Simone Simeri
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Calcio

SSC Bari, parla Simeri: «Ogni goal deve servire a portare la squadra via dalla Serie D»

Il bomber biancorosso: «Ballottaggio con Pozzebon? Siamo da stimolo l'uno per l'altro. Fra tre anni? In Serie B col Bari»

Cinque goal in campionato: Simone Simeri è il top-scorer del Bari che viaggia a +6 sulla seconda, trascinata da un attacco boom-boom e dalla migliore difesa non solo della Serie D, ma di tutti i campionati italiani.

«Soprattutto quando la palla va dentro è bello fare il bomber - dice Simone Simeri nella tradizionale conferenza stampa di inizio settimana. Per noi attaccanti è importante fare goal che devono soprattutto aiutare la squadra. Non deve essere un'ossessione se no diventa un problema. È capitato anche a me, ma non è una priorità perché l'obiettivo è vincere il campionato il prima possibile. Questo è un anno particolare: dobbiamo pensare a portare la società fuori da questa categoria il prima possibile, perché Bari non c'entra niente con la Serie D».

L'unico obiettivo, quindi, è quello della squadra: «Cosa farò fra tre anni? Spero di essere in Serie B col Bari», è il pronostico di Simeri che, anche dopo un breve digiuno dal goal ha continuato a lavorare a testa bassa, fino a ritrovare la via della rete. «Avrei potuto fare di più; ne sono consapevole - dice un Simeri sempre molto autocritico. Quest'anno non mi sono prefissato un obiettivo personale: tutti abbiamo scelto questa causa per un obiettivo comune, e i miei goal saranno un bene per la squadra. Non mi risparmio mai e quando vedi che dai tutto vuoi anche una soddisfazione personale. Le critiche fanno bene, ma prima del goal con il Locri è stato un periodo difficile; mi sono scrollato di dosso un problema con me stesso».

Stimolante e avvincente è il ballottaggio fra lui e Pozzebon che ogni domenica ripropone il mister: «Siamo completamente diversi - spiega il 9 biancorosso. Lui ha le sue caratteristiche e io le mie. Potremmo giocare insieme ma sta al mister decidere. La presenza l'uno dell'altro però è di grande stimolo per entrambi». E sulla staffetta a partita in corso spiega: «Tutti vorremmo giocare, quando non stai vincendo e non sei soddisfatto non vorresti uscire. Non critico però il mister; devo migliorare».

Simone Simeri non è il classico attaccante d'area di rigore, una un centravanti di movimento, che sa attaccare la profondità: «L'anno scorso non giocavo come quest'anno - racconta il bomber biancorosso. Il Bari è la squadra più forte sul piano del gioco e sul piano fisico, siamo propensi a fare la partita e le squadre si chiudono. Non mi piace restare fermo in area e ogni tanto vado in difficoltà contro difese molto chiuse perché a me piace attaccare la profondità. Sono contento a essere a soli 5 goal ma di stare a +6 dalla seconda. Le mie statistiche le conosco e sono contento; credo nei miei mezzi e so che da qui alla fine dell'anno farò i goal che ho sempre fatto».

Per il Bari 25 goal fatti e solo 4 subiti. Un vero e proprio orologio perfetto che funziona grazie alla collaborazione di tutti: «La fase difensiva parte da noi attaccanti; se noi non ci facciamo saltare come dei brocchi è più difficile che arrivino in area - dice Simeri. Vorrei però fare un plauso speciale alla migliore difesa d'Italia, un grande motivo d'orgoglio; la fase di non possesso parte da noi attaccanti ma i maggiori complimenti vanno ai miei compagni difensori».

A servirgli palloni invitanti ci pensa un fuoriclasse come Ciccio Brienza: «Ci fa ancora un certo effetto allenarci con lui, anche dopo due mesi e mezzo - continua Simeri. È difficile da descrivere; prima lo prendevi al fantacalcio e lo guardavi in televisione. Ora tocca a noi dimostrare che ha fatto la scelta giusta».

Un grande bomber come Icardi ha regalato un Rolex ai suoi compagni di squadra dopo la vittoria della classifica marcatori. Con le dovute proporzioni, anche Simeri fa una promessa: «Se vinco la classifica cannonieri del girone I anche io farò un regalo ai compagni; non un Rolex come Icardi altrimenti dovrei fare un debito troppo grosso», dice il 9 col sorriso.

Nel 2011, a soli 18 anni, Simeri andò in comproprietà al Melfi per soli 500 Euro. Da quel momento tanta strada è stata fatta: «All'epoca non ci pensavo perché avevo solo 18 anni. Sono andato via da Napoli dopo 8 anni di De Laurentiis perché dopo 70/80 goal nelle giovanili volevo provare la sfida fra i professionisti. Con l'aiuto della mia famiglia ho trovato la forza di non smettere dopo l'infortunio al ginocchio, quando avevo solo 20 anni». L'anno scorso per il napoletano Simeri l'esperienza alla Juve Stabia, per la prima volta vicino casa: «In Campania non ti senti mai giocatore perché non ci sono mai delle responsabilità importanti per via della vicinanza alla famiglia e agli amici. Per questo non ho mai voluto giocare in Campania, ma visto che la Juve Stabia mi voleva fortemente ho accettato questa sfida», dice Simeri.

In chiusura, un giudizio da napoletano d'origine sui primi mesi nel nostro capoluogo: «Bari è molto simile a Napoli, una città di mare che mi fa sentire a casa. L'ho detto a tutti che non pensavo fosse così bella, pulita e organizzata. Contento di essermi ricreduto; una città più vivibile rispetto a Napoli anche perché è più piccola».
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