bari marsala. <span>Foto SSC Bari</span>
bari marsala. Foto SSC Bari
Calcio

Il Bari guarisce al San Nicola. Rimonta di carattere che vale il nuovo allungo

La vittoria contro il Marsala scaccia via i fantasmi e regala anche sprazzi di bel gioco

Non era una crisi, forse quello di cui soffriva il Bari era solo un malanno di stagione. Qualche acciacco di mezzo inverno, due sconfitte consecutive fuori casa, l'ultima sul terreno della seconda in classifica: sembrava tutto un po' più grave di quel che in realtà non fosse. Il Bari torna dal suo medico di fiducia, il San Nicola, e con qualche impacco e una piccola cura di antibiotico riprende la forma ottimale. La vittoria in rimonta per 3-1 contro il Marsala terzo in classifica scaccia un bel po' di streghe che si erano affacciate sulla compagine barese nelle ultime tre settimane, riporta un bel sorriso in casa biancorossa e ci racconta di un Bari finalmente ritrovato, più che nel gioco nello spirito.

Una domenica trionfale, che però si era aperta nel peggiore dei modi: quel rocambolesco vantaggio marsalese firmato da Manfrè dopo 20' di dominio assoluto, per la prima volta in campionato sotto al San Nicola, la Turris che vola sullo 0-2 in casa del Messina. Insomma, le premesse per l'apertura di una ferita profonda c'erano tutte. Eppure il Bari non si è scomposto davanti alla difficoltà, ha raccolto le forze per rimettere le cose in ordine.

La giornata delle sliding doors: Brienza inventa per Floriano che sigla il goal del pari sul gong del primo tempo, a inizio ripresa gli episodi che decidono la partita. Prima Marfella rimedia a un errore grossolano sul tiro non irreprensibile di Candiano, riprendendo il pallone un centimetro prima della linea, poi sul ribaltamento di fronte Floriano semina il panico nell'area avversaria, si fa mettere giù e manda Brienza sul dischetto per il 2-1. «Gli episodi sono sempre decisivi», l'analisi di Cornacchini. Episodi che nelle ultime uscite avevano penalizzato il Bari (quella traversa di Brienza a Torre del Greco...), e che i biancorossi sono stati bravi a portare dalla loro parte nell'ultimo impegno.

Sì, perché oltre la fortuna, un giusto plauso va tributato a una squadra che ha dato quella dimostrazione di carattere che un po' tutti avevamo invocato nelle scorse settimane. Quando Cornacchini parla del bisogno di acquisire mentalità da Serie D fa riferimento proprio a questo: la voglia di lottare su ogni pallone, non mollare un centimetro, andare a sovvertire un risultato che si era fatto immeritatamente negativo a metà del primo tempo.

L'essenza della prova del Bari contro il Marsala sta nel lavoraccio che ha fatto Pozzebon: sportellate per far aprire la linea difensiva siciliana, attacco alla profondità, gioco di sponda sacrificando anche l'istinto naturale dell'attaccante per il goal. Sul terreno del San Nicola, più ampio e regolare rispetto a quelli della D, i valori tecnici emergono più facilmente. La giocata di Brienza per il pari di Floriano è visionaria, l'assist di Hamlili al 94' per il 3-1 di Simeri è tracciato col compasso.

Quella che era iniziata come una domenica maledetta si trasforma in una giornata di festa grazie al graditissimo regalo che proviene da Messina: «La Turris ha festeggiato troppo per una settimana», la battuta di Pozzebon in sala stampa che però coglie un certo grado di verità. I corallini per vincere contro il Bari avevano forse speso più di quanto disponessero, pagando un conto salatissimo (5-2) nella successiva trasferta. La solidità dimostrata dai galletti nella sfida al Marsala lascia intendere, invece, che da questo nuovo allungo possa ripartire la corsa promozione con ritrovato spirito in vista dello sprint finale. Ora il banco di prova sarà di nuovo la trasferta, con tutti i disagi (tecnici e logistici) che ne conseguono. Il battesimo dopo la guarigione sarà in casa del Locri, l'avversario che già nel girone d'andata fu "vittima" dei biancorossi all'uscita dalle prime difficoltà. Che sia di buon auspicio.
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