mediatica è servita ad abbattere alcune barriere mentali e odiosi pregiudizi nei suoi confronti, nonostante «I tanti insulti che ho ricevuto». «A Sanremo sono stata integrata benissimo, mi sono sentita a casa – dice Alessia. Ho avuto un'ottima accoglienza; addirittura le Iene mi hanno proposto di fare un servizio, ma ho rifiutato. Articoli e interviste hanno aumentato la curiosità sul mio conto; molti mi si avvicinavano anche per quello. Non bisogna per forza essere belle, l'importante è essere uniche. La mia unicità è stata amplificata da quest'ondata mediatica e mi ha portato a conoscere persone desiderose di capire chi fossi davvero».

L'altra faccia della medaglia, però, è il ritorno a casa, in quella Bari dove le barriere architettoniche mentali sono ancora difficili da abbattere. «Ho letto dell'interesse delle istituzioni locali per il caso di Edith – continua Alessia Nobile – e mi ha fatto molto piacere. Mi chiedo, però, perché non abbiano mai rivolto la loro attenzione verso altre realtà in stato di emergenza come la mia. A novembre è morta una trans, uccisa a San Giorgio, ma nessun rappresentante istituzionale ha voluto incontrarci, metterci la faccia, informarsi. Qualcosa funziona, come testimonia il caso di Edith, ma non funziona per tutti. A Bari ci sono stati anche parecchi suicidi nella popolazione trans: un po' più di attenzione potrebbe servire a farci sentire meno sole».

La sfida di Alessia ora è «Realizzarmi da sola. Per gli interventi servono soldi. La transessualità ha bisogno della chirurgia, per rendersi il più femminili possibile e avere un posto nella società, che troppo spesso si ferma all'apparenza». Lo scontro, però, è fra chi ci sentiamo di essere e chi l'ambiente esterno vorrebbe che fossimo. Una dialettica che Alessia conosce bene: «Vorrei fare l'intervento di riassegnazione – dice – ma sono costretta a non farlo, altrimenti non lavorerei più. In molti preferiscono la parte attiva. Siamo anche costrette a rinunciare all'amore, alla famiglia, al matrimonio oltre che al lavoro. Come faccio a fidanzarmi se faccio l'escort? Se venissi giudicata per quello che sono, per le mie competenze, potrei avere un lavoro normale e operarmi, sposarmi, adottare. Ma così…».
  • Comunità LGBTQI
  • Festival di Sanremo
Altri contenuti a tema
La SSC Bari supporta il Pride, gli organizzatori: «Prima società in Italia» La SSC Bari supporta il Pride, gli organizzatori: «Prima società in Italia» Il club biancorosso ha promosso la manifestazione del 29 giugno sui suoi canali: «Bel gesto in un mondo dove spesso c'è razzismo e discriminazione»
Bari pride, dai balconi alla strada la città dice sì ai diritti e all'amore Bari pride, dai balconi alla strada la città dice sì ai diritti e all'amore Oltre 5mila le persone che ieri hanno manifestato per le strade del centro. In prima fila sindaco e giunta
Bari pride 2019, su Google maps il percorso contrassegnato con i colori arcobaleno Bari pride 2019, su Google maps il percorso contrassegnato con i colori arcobaleno Si parte oggi pomeriggio alle 17 da piazza Umberto per raggiungere parco Perotti. Tre carri accompagneranno la sfilata
Bari pride 2019, ponte Adriatico e fontana di piazza Moro si tingono di arcobaleno Bari pride 2019, ponte Adriatico e fontana di piazza Moro si tingono di arcobaleno La parata è in programma sabato 29 giugno da piazza Umberto a parco Perotti. Le limitazioni al traffico
Bari pride 2019, da domani ponte Adriatico e fontana di piazza Moro si tingono di arcobaleno Bari pride 2019, da domani ponte Adriatico e fontana di piazza Moro si tingono di arcobaleno Tanti gli eventi in città a sostegno della manifestazione per i diritti Lgbtqi in programma sabato 29 giugno
La Puglia a New York con il pasticciotto Rainbow, in onore ai moti di Stonewall La Puglia a New York con il pasticciotto Rainbow, in onore ai moti di Stonewall L'idea del pasticcere salentino Angelo Bisconti ha unito un simbolo culinario della nostra regione con quello Lgbtqi della bandiera colorata
Legge contro l'omofobia bloccata da due anni, il Bari pride rifiuta il patrocinio della Regione Legge contro l'omofobia bloccata da due anni, il Bari pride rifiuta il patrocinio della Regione Il coordinamento della manifestazione in programma il 29 giugno attacca: «Nessun sostegno alle nostre rivendicazioni è possibile se manca volontà di realizzarle»
Transessuale discriminata sul lavoro, dopo gli insulti scatta il risarcimento Transessuale discriminata sul lavoro, dopo gli insulti scatta il risarcimento La 22enne della provincia di Bari lavorava in nero come lavapiatti. Il proprietario della sala ricevimenti accetta la conciliazione
© 2001-2019 BariViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
BariViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.