Davide Bellomo. <span>Foto da Facebook </span>
Davide Bellomo. Foto da Facebook
Politica

Davide Bellomo a Cannito: «La storia non si offende, Bari merita rispetto»

Intervento del deputato forzista sulla querelle seguita alle dichiarazioni del primo cittadino barlettano

«C'è una sottile differenza tra l'euforia di una promozione e la mancanza di classe. Quella che il sindaco di Barletta Mino Cannito, ha dimostrato scivolando su una frase che non sta né in cielo né in terra: augurarsi il Bari in Serie C per poterlo sfidare».

Lo asserisce il deputato di Forza Italia, Davide Bellomo, intervenuto via social questa mattina sulla querelle seguita alle dichiarazioni del sindaco barlettano, Cosimo Cannito, dopo la promozione della squadra locale in serie C (clicca qui). Cannito aveva poi chiarito quanto detto (leggi qui), ma su più fronti non aveva convinto, non tanto i tifosi baresi, legati da rispetto a quelli barlettani, ma buona parte del mondo politico regionale. Tra questi anche Davide Bellomo che ha spiegato la sua posizione netta. Vi riportiamo lo scritto apparso sui canali social del deputato di Forza Italia:

«Caro Sindaco, facciamo un piccolo ripasso di storia.
Il Bari non è solo una squadra, è un'istituzione. È il battito di un intero popolo, è un secolo di battaglie, di Serie A vissuta da protagonisti, di campioni che hanno calpestato l'erba del San Nicola mentre il resto della regione guardava e ammirava. Il Bari è il capoluogo, è la storia del calcio pugliese nel mondo, e non può essere usato come "bersaglio" per dare un senso a una festa altrui.
La grandezza del Barletta non si misura sperando nella caduta del Bari. Tra le due città c'è sempre stato un legame di rispetto, un'amicizia vera tra tifoserie e famiglie. La maggior parte dei barlettani lo sa bene: la crescita del Barletta passa dal merito e dal proprio percorso, non dalle difficoltà altrui.
Usare un palco istituzionale per lanciare frecciatine a una piazza che sta soffrendo, ma che resta una grande piazza del calcio italiano, è un'uscita fuori luogo. Qui non si tratta di difendere una proprietà. Qui si tratta di difendere la Maglia: quella biancorossa, che rappresenta una dignità sportiva che non si compra e non si svende.
Fa male, inoltre, vedere che chi dovrebbe alzare la voce per difendere Bari e i baresi continui a tacere. Se il sindaco Vito Leccese non sente il dovere di tutelare il valore simbolico e la storia del Bari, allora tocca ai cittadini e ai tifosi rimettere le cose al loro posto.
Cannito, festeggia pure il tuo traguardo. Ma tieni giù le mani dal Bari. La storia non si cancella, e il Bari non merita lezioni da nessuno, tantomeno da chi dimentica il peso della fascia tricolore».

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