mattia maita. <span>Foto Ssc Bari </span>
mattia maita. Foto Ssc Bari
Calcio

SSC Bari, parla Maita: «Firmerei per il quarto posto. Profilo basso la nostra forza»

Il centrocampista biancorosso: «A Palermo puniti dagli episodi. Lavoriamo, a dichiarare la serie A ci pensano gli altri»

Riprende il lavoro sul campo per i ragazzi della SSC Bari, guidati da mister Michele Mignani e reduci dalla beffarda sconfitta di Palermo nell'anticipo della 21ma giornata. Un ko frutto di episodi sfortunati, da cui ripartire in fretta: è questo il mantra di Mattia Maita, centrocampista biancorosso che ha fatto il punto della situazione in vista della ripresa.

«La partita di Palermo ci dice tanto - esordisce Maita. Abbiamo fatto una buona gara, dovevamo sicuramente raccogliere qualcosa in più, ma gli episodi fanno la differenza. Abbiamo preso un goal rocambolesco, ma questo è il calcio; prendiamo quello che di buono abbiamo fatto per più di 80', ripartiamo da quello».

Il Bari è quarto, ma guai a pensare di essere diventati una squadra imbattibile. Le parole d'ordine di Maita sono: «Ogni volta che abbiamo avuto il pensiero di essere più forti degli altri, abbiamo preso gli schiaffi. La nostra forza è sempre stata il rispetto per gli avversari, che ci ha portati dove siamo. Mantenere questo profilo ci dà quella voglia di correre più degli altri, quella che abbiamo visto contro il Parma, ma anche contro il Palermo. Più abbiamo in testa questo pensiero, meglio è per noi. Se iniziamo a pensare di essere più forti, che dobbiamo solo guardare avanti, allora prendiamo gli schiaffi, perché questa è una B veramente forte. Ora giochiamo contro il Perugia, che è in una brutta situazione di classifica pur essendo una squadra forte, come lo è il Venezia. Questo ti fa pensare che è veramente un campionato tosto. Io firmerei per il quarto posto, poi vediamo che succede; non voglio pensare di essere più forte degli altri. Dobbiamo continuare su questa strada. Sognare? La nostra forza è sempre mantenere il profilo basso. Agli altri sta dichiarare di voler andare in serie A, noi speriamo di arrivare a far sognare questa città. La categoria che Bari merita è la serie A. Noi ci speriamo, ma pensiamo prima alla salvezza».

Ancora Maita, parlando del campionato fin qui disputato dal Bari: «Siamo la sorpresa di questo campionato, da neopromossi ci stiamo divertendo e stiamo facendo bene. Dobbiamo continuare su questa squadra, spero che i tifosi ci siano sempre vicini come hanno fatto finora. Entro fine campionato vorremmo rifare quei numeri importanti che si sono visti contro il Genoa».

Entrando nello specifico degli aspetti tecnici, qualche goal di troppo il Bari, come successo al Barbera, lo ha subito negli ultimi 15' di gioco: «Sono episodi, non si tratta di goal presi per mancanza di attenzione o cattiveria - spiega Maita. Contro il Palermo la palla ha rimbalzato tre volte in area ed è rimasta sempre lì; non credo sia una questione di disattenzione, penso sia una questione più di sfortuna. Ma ci possiamo lavorare, possiamo aiutarci a essere più attenti nei minuti finali. Dobbiamo pensare a quanto di buono facciamo in settimana, poi alzare l'asticella dell'attenzione nei minuti finali. Continuiamo su questa strada per toglierci delle soddisfazioni; pensiamo alla partita di sabato, che sarà dura. Ragioniamo partita per partita».

Ma adesso è già il momento di ripensare al campo. Sabato ci sarà il Perugia al San Nicola, poi si andrà a Ferrara per affrontare la Spal, per poi ospitare di nuovo al San Nicola il Cosenza. Un trittico di partite contro squadre che navigano in zone basse della classifica, ma guai a sottovalutare il pericolo: «In questo campionato non c'è una parte di classifica debole e una forte - ribadisce Maita. Bisogna sempre fare risultato, anche tutti quei pareggi di fila che abbiamo fatto hanno acquisito un altro valore quando sono arrivate le vittorie. Queste tre partite diranno tanto, perché si entra nel clou del campionato: riuscire a dare risultato significherebbe ben definire la strada. Cercheremo, come sempre, di portare a casa i tre punti».

Contro il Perugia non ci saranno l'acciaccato Ceter e lo squalificato Cheddira, che si è "guadagnato" un doppio cartellino giallo nei minuti finali contro il Palermo. Sarà l'occasione buona per rivedere Antenucci? Maita dice la sua: «L'espulsione di Cheddira ci può stare, quando si perde un po' si è portati ad alzare l'asticella dell'intensità. Credo che il primo cartellino non ci stesse affatto. Quando si perde è normale essere più nervosi, cercheremo di lavorare anche su questo perché non è mai bello lasciare i compagni in dieci. Mirco è sempre carico, ha il goal dentro. È un attaccante importante, la sua carriera parla per lui. In una squadra forte come la nostra, ci sta rimanere un po' fuori, ma lui è il nostro bomber e ci darà una grande mano».

Ma, in questi giorni, a tenere banco è il calciomercato, che chiuderà ufficialmente il 30 gennaio. Il Bari non ha ancora fatto operazioni in ingresso, anche se è certo che il direttore Polito sta cercando dei rinforzi per il centrocampo, proprio il reparto di Maita: «Penso sia anche una necessità numerica - spiega il calciatore biancorosso. Siamo in sei, è vero, ma possono capitare squalifiche e infortuni. Non tocca, comunque, a me parlarne: se arrivasse qualche nuovo compagno sarebbe comunque ben accetto. Chi viene lo fa per darci una mano, il direttore non prende tanto per farlo. Siamo fiduciosi, siamo nelle mani di direttore e presidente; loro sapranno come fare».

In conclusione, una riflessione personale di Maita sul suo primo campionato di serie B, fin qui disputato a ottimi livelli: «Ognuno ha ciò che merita. Fa piacere trovarsi in questa posizione di classifica, sono soddisfazioni personali; in passato mi hanno fatto credere di non essere pronto per la B. Sono contento per Cheddira e Caprile, il futuro è loro; io non vivo per i riflettori, penso solo ai tre punti il sabato e a portare in alto il Bari. Le questioni personali vengono dopo, sono contento di quello che ho fatto e spero di continuare su questa squadra fino alla fine dell'anno», conclude Maita.
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